canzone di morte

 

canzone di morte

di Iannozzi Giuseppe

ed ora dimmi
con chi cammini
e chi ti sta accanto
dimmi
se c’è qualcuno
che ti ama
come ti amavo io

e sì lo so
non ero speciale
meno d’un niente
ma almeno ero
forse uno zero
ma ero
un egoismo e un fiato caldo
un petto da prendere a botte
da prendere a botte

eh sì
se avessi dovuto scegliere
amar te solamente
che non mi amavi mai
avrei scelto sicuramente
d’amare te infinitamente
sicuro delle conseguenze

dici che è niente
e forse hai anche ragione
possiamo fare quel che vogliamo cioè poco
e il resto quando c’è chissà come e perché

e lo so che non la ascolterai
no che non la ascolterai
questa mia canzone
come mai hai ascoltato le mie parole

…le mie parole così care
foglie al vento
timidi ritagli di cielo

no che non la ascolterai
questa mia canzone
ma per sempre gli occhi tuoi
prigione dentro ai miei
dentro ai miei
dentro ai miei…



Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a canzone di morte

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    oh beppaccio è bellisssima….
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Lo so, lo so… questa volta ammetto che è venuta davvero bene. L’ho scritta ieri che era già notte fonda. Mi sono alzato con un groppo in gola, avevo qualcosa da scrivere… e l’ho scritta di getto prima che la dimenticassi. Poi ho solo aggiustato dei particolari, null’altro.

    beppaccio

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    e poi dici di non esser poeta…l’ispirazione.. quel groppo in gola che partorisce una cretura così non viene a tutti
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Io preferisco di gran lunga non dirmi poeta. Non è per falsa modestia, ma credo che un Poeta, con la “P” maiuscola, sia una persona veramente speciale e troppo grande. Io non mi ritengo né speciale né grande.

    Scrivo moltissimo, e molte cose che scrivo sono così e così, alcune anche belle ma morta lì. Ma i racconti, le poesie che valgono qualche cosa le so riconoscere perché so come e in che tempi le ho partorite.

    beppaccio

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  5. Capitan Uncione ha detto:

    W il 25 Aprile!

    W la libertà!

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Pierre bestemmiò per la prima ed ultima volta in vita sua. Si alzò intero e diede il segno della ritirata. Altri camion apparivano in serie dalla curva, ancora qualche colpo sperso di mortaio, i partigiani evacuavano la montagnola lenti e come intontiti, sordi agli urli di Pierre. Dalle case non sparavano più, tanto erano contenti e soddisfatti della liberazione. Johnny si alzò col fucile di Tarzan ed il semiautomatico… Due mesi dopo la guerra era finita.

    Beppe Fenoglio, Il partigiano Johnny

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