La mia ex e tu | di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

La mia ex e tu

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Lascia che ti spieghi.
Io sono pesce piccolo. Me lo diceva sempre anche la mia fidanzata. No, non ti sto mentendo. Ti parrà strano, e anche io non riesco a capacitarmene oggi a distanza di decenni, ma ce l’avevo una che ci stava… una volta sola ad essere sincero. Poi tutto è finito. Non capisco. Lei se n’è fatta una colpa mica da ridere. Adesso sarà suora in un qualche sperduto paese del mondo o chissà che diavolo starà facendo. Però io da quel giorno ho smesso di pagarle le donne: non offro loro neanche più da bere, non un drink né una sigaretta. Bambina, lascia che ti spieghi. Sono un pesce molto piccolo io: che ci ricavi a farmi fuori? Sono tutto pelle e ossa. Anche se mi fai fuori, ti andrei di traverso: la mia ex diceva che le sembravo uno stuzzicadenti.

E parlo di anni fa, quando le mie poche carni non erano frolle come oggi. Se mi fai fuori, sarò solo una spina nel tuo fianco, come l’ombra di Banco a Macbeth. Sarò solo un’altra vittima come Rodja: hai presente Letto e castigo di Fëdor Dostoevskij? Guarda, io ci ho impiegato una vita a leggerlo, ma ti giuro che ne valeva la pena. Da quando l’ho letto sono un uomo migliore, timorato soprattutto: non rubo più ai poveri per dare ai ricchi e nemmeno il contrario. Tu pensa che non vado manco più a votare: però la matita, quella che ci tracciavo certe X della madonna, quella non posso dire che non mi manchi. C’era una forza attrattiva, di potere fra me e le matite elettorali. Ricordo che io, dopo aver data la mia preferenza, me la mettevo in tasca la matita e solo allora lasciavo spazio a un altro. Che bestemmiava. Ma io ero già lontano. La matita: capisci? Era il Potere: me la cacciavo in tasca ed ero un vero uomo. Dovevi vederle le donne, quand’ero giovane, come si giravano a guardarmi. Me lo leggevano negli occhi che ero un malandrino incallito. Mica come adesso che non rubo più neanche una mela. Finiti i bei tempi del peccato originale! Cioè, originale: diciamo fatto a mano, ecco, casalingo, questa è una misura che gli si addice di più. Insomma, che mi fai fuori a fare? Te l’ho detto, sono un pesce piccolo. Forse ieri, ma oggi sarei solamente un niente che ti s’incollerebbe al pomo d’Adamo… cioè, no, le donne non ce l’hanno il pomo. Era la mia ex che ce l’aveva. Devi sapere che sulle prime mica me n’ero accorto. Comunque sia, se mi fai fuori adesso, Bambina, non saprai mai la verità. Quale verità? Tutti nella vita ne cercano una, non vorrai farmi credere che tu sei diversa. No, ferma, giù quella pistola, non volevo insinuare proprio niente… per giunta ho pure la dentiera, che pretendi da uno come me? Vuoi proprio mettermi in mutande? Sei proprio gelosa, uguale a tutte le altre. Non c’è niente da fare con voi donne, quando vedete un bocconcino come me arrivate subito al sodo, con le dure. E che diavolo, un po’ di dolcezza…

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a La mia ex e tu | di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    “letto e castigo” è fantastico..
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ti è dunque piaciuto.
    A me capita smpre di finire a letto… cioè in formula ‘letto e castigo’, ma rimane sol più vivo il castigo imperituro. Chissà perché! 😉

    bacione

    beppe

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