LA LEBBRA di Iannozzi Giuseppe – Cap. XVII

La lebbra – di Iannozzi Giuseppe

Cap. XVII

“Come andiamo stamattina?”
Lino si stirò nel letto come meglio gli riuscì accennando in risposta solamente la bozza d’un sorriso. Ancora non gli era ben chiaro che cosa gli era accaduto. Capiva però che c’era mancato un pelo perché ci lasciasse le penne.
“Se continua a migliorare a breve la dimettiamo. E’ contento?”
Lino fece finta di non aver sentito. Dalla Chiesa andava per le spicciole, non aveva intenzione di trattenere il paziente; era sua intenzione sbarazzarsene nel più breve tempo possibile. Che tirasse pure le cuoia in strada. Gli aveva già creato troppi grattacapi, l’ospedalizzazione dei barboni non gli era mai andata a genio.
Dalla Chiesa accarezzò la fronte del malato tentando d’apparire paterno. La mano gelida del primario si impresse sulla pelle di Lino, che reagì con una smorfia di dolore manco fosse stato marchiato da Dio al pari di Caino.
“Si faccia coraggio, il peggio è passato”.
Gli stava dicendo che presto avrebbe ricevuto il benservito.
I polmoni gli bruciavano ancora. Parlare non gli veniva facile: la tosse gli soffocava le parole in gola.
“Non si sforzi di parlare. Tempo due giorni e la rimettiamo a nuovo, parola mia”, disse tutto d’un fiato Dalla Chiesa squadernando il suo sorriso più accattivante. Poi girò sui tacchi e lasciò la stanza del paziente.

Lino non ci aveva messo niente a capire l’antifona: l’avrebbero buttato fuori a calci in culo, non era più desiderato. Ancora non sapeva com’era potuto capitargli tutto quello che gli era capitato, ma la sua vita continuava a rimanere appesa a un filo. Nei momenti di più forte solitudine, sepolto nel suo anonimo letto d’ospedale, si permetteva di pensare che forse sarebbe stato meglio per lui morire. Pensare così gli faceva un male boia, gli scatenava un panico che eruttava fuori in violenti accessi di tosse. Ben presto si rese conto che l’unica soluzione era quella di non pensare, di essere al di là del bene e del male. Avrebbe voluto accanto a sé qualcuno, anche solo una voce. Ed invece non c’era mai nessuno. Puntuale tutti i giorni veniva a fargli visita il primario. Non si fidava di quel vecchio incartapecorito. C’era in quell’uomo qualcosa che lo disturbava. Non ce l’aveva affatto la faccia d’un vecchio samaritano, sembrava invece un crudele jinn. Se almeno avesse avuto con sé il sermone avrebbe potuto infilarlo sotto il cuscino. Senza il libro si sentiva come Linus privato della sua coperta.

I giorni fecero presto a passare. Dalla Chiesa lo imbottì di antibiotici, impipandosene di brutto se il paziente dava di stomaco, né gli interessavano le eruzioni cutanee di cui si lamentava ogni santo giorno di più. Lui si limitava a rassicurare Lino, con evidente falsità, che era il prezzo da pagare per la guarigione. E Lino crollava il capo in maniera quasi impercettibile tacendo: non nutriva alcuna fiducia nel primario.

Dalla Chiesa, se solo non avesse rischiato d’avere qualche Pm permaloso alle costole, non ci avrebbe pensato sù due volte a far fuori quel dannato barbone che Gabriele gli aveva portato nell’ospedale. Un tempo sarebbe stato molto più facile far sparire un ospite indesiderato come Lino. Dalla Chiesa sospirò rassegnato. Quel dannato voleva indietro la sua copia del sermone. Gliel’aveva chiesto con un filo di voce. Lo aveva quasi pregato di trovarglielo, nonostante fosse evidente che covava in seno una paura del diavolo. Il vecchio primario gongolava: lo faceva andare in visibilio l’idea d’incutere terrore nel prossimo. Il sermone lo aveva trovato senza difficoltà nello studio di Gabriele. Adesso lo portava in giro ben insaccato nella tasca del suo camice d’un bianco immacolato.

(c) Coperto da copyright. Severamente vietata la riproduzione parziale o totale della presente Opera, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 2 di 9.

NO OT

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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14 risposte a LA LEBBRA di Iannozzi Giuseppe – Cap. XVII

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Buona lettura. Ed evitiamo di andare fuori tema per cortesia.

    Grazie dell’attenzione, soprattutto alla Stregaccia che oramai non può vivere più senza “La lebbra”. 😉

    Un bacione a tutte e a tutti voi che mi seguite,

    beppe

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  2. vanessa ha detto:

    Non c’è nulla d’andare fuori tema, Lino sta molto male ed il primario sta dalla parte dei cattivi ed ha la coscienza sporca.

    Bravo cuoricino anche questa volta ce l’hai fatta bella.
    😉 LeKKatina ♥ vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Come hai potuto leggere per Lino non butta affatto bene. E’ finito in mano a degli uomini senza scrupoli. Certo lui non avrebbe mai immaginato di finire proprio in bocca al “suo” nemico.

    Se la caverà?
    Ti anticipo che presto incontrerà una donna… e si innamorerà Lino, non senza andare incontro a… 😉 Seguimi e lo saprai.

    orsetto di VaNY

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  4. cinzia stregaccia ha detto:

    Povero Lino gli ci mancava una donna !!! C’è qualcosa che mi sfugge….ma non ti dirò cosa forse lo capirò con l’andare avanti dei capitoli sempre che,visto la mia età,riesca a leggerli tutti ahahah ;))))) Ogni giorno tutti incontriamo dei jinn…. Una cosa mi stupisce la scelta del cognome del primario.
    Ora scappo un bacione
    cinzia
    p.s. più tardi la posto…tvb (ma dove stanno le faccine?)

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Stregaccia, 😀

    dài, forse è la volta buona che Lino si farà una donna e che mette la testa a posto. Ma potrebbe anche perderla del tutto. Insomma, tutto è possibile.

    Per il momento è sicuro che è in una situazione davvero di cacca, solo più di un cane e circondato da nemici. Ha qualche sospetto, ma certo non riesce neanche lontanamente ad immaginare di essere nelle mani della guerra santa. Perché poi sia capitato proprio a lui un simile dramma è ancora mistero tutto da scoprire. 😉

    Buondì, Stregaccia. Un bacione

    beppaccio

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  6. tuA ha detto:

    è vero : è difficile distinguere in quello che racconti quello che succede fuori e dentro di te, perchè per te è così e starti vicino ti deve aiutare anche in questo, aiutarti a distinguere te dagli altri….
    allora mi affido al mio sentire: chiudo gli occhi e lascio distinguere al mio interno
    quello che mi arriva più distintamente è questo:
    A si sente trascurato
    si, tuA ancora non ha il collegamento a casa e può comunicare con lui solo quando è al lavoro e tra l’altro questi giorni è stata male, ha vomitato anche gli occhi…
    A continua a voler monopolizzare l’attenzione su di sè, imprecando, minacciando, piangendo su di sè per la sua solitudine e accennando ad un’altra relazione…
    ricordo che lui non ha mai smesso di avere relazioni parallele, anzi una se l’è portata in casa da un pezzo…allora perchè si comporta così tra il bambino capriccioso e il violento sanguinario con istinti omicida?

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  7. vanessa ha detto:

    Kisssssssss 😉 vany

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  8. tumbergia ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente il lebbrosario di Messina. (tra i più importanti d’Europa)
    Chissà perchè visita solo il primario, anzi, c’è solo il primario che non è cinico come Dalla Chiesa. Un castelletto isolato e distaccato, (in pieno centro) ampio spazio, un primario e 2 pazienti di colore.
    Oh! Spero che Lino abbia la lebbra, ho impostato la lettura di questo post condizionata dal titolo.
    Un “salute” a tutti.

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  9. vanessa ha detto:

    LeKKatiSSima ♥ vany

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  10. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ che hai perso i primi 16 capitoli per cui potevi basarti solo sul capitolo che hai letto. 😉 In realtà la lebbra è solo una figura retorica per indicare la paura del personaggio, cioè Lino, nei confronti degli extracomunitari. Si tratta di un romanzo a puntate, di cui pubblico un capitolo mediamente ogni 3 giorni.

    E’ la festa delle bimbe, oggi.

    bacione

    beppe

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  11. tuA ha detto:

    buongiorno Amore

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  12. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ho capito un po’ poco. Forse non sei stata troppo chiara, ma posso intuire il motivo. 😉

    Una persona non dovrebbe mai rinunciare alla propria personalità né per amore né per odio. Siamo quel che siamo e rinunciare alla nostra personalità è farci del male che non potrà mai portare a nulla di buono. Bisogna essere onesti con sé stessi, riconoscere priorità e limiti della proprio essere: io ad esempio so bene di essere una frana a calcio, per cui non gioco, non mi entusiasma e non mi lascio entusiasmare dai compagni che vorrebbero farmi giocare. Non lascio che mi si usi la violenza di farmi fare qualche cosa che non amo e verso cui non sono portato. E’ solo un banale esempio, ma nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni lavorative, personali e interpersonali bisogna anche saper dire di no, perché ne vale della nostra personalità, del nostro stare bene.

    Questo “signore” non mi sembra una persona onesta da come me lo hai descritto: incentra l’attenzione su di sé, intrattiene altre relazioni, minaccia e ti ricatta dicendo di sentirsi trascurato, se ho ben capito. Io di una persona così, se fossi una donna, non vorrei che saperne. Non lascerei in nessun caso che annichilisca la mia personalità, che imprigioni la mia libertà, con i suoi capricci. Fossi in te lo lascerei su due piedi. E’ un tipo pericoloso perché non è un uomo. Io la penso così.

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  13. tuA ha detto:

    ^_^ questo avrebbe potuto scriverlo SOLO quel “signore”!!!
    che dire…si è vero non è onesto e non è neanche sano…
    “Non lascerei in nessun caso che annichilisca la mia personalità, che imprigioni la mia libertà, con i suoi capricci.”
    ecco, forse questo è probabile che lo viva lui ed è per questo che si comporta così nelle relazioni affettive, perchè per lui si traducono puntualmente in rapporti di dipendenza
    E poi questa è veramente fantastica:
    “E’ un tipo pericoloso perché non è un uomo” ^_^
    beh io direi così: lui è un uomo ma le sue identità sono varie…
    stia tranquillo Beppaccio…gli voglio molto bene e non lo lascerò maiiiiiiiiiii

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  14. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Se lo dici tu non posso che fidarmi di te. In fondo credo tu lo conosca meglio di me. Non è onesto e nemmeno sano, ha varie identità e però non lo lascerai mai. Sei ben strana anche tu. ^___^

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