Il ruolo del critico non è una puttanata

Il ruolo del critico non è una puttanata

di Iannozzi Giuseppe

Stronco chi diavolo mi pare senza concedere sconti a nessuno, né al grande né al piccolo. Mai nessuna concessione a nessuno. Spiacente, io non ci sto alle mafiette, alla lunga catena dell’amicizia del Griso. Sono d’altra razza. Avessi fatto l’accomodante concedendo uno spillo, dico uno spillo ora a un grande ora a un pupillo di qualcuno, a quest’ora sarei chissà dove senza sforzi. Ed invece no, nemmeno una capocchia di spillo. Per questo sono tanto odiato. No, non odiato, non è esatto dire che sono odiato, ma temuto sì. Eccome se sono temuto. Sapete voi che cosa vuol dire essere temuto? Ve lo spiego io in quattro e quattr’otto: è temuto colui che non si lascia corrompere; è temuto colui che con una parola fa la fortuna o la sfortuna di chi si rivolge a lui; è temuto chi dice la verità perché non ha bandiere da sventolare né a destra né a sinistra; è temuto chi non se la fa nemmeno con i centristi, con gli anarchici o casinisti che dir si voglia. E’ temuto chi è libero. Inutile lisciarmi il pelo, non concedo niente a nessuno se non lo merita davvero, secondo il mio porco metro di giudizio che non svendo né a dio né al diavolo.

Tutto chiaro, Signore e Signori?

Ne ero certo.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a Il ruolo del critico non è una puttanata

  1. vanessa ha detto:

    Mi è sempre detto che è più difficile essere cattivi che buoni, perchè sembrare buoni è facile per tutti, è quando devi dire la verità scomoda che allora diventa difficile e si appare cattivi.
    Buon pomeriggio ♥ vany

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  2. cinzia stregaccia ha detto:

    esempio di coerenza e rispetto di se stessi.Praticamente introvabile ormai.
    cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La coerenza credo sia rispetto di sé stessi e rispetto per la cultura. Purtroppo di critici un po’ tanto bottane ce ne sono a iosa e fanno solo un gran male all’editoria. D’altro canto anche gli editori che preferiscono un critico-bottana a un critico serio sono un male per la cultura, quindi non piangano poi se i libri non vendono, perché un lettore ci può anche cascare una o due volte, alla terza lo capisce che lo si sta prendendo per i fondelli ed allora non compra più certi libri.

    Io anche quando segnalo dei libri è perché li ho letti. Non segnalo mai niente che non abbia letto. La maggioranza invece segnala a spron battuto, e il libro non l’hanno manco visto da lontano. Io questo discorso non lo faccio. Ci metto la mia faccia quando faccio una segnalazione e non intendo diventare un venditore di fumo né ora né mai.

    beppaccio

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  4. Felice Muolo ha detto:

    Di questo passo, non arriveremo mai al potere. Letterario.

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sicuro di no.

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