Carnevale al buio

Carnevale al buio

di Iannozzi Giuseppe

contenuti espliciti

Aveva preso parte alla festa perché glielo avevano chiesto, non per altro. La proiezione del film l’aveva annoiato punto e basta. Un b-movie che raccontava di alcuni alieni scesi sulla Terra per conquistarla, senza però aver fatto prima i conti con i terrestri, che non disdegnano d’inchiappettarseli dando così vita a dei saturnali da far invidia al dio Saturno e agli dèi tutti. Il film non poteva avere che un finale scontato: la vittoria dei terrestri con la sottomissione anale e spirituale degli alieni, in tutto e per tutto uguali a delle scimmie.

Alle due di notte le strade erano più che vuote. Nemmeno la Luna col suo argento malato feriva più il cielo vuoto di stelle. Il carnevale dei cristiani era ben visibile anche a quell’ora: le strade erano un cumulo di sporcizia, e in lontananza l’eco dei petardi faticava a smorzarsi.
George si sforzò di tenere gli occhi ben aperti nonostante la stanchezza.
Uscì dalla strada maestra per imbucarsi in un vicolo, che purtroppo era costretto a percorrere se voleva tornare a casa.
Doveva esserci un lampione acceso, ma quella notte non funzionava. Rassegnato George si cacciò nel buio per rendersi subito conto d’esser peggio che cieco. Tentò di fare dietrofront, ma incespicò e cadde in malo modo, battendo la testa. Perse i sensi.
Quando rinvenne era ancora il buio a baciargli gli occhi. Sentiva però addosso una presenza.
Invano cercò di mettersi in piedi: una forza oscura lo teneva incollato a terra.
Sentì la zip andar giù.
Delle dita fredde glielo tirarono fuori. Dovevano essere mani d’aspetto gentile, anche se George non avrebbe potuto metterci la mano sul fuoco.
Glielo prese in bocca.
Mai nessuno gli aveva fatto un servizietto del genere. Chiunque fosse la creatura che gli aveva staccato ben due pompini, doveva essere del mestiere. Aveva fatto tutto, anche l’ingoio. George era sfinito ma anche su di giri.
La forza che lo teneva giù si sollevò e George, madido di sudore, col fiato corto, si mise in piedi non senza barcollare. Andando a tentoni riuscì a trovare una delle due pareti del vicolo, e standogli sempre addossato, dopo qualche minuto fu fuori, subito aggredito dalla luce dei lampioni.
Della creatura che gli aveva dato piacere non c’era segno.
Doveva essere ancora nel buio del vicolo.
E George desiderava vederla. E allora la chiamò con un fischio.
Non ci fu risposta se non quella di una eco non poco sinistra.
Fischiò ancora una, due, tre volte.
Niente. Solo l’eco.
Un brivido gli corse lungo la schiena, una paura da film di serie B. Resosi conto dell’assurdità della situazione, scoppiò a ridere di sé. E mentre la risata gli moriva in gola, una mano, quella mano, gli toccò la spalla.
Si voltò e la vide.
Era bellissima. Non era un mostro, una cicciona o una vecchia laida. Era un angelo, di sicuro una brasiliana o di quelle parti lì. Un sorriso di neve gli assicurò che quel gran tocco d’angelo voleva accompagnarlo a letto. George le prese la mano nella sua e la strinse con dolcezza.
“Allora, andiamo da te?”
George annuì.
“Ti piace dunque”, osservò lei, sorridendogli come solo la Laura del Petrarca avrebbe saputo.

Scoparono fino all’alba e solo allora si concessero un riposino d’un paio d’ore. Lei si strinse sul corpo di George, proprio come aveva fatto nel buio del vicolo, tenendogli il cazzo in mano.
Quando sotto la luce dei lampioni gli aveva fatto vedere la sua verga d’Aronne, George non ci rimase male né provo disturbo. Tutt’altro.

Non sapeva ancora se la loro storia sarebbe diventata qualche cosa di serio e duraturo, ma aveva scopato non meno bene d’un dio, per Giove!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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7 risposte a Carnevale al buio

  1. vanessa ha detto:

    Ci sono giorni che dovresti scrivere proibito a chi non ha voglia di pensare al sesso, oppure proibito per chi non è adulto.
    Altri giorni potresti scrivere leggetemi scrivo meravigliose poesie.
    Tornando a questo racconto che alcune ore fa l’avevo letto e sono fuggita, ora sono in grado di dirti che il carnevale, gli scherzetti si fanno anche se non sempre sono capiti, graditi ironizzati, dunque questo era uno scherzetto di carnevale che al malcapitato è pure piaciuto e non poco volevi farci capire questo? 😉
    Caro King l’hai fatto benissimo
    Bye ♥ vany

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  2. vanessa ha detto:

    Buonanotte orsetto Chupa chupa

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ma io infatti ho messo il racconto anche nella categoria “contenuti espliciti” e come se ciò non bastasse ho inserito il disclaimer “parental advirosy explicit content”. Che posso far mai di più? ^___^ Il disclaimer serve proprio a questo.

    In ogni caso come hai potuto leggere non c’è niente di scabroso. E’ un racconto, a dire il vero, molto innocente: si rifà ai Saturnali che sono stati l’anticamera del carnevale, prima festa pagana poi assimilata dal cristianesimo. I Saturnali avevano anche una dimensione metafisica, ecco perché George finisce idealmente in un vicolo buio. ^__^ E scopre, chi? Non lo diciamo, altrimenti poi non mi si legge più. 😀

    E’ tutto molto ironico e innocente. George alla fine ha capito di essere portato per avere rapporti d’amore con BIP BIP BIP. 😉 Quello che era iniziato forse come uno scherzetto ha dato coscienza al personaggio sulla propria sessualità. I due si sono piaciuti e si sono presi. Non fanno del male a nessuno, per cui lasciamoli felici di vivere il Carnevale a modo loro. Chi siamo in fondo noi per poter giudicare gli altri?

    Io la penso come Il venerabile K Sri Dhammananda: «Non c’è nulla di intrinsecamente sbagliato nel sesso. Quello che è sbagliato è l’attaccamento ad esso e l’esserne ridotti in schiavitù, oppure la credenza che indulgere nel sesso possa portare alla felicità suprema. Questo è il problema causato dallo sfruttamento del sesso da parte dell’industria dell’intrattenimento di massa – disseminare il mito che il sesso possa condurre ad uno stato di felicità durevole. […] Per errata condotta s’intende un comportamento che arrechi danno o alla persona che compie l’atto oppure al compagno/a. Questo vuol dire ad esempio che se entrambe le persone coinvolte sono adulti consenzienti, non minorenni, non “attaccati” – giuridicamente o per altra via – a qualcun altro, non c’è danno alcuno.»

    E il Dalai Lama, Tenzin Gyatso: “L’omosessualità, sia che sia tra uomini o tra donne, non è sconveniente di per sé. Le relazioni omosessuali possono essere di beneficio reciproco, gradevoli e inoffensive”. E’ quindi tollerante, ma sottolineando che il sesso deve in primis avere fini riproduttivi.

    Voglio un bacetto, Agnellino. ♥ ♥ ♥ Un bacetto, dài…

    orsetto di VaNY ♥

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Dài, un bacetto voglio, uno solooo… ♥ ♥ ♥

    E non essere ingorda di Chupa Chups 😀

    rosetto di VaNY

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  5. cinzia stregaccia ha detto:

    contrapposizione fra amor sacro e profano? questo mi ha fatto venir in mente il tuo accenno a Laura del petrarca.
    Cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Direi contrapposizione fra amor sacro e amor universale. 😉 In fondo si evidenzia che non è la formalità d’aver o meno il pirulino a fare di un uomo un uomo e di una donna una donna. L’importante è invece che non si viva nel pregiudizio. Poi chiaramente il tutto è giocato sui doppi sensi e sulla mitologia; e come ben sai il carnevale è sì una festa cristiana ma che è diventata tale nel momento in cui il cristianesimo ha combattuto e debellato le eresie tranne poi farle loro in alcuni casi, come i sartunali romani diventati carnevale.

    beppaccio

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