blues for gary moore

blues for gary moore

(4 April 1952 – 6 February 2011)

di Iannozzi Giuseppe

“Una delle leggende musicali d’Irlanda, uno dei più grandi musicisti blues di ogni tempo”.
Bob Geldof

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ed ora piangete, piangete mie stelle
piangete donne belle
il Re della Tristezza è morto sulla via per Paris

non avete forse sentito
il plettro soffocarsi sulla Gibson Les Paul?
Belfast è in subbuglio
non c’è angolo che non tremi di freddo
non c’è ombra che non punti al buio più profondo

Belfast piange l’anima del suo profeta
ci sono così tante corde di tristezza
che sposano la bellezza, così tante stanze vuote
dio perché? non importa se ci sei o no
solo perché lui vorremmo noi sapere
in questa solitudine che ci vede gli uni dentro agl’occhi degl’altri

che ci vede gli uni dentro agl’occhi degl’altri
da Belfast a Paris
ha forse sciupato tutte le sue stelle il Paradiso?
possibile il buio si sia spinto così tanto al di là?

quando promisi che avrei suonato il blues per te
sono stato un uomo di parola,
questo deve pur contare qualcosa
non ti rimprovero i giorni sul palco
senza mai una vacanza da me
ma tutto questo, tutto questo l’ho fatto

chi ama ha una strada difficile davanti a sé
e un tetto di stelle, di nuvole anche a fargli compagnia
chi ama il blu del cielo lassù, oh Gesù!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a blues for gary moore

  1. vanessa ha detto:

    Stupenda questa pagina!! 😉

    Ci sono due modi di stare al mondo: da pellegrini o da viandanti. I primi hanno un traguardo sicuro e vanno, seppur con qualche comprensibile esitazione, dritti per il loro percorso. I viandanti invece perdono quasi subito la strada maestra, non hanno ben chiaro l’obiettivo.
    In questo caso direi che Gary Moore era un pò pellegrino ed un pò viandante come del resto prima o poi lo siamo tutti un pò.

    Mio blu – mi dicevi –
    mio blu.
    Lo sono.
    E anche più del cielo
    che ci circonda.

    ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ il solo il mio modo per ricordare un artista, anzi un ARTISTA che per me ha significato molto. Forse lo sai già, Cinzia di sicuro, ma io amo moltissimo il blues e la cultura ad essa collegata, per cui ho sempre seguito con molta attenzione il blues sia quello bianco che nero, non a caso i miei preferiti sono oltre al già citato Gary Moore, B.B. King ed Eric Clapton.

    Gary Moore ha vissuto sul palco. A 7 anni ha cominciato a suonare la sua prima chitarra, per passare a quella elettrica a 14 anni. Per chi ama la cultura blues la morte di Gary Moore è stato un brutto colpo. Di grandi bluesmen ne sono rimasti pochissimi. :-(((

    ♥ ♥ ♥ Baby Blue, fa’ la brava e se ti va prova anche ad ascoltare un po’ di blues… al massimo dirai che non ti piace. Ma il Blues è la musica dell’Anima, non a caso Blues significa to have the blue devils, ovvero “essere triste”, perché nacque dalla povertà dei neri d’America sfruttati… Lunga la storia del blues.

    Bacioni

    orsetto di VaNY

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