Da Leonida a Fantozzi

Da Leonida a Fantozzi

di Iannozzi Giuseppe

Il Nulla

Definiamo, in maniera semplicistica, il Nulla da un punto di vista strutturale: assenza totale di materia sia essa vivente sia essa senza vita.
Il Nulla non è rappresentabile dalla mente umana: se proviamo ad immaginarlo non ne siamo capaci, così come non siamo capaci di figurarci l’Eternità e l’Infinito. Possiamo solo dare interpretazioni astratte (o poetiche) del Nulla, così come dell’Infinito e dell’Eternità. La nostra mente, tuttalpiù, riesce a definirli dicendo di essi che cosa non sono, proprio come ho fatto io per dire del Nulla. E’ il massimo che l’uomo possa permettersi, al fine di spiegare a sé stesso e ai suoi simili ciò che egli stesso non conosce. Dunque dicendo che il Nulla “assenza totale di materia sia essa vivente sia essa senza vita”, fornisco delle indicazioni fruibili a chi come me ha una mente (limitata per natura): tutto ciò che è vivo è materia, tutto ciò che è morto è materia, esiste della materia viva e della materia che non è viva. La vita è dunque della materia che nasce, cresce, si riproduce e infine muore o meglio ancora che torna ad essere materia morta. Potremmo a questo punto dedurre, con ampi margini di approssimazione, che il Nulla esiste nel momento in cui gli viene a mancare la materia, in uno stato vitale o non vitale. Perché il Nulla sia tale non sono necessarie né la vita né la morte. Il Nulla è il contrario della Materia. Ne consegue che il Nulla ha in sé qualità di “infinito” e di “eternità”. Non è possibile dire che la materia ha queste qualità: il totale della materia presente nell’Universo riempie quello che altrimenti sarebbe il Nulla? Ma: c’è abbastanza materia per riempire per sempre il Nulla che ha qualità di “infinito” e di “eternità”? Quanta materia c’è a disposizione? Non lo sappiamo, ma il sospetto è quello che non sia sufficiente a riempire per sempre il Nulla: se ci atteniamo alla teoria del Big Bang, allora sarà inevitabile il Big Crunch. La morte è dunque tornare ad essere parte di quella porzione di materia che ha tentato di riempire il Nulla. Siamo materia, solo materia: il Nulla è al di sopra della materia, perché di infinito e di eternità.
Il Nulla è Dio. Dio è Nulla.

Sinistra, Destra?

Ci sono alcuni che credono, o meglio ancora che dicono di essere di sinistra. I sedicenti militanti d’un’inesistente sinistra vorrebbero che si credesse loro, così come si ha fede nelle piaghe d’un santo. Qualcheduno può anche starci a farsi bendare gl’occhi per giocare, non io però. Non sono di destra. Non sono di sinistra. Non sono di centro. Non sono neanche anarchico. Sono troppo uomo libero per darmi in pasto a qualche cosa di così poco pregevole come un’appartenenza. Idealmente sono un cheguevarista, ma solo in linea di ideali, perché ahinoi il Che – gran brava persona – è stato ammazzato in Bolivia e Cuba è finita nelle mani di Fidel Castro, che è tutt’altro che uno stinco di santo. Il Che, per sua fortuna e disgrazia, era anche un romantico: non lo fosse stato non sarebbe stato ammazzato. Dunque si può dire, a mio avviso, che la sinistra, quella veramente rivoluzionaria, è morta con il Che Guevara. Era doverosa precisazione, così adesso ci capiremo un po’ di più, forse.

L’unica ignoranza che io incontro è quella di chi leva alta la voce per ragliare il suo “analfabeta”, ma come tutto risultato nella sua stessa stridula eco se ne muore. Il pregiudizio è ancor oggi il problema principe che si ha da affrontare in ogni ambito, sia esso civile o politico, sia esso culturale.

Due pensieri che ognuno di noi dovrebbe conoscere a memoria, che dovrebbe saper applicare alla vita di tutti i giorni: il primo da “1984″, il secondo da “La fattoria degli animali”, l’autore è ovviamente George Orwell, un uomo che conobbe l’abominio del capitalismo e quello dello stalinismo sulla propria pelle.

“Era un po’ curioso pensare che il cielo era lo stesso per tutti, in Eurasia, in Estasia, e anche lì. E la gente sotto il cielo, anche, era sempre la stessa gente… dovunque, in tutto il mondo, centinaia o migliaia di milioni di individui, tutti eguali, ignari dell’esistenza di altri individui, tenuti separati da mura di odio e di bugie, eppure quasi gli stessi…” [ da 1984 ]

1. Qualunque cosa cammini su due zampe è un nemico.
2. Qualunque cosa cammini su quattro zampe o abbia le ali è un amico.
3. Nessun animale deve indossare vestiti.
4. Nessun animale deve dormire in un letto. (con le lenzuola)
5. Nessun animale deve bere alcol. (in eccesso)
6. Nessun animale deve uccidere un altro animale. (senza motivo)
7. Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri) [ da La fattoria degli animali ]

New Italian Epic: il trionfo del fantozziano

Un gruppo di scrittori, dopo aver visto 300 (il film), è rimasto fortemente turbato, diciamo così; il risultato è che questo gruppo oggi si crede d’essere il Leonida delle Patrie Lettere. In pratica: gli scrittori turbati hanno scritto un manifesto di intenti dove risulta che loro sono i migliori e tutti gli altri farebbero un po’ tanto schifo o giù di lì. Sempre più in pratica: si sono inventati di sana pianta una cosa a cui hanno dato nome Nuovo Epico Italiano, che ovviamente non esiste. Sempre più addentro alla pratica: questo gruppo si è posto su di un piedistallo decretando che solo loro valgono, mentre tutti gli altri sarebbero delle mammolette che non sanno tenere in mano neanche la penna. In ultimo, arriviamo al cuore: è ovviamente un movimento che i Critici accorti non hanno esitato a decretare subito come una cagata pazzesca, come un metodo per farsi pubblicità in maniera bislacca. Qualche allocco ci casca nella trappola, ma più che altro, ad oggi, il gruppo ha raccolto solamente la derisione dei lettori e dei Critici. Solo qualche fesso gli tiene bordone. Insomma, avete presente il ragioniere Ugo Fantozzi quando lo costringono a vedere “L’armata Potemkin” e dichiara che è una cagata pazzesca? Bene. Il New Italian Epic è come l’armata Potemkin criticata mirabilmente dal personaggio creato da Paolo Villaggio, cioè una cagata tremenda.
Ora vi dovrebbe essere tutto molto più chiaro, perché davvero non c’è altro da sapere, tranne nel caso siate degli inveterati masochisti e vogliate leggere per intero tutto il manifesto – comprensivo di relative appendici e calcoli biliari – di questo gruppo di scrittori: ma è cosa che non consiglio al peggiore dei miei nemici, in quanto trattasi d’una cagata tremenda il manifesto stesso, e non poteva essere altrimenti.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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Una risposta a Da Leonida a Fantozzi

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    un pò “pesante” questo post a quest’ora ma sorseggiando un caffè si può fare anche perchè nella sua pacatezza è molto aggressivo… Perchè questo post?
    buongiorno e bacio
    cinzia

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