Manichini per comunisti e fascisti di vecchio pelo

Manichini per comunisti
e fascisti di vecchio pelo

di Iannozzi Giuseppe

L’altro giorno fissavo le vetrine dei negozi del centro con curiosità. Cercavo di capire se ce l’avessero un sesso o no. Uomini e donne, e bambini anche, tutti manichini.
Alla fine mi decisi che sì, i manichini hanno un loro sesso. Un sesso-spaventapasseri.
Scoppiai a ridere.
Nessuno se ne preoccupò. I pazzi sono la norma in città, sotto i portici.
C’è l’umanità più selvaggia in centro città.

Capita sempre d’incontrare tre vecchine che chiedono l’elemosina. Camminano con la gobba. Vestite di nero dalla testa ai piedi tengono il volto nascosto sotto un fazzoletto e guardano sempre dabbasso, non alzano mai lo sguardo. Trascinano il passo con la mano allungata e la gobba. Non sono gobbe però. Sono ritte come dei fusi e non sono neanche vecchie.
Sono anni che queste tre donne campano chiedendo l’elemosina.
I turisti sono i più prodighi. Ci cascano. Danno loro moneta sonante e guardano con disgusto noialtri che tiriamo dritti.
Ci stanno poi i barboni. Dormono accucciati in qualche angolo sotto i portici, riparati da alcuni cartoni. Qualcuno ha un sacco a pelo pulcioso. Qualcun altro un cagnetto ridotto al lumicino. I peggio messi sono quelli con un materassino raccattato Dio solo sa in quale cantina. Di rado un passante spende venti o trenta centesimi per loro. I più tirano dritto senza neanche accennare a tacitare la coscienza. Ci hanno fatto il callo. Vanno spediti. I peggiori sono quelli che si riempiono la bocca di parole di rivoluzione e altre cazzate del genere. Non è difficile sentire un parvenu quarantenne sparare contro la destra fascista e affamatrice e nel mentre calpestare il poveraccio che si piange la vita ai suoi piedi. S’indignano. Aprono la bocca per riempirsela di frasi rubate a Fidel o a Marx. Si mettono in mostra, guardano i culi delle quindicenni. I fasci invece comprano chiunque vogliano nel loro postribolo e lo fanno alla luce del sole. Te lo dicono proprio in faccia che avrebbero bisogno di uno o una come te. I sinistrorsi sbavano dietro i culetti delle minorenni, poi qualcuno perde la testa e il giorno dopo, se si è fortunati, si legge il nome sulla pagina della cronaca nera. I più, purtroppo, la fanno franca. I fasci o ti comprano perché gli piaci o ti spaccano in due.
La verità è che i più umani sono i manichini nelle vetrine.
Tacciono.
Tacciono e rimproverano chiunque con lo stesso sguardo severo.
Quando sono svestiti tutti possono carezzare con gli occhi il loro sesso-spaventapasseri.
Tutti gli posano gli occhi addosso dabbasso, nel vano tentativo di ricordare la perduta innocenza.
Anch’io.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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16 risposte a Manichini per comunisti e fascisti di vecchio pelo

  1. Katia ha detto:

    Alla Bukowski “Giorni di ordinaria follia”, tanto mi/ci rivedo nei manichini.
    E bravo il mio Beppe, mi piace un bel pò il minimalismo, in fondo non servono giri di parole per raccontare la vita d’oggi…
    Un plauso grandissimo e meritatissimo

    Katia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In realtà non pensavo a Bukowski. Ma hai ragione, ha il sapore di quei giorni di ordinaria follia. Il racconto nasce da semplici osservazioni fatte vagolando senza meta. Ho notato certi personaggi tipici oramai della mia città, nonché il comportamento altrui. E le vetrine sempre piene di manichini, in molti casi svestiti e che ciò nonostante attirano l’attenzione.

    Il minimalismo non mi attrae più di tanto. Non è nelle mie corde, preferisco di gran lunga una scrittura gogoliana seppur meno commerciale.

    Grazie infinite d’avermi letto, Kationlina 😉

    un bacetto

    beppe

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  3. Felice Muolo ha detto:

    C’è qualcuno che riflette sulle cose apparentemente insignificanti: il poeta.

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  4. vanessa ha detto:

    Per non dire degli uomini, un giorno d’estate stavo percorrendo con la bici da corsa un tratto di strada isolato, ero sola quella mattina la mia amica era andata al mare io dovevo studiare, ma prima che facesse troppo caldo ho fatto il nostro solito percorso era un tratto di campagna c’erano le pesche a dx e a sn. ad un tratto è uscito un uomo con i pantaloni calati aspettava che io passassi masturbandosi.
    Ho passato una paura immensa ho pedalato forte come se fossi un fulmine , il mondo è pieno di matti, matti da legare.
    Non si sa più a chi credere e a che cosa credere, dopo che hai consegnato una moneta ai mendicanti poi si vanno a fare il bicchierino, è un periodo che si vedono troppe persone sole e,in cerca di elemosina, ieri mi ha chiesto l’elemosina una ragazza che aveva 1 cellulare costosissimo ci sono rimasta male.
    Per quanto riguarda i manichini nudi danno l’impressione che abbiano freddo ma sono svestiti solo xkè ci sono i saldi.
    Buon pomeriggio, ora vado a prepararmi per andare a festeggiare al compleanno di Pietro.

    BaciSSimo a te ♥ vany

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Povera la mia Bambolina, povera povera. Hai fatto bene a pedalare veloce veloce più d’un fulmine.

    Chissà quanto forte ti avrà battuto il cuoricino in petto. ♥

    E’ una civiltà disgregata la nostra, di finti poveri e di poveri in canna che muoiono agli angoli delle strade sotto lo schiacciante peso dell’indifferenza altrui.
    I falsi mendicanti, ahinoi, sono diventati la norma. Qualcuno ne ha fatto un vero e proprio lavoro guadagnandoci sù non poco.
    Ciò non toglie che i poveracci esistono e purtroppo sono quelli che solitamente la gente non nota o che schifa. Un vero mendicante, un povero lo riconosci: non ha abiti costosi addosso, è sporco, ha i denti malandati, è patito e magro, non cammina, sta raccolto per terra e poco o nulla si cura del fatto che gliela faccia l’elemosina perché oramai ha perso tutto. Glielo leggi negli occhi. Un vero mendicante lo riconosci se lo vuoi riconoscere.

    I manichini svestiti sono nudi solo perché ci sarebbero i saldi? ^__^ Mi hai fatto proprio ridere. In effetti è così. Però facci caso, perché i manichini sono sempre più simili a uomini e donne? A volte sono delle vere e proprie statue di plastica e vengono lasciate in vetrina, senza niente addosso anche se non ci sono saldi in corso.

    Chi festeggi?
    Pietro???
    E chi è questo Pietro?

    Uffa uffa uffa, non mi puoi fare questo. Chi è pietro?
    Sì, hai ragione, il mondo è pieno di pazzi e io sono pazzo di gelosia.

    Non mi basta il baciSSimo, voglio sapere chi è Pietro.
    Ha preso il mio posto nel tuo cuore, vero?
    E’ per questo che non mi fili più come un tempo. 😥

    orsetto cuore spezzato

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Io rifletto e basta. Non sono un poeta.

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  7. vanessa ha detto:

    Pietro è il mio nipotino, e tu non hai perso nessun posto.

    Dormi bene…LeKKatine 😉 vany

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E' inutile che metti sù il broncio.
    E poi non ci credo che Pietro è il tuo nipotino.
    Il cuore mi dice che non mi vuoi più bene, non come un tempo. 😥

    Un tempo avresti pianto per me, oggi invece metti sù il muso e non mi parli più.

    Kattiva, bimba Kattivaaa…

    orsetto di VaNY

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  9. cinzia stregaccia ha detto:

    questo racconto è bellisssimo. così quasi pacato ma ti colpisce lasciando un segno. Fatti come quello raccontato da Vany son sempre accaduti,penso esistano poche donne che non hanno vissuto un’esperienza simile ,niente di nuovo così come il barbone che avuto i soldi va a bersi un bicchiere di vino ,è importante ciò che fa del soldino che gli abbiamo dato? a noi sembra uno spreco a noi….quello che è cambiato è il numero dei finti mendicanti…varrebbe la pena chiedersi perchè…I manichini ho sempre pensato che “prendano l’anima ” di chi li guarda..
    Buona domenica Beppaccio
    cinzia

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  10. vanessa ha detto:


    Bacetti e morsetti ♥ vany

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  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vero, è un racconto che fotografa la disillusione di chi osserva l’umanità che gli ruota attorno, una umanità fatta di profittatori e di poveri cristi ma così confusi fra di loro che è impresa quasi disperata riconoscere l’onestà. E’ luogo comune dire che 50 centesimi servono a scaricarsi la coscienza ed allora meglio non darli a nessuno; ed è luogo comune dire che fare la carità incoraggia gli elemosinanti a rimanere tali. Io invece penso che la monetina la dò, non importa se a un finto barbone o a un povero cristo: non potrò mai raggiungere tutti con la mia monetina, ma spero che un giorno una monetina finisca nelle mani di un vero povero cristo che la spenderà per un caffè caldo, e forse la sua vita sarà salva/riscaldata almeno per qualche minuto.

    Ci hai preso in pieno: i manichini prendono “l’anima di chi li osserva”. Lo sapevo che avresti capito appieno il senso del racconto. ♥ ♥ ♥ Non a caso sei una stregaccia. 😉

    Bacione, Stregaccia 😉

    beppaccio

    p.s.: la noterai di sicuro, ma avevo promesso d’inventarmi qualcosa per te e me la sono inventata ^__*

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  12. Felice Muolo ha detto:

    Che bella tavola!
    La penso e mi comporto come te riguardo le monetine.
    SEI un poeta. Innamorato anche.

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  13. Felice Muolo ha detto:

    Grazie per la segnalazione del mio sito.

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  14. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Spero che il bannerino che ti ho fatto, di mia iniziativa, ti piaccia. 😉

    A me pare riuscito bene.

    Ti ho linkato perché lo meriti, Felice. A me i tuoi romanzi sono piaciuti e li ho sempre proposti.

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  15. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ogni tanto capita anche a me di scrivere delle cose intelligenti. ^__*

    A me 50 centesimi, un euro non cambiano la vita. Non m’interessa sapere se li ho buttati via. Dei tanti che ho buttati qualche euro l’avrò pur dato a un vero bisognoso e forse gli ho regalato uno o due minuti di caldo in un bar per un caffè. E’ l’indifferenza che uccide.

    No poeta, no. Non penso proprio. Ma grazie.

    Innamorato io? Non mi immaginare troppo buono. 😀

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  16. Felice Muolo ha detto:

    Va benissimo. Grazie. Spero di contraccambiare. Anch’io ti stimo, nonostante la scorza dura che ostenti.

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