Una sera al lager

Una sera al lager

di Iannozzi Giuseppe

Intelligente come la morte,
arrampicatore sociale,
un altro lager sporcato di rossetto

Un vento di baci dell’addio sui cadaveri
Ma più crudele è la tua voce:
il silenzio non sa spiegare la crudeltà

Una gola di fumo il tuo berciare
simile ad un Faust in minigonna,
hai detto che è stato necessario

Violentate le tue vittime, amante necrofila,
sono ora trofei in casa del Duce:
le grida della copulazione
nelle lenzuola insanguinate si perdono

Cosa c’è oltre il filo spinato?
Oltre la cortina di gas?
C’è la morte e non ti somiglia,
lei così pavida a tuo confronto,
ha il buon gusto di non vestirsi di nudità

Quel treno sbuffa lamenti nel pigia-pigia
Fa solo progetti al passato su foto sbiadite dal tempo

Quella disco trasuda sesso nel pigia-pigia
Una sveltina nella toilette delle Signore,
oh Signore!

Come si può permettere tutto questo?

Arrampicatore sociale in gonnella,
non hai proprio gusto:
più della morte, più delle tue labbra,
spaventa come ti agiti sulla pista da ballo!

Questo l’ultimo moderno lager

Metti una sera al Lager, suonano la tua canzone:
che incontro romantico nel tuo corpo assassino,
ermafrodito, ieri uomo, ieri donna, oggi ancora donna!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Una sera al lager

  1. vanessa ha detto:

    Il giorno della memoria, la vergogna più vasta di quel periodo, la vergogna nel mondo.
    Eppure c’era chi davanti alla colpa altrui, o alla propria, volgeva le spalle, così da non vederla e da non sentirsi toccato: così hanno fatto la maggior parte dei tedeschi nei dodici anni hitleriani, nell’illusione che il non vedere fosse un non sapere, e che il non sapere li alleviasse dalla loro quota di complicità o connivenza.

    Buongiorno! ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Purtroppo ieri come oggi c’è chi volge lo sguardo altrove. C’è chi persino arriva al punto di asserire che la Shoah è una invenzione, che l’Olocausto non c’è mai stato. Tutto questo è a dir poco vomitevole. Hilter, Mussolini, Stalin sono colpevoli alla stessa maniera: tutt’e tre i MOSTRI hanno ammazzato migliaia di uomini donne e bambini nel più crudele dei modi. E’ la più grande e incaccellabile vergogna di cui si è macchiato l’uomo. La Shoah non potrà essere mai dimenticata finché ci sarà un minimo di civiltà a questo mondo.

    Beppe

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    Sono d’accordo con entrambi..che il ricordo sia sempre di monito.
    E’ un periodo d’oro Beppaccio per le tue poesie..
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Nascono soprattutto nei momenti di stanchezza, di grandi problemi da affrontare per la società, perlomeno un certo tipo di poesie. Purtroppo il momento storico non mi piace affatto ed allora scrivo poesie disilluse arrabbiate tristi.

    beppaccio

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