Marchionne: “La voglia di fare che si oppone alla rassegnazione del declino”

Marchionne: “La voglia di fare che
si oppone alla rassegnazione del declino”

“Siamo lieti che la maggioranza dei lavoratori di Mirafiori abbia compreso l’impegno della Fiat per trasformare l’impianto in una fabbrica di livello internazionale. Siamo lieti perché con il loro voto hanno dimostrato di avere fiducia in sé stessi e nel loro futuro. Non hanno scelto soltanto di dire sì ad una nuova possibilità per Mirafiori, quella di lavorare e competere tra i migliori. Hanno scelto di prendere in mano il loro destino, di assumersi la responsabilità di compiere una svolta storica e di diventare gli artefici di qualcosa di nuovo e di importante.

In un paese come l’Italia, che è sempre stato legato al passato e restio al cambiamento, e il referendum di ieri in parte lo ha dimostrato, la scelta di chi ha votato sì è stata lungimirante. Rappresenta la voglia di fare che si oppone alla rassegnazione del declino. Rappresenta il coraggio di compiere un passo avanti contro l’immobilismo di chi parla soltanto o aspetta che le cose succedano. Sono sempre stato molto orgoglioso di quello che Mirafiori rappresenta per la Fiat, come custode della tradizione industriale della nostra azienda e del nostro paese, e anche per quello che ha dimostrato di saper fare.

Mirafiori e la gente che ci lavora non si è fatta scoraggiare quando, nel 2004, erano in tanti a profetizzare la fine e la chiusura dell’impianto. Insieme abbiamo strappato lo stabilimento alla desolazione, abbiamo ridato dignità e prospettive alla fabbrica. La maggior parte delle nostre persone non si sono fatte condizionare dalle tante accuse che ci sono piovute addosso, dagli attacchi che sono stati fatti in modo strumentale sulla loro pelle, ma hanno scelto di stare dalla parte di chi si impegna, di chi intende mettere le proprie qualità e la propria passione per fare la differenza. Questa è la migliore risposta alle bugie e alle esasperazioni degli ultimi mesi.

Dicendo sì all’accordo, hanno chiuso la porta agli estremismi, che non portano a nulla se non al caos, e l’hanno aperta al futuro, al privilegio di trasformare Mirafiori in una fabbrica eccellente.
Mi auguro che le persone che hanno votato no, messe da parte le ideologie e i preconcetti prendano coscienza dell’importanza dell’accordo che salvaguarda le prospettive di tutti i lavoratori.
Il piano per questo stabilimento è molto ambizioso. La società che verrà costituita tra Fiat e Chrysler ci permetterà di installare a Mirafiori una nuova piattaforma per costruire suv di classe superiore, sia per il marchio Jeep sia per l’Alfa Romeo, da esportare in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti.

Questo ci consentirà di raggiungere un livello di produzione molto elevato, fino a 280mila unità l’anno, aprendo anche la strada ad una possibile crescita dell’occupazione. L’accordo che rappresenta la base per realizzare tutto ciò – quell’accordo che è stato al centro di così tante polemiche – serve solo a far funzionare meglio la fabbrica, senza intaccare nessun diritto. Non penalizza i lavoratori in nessun modo e mantiene inalterate tutte le condizioni positive che sono previste non solo dal contratto collettivo ma anche da tutti i trattamenti che la Fiat nel tempo ha riconosciuto alle proprie persone. L’organizzazione del lavoro è in realtà la stessa che a Mirafiori si sta sperimentando da più di due anni e che tiene conto del grado di affaticamento dovuto al tipo di lavoro svolto. L’introduzione dei 18 turni comprende quello del sabato sera che è il più disagiato. Per questo abbiamo concordato che, pur essendo sempre retribuito, venga effettuato solo se c’è una reale necessità e che comunque, in questo caso, sia pagato come straordinario.
Il pieno utilizzo dei 18 turni permetterà, inoltre, di aumentare i salari di circa 3.500 Euro l’anno.
Abbiamo anche tenuto conto di un’altra esigenza, relativa al lavoro straordinario. Sapendo che non sempre una persona può essere disponibile, abbiamo previsto la possibilità di sostituire fino al 20% dei lavoratori che non possono fare straordinari.

Rivedere il sistema della pause, inoltre, riducendole a 30 minuti e monetizzando la differenza, ci permette di adeguarci a quello che succede nelle fabbriche del resto d’Europa e del mondo. Per quanto riguarda la questione delle malattie, su cui si sono dette tante assurdità, l’accordo prevede semplicemente di monitorare il tasso di assenteismo, per evitare eventuali abusi. Sarà una commissione congiunta con il sindacato a valutare caso per caso il non riconoscimento dell’indennità a carico dell’azienda. La verità è che questa clausola serve soprattutto a richiamare l’attenzione sul problema, a smuovere le coscienze e il senso di responsabilità e mi auguro che non venga mai applicata.

Infine, abbiamo semplificato le voci retributive, cosa che porterà maggiore chiarezza nel leggere la busta paga ed avrà anche un effetto positivo sul salario in caso di lavoro straordinario o turnazione, perché le maggiorazioni verranno applicate sulla paga base, che è più elevata rispetto agli attuali valori del minimo contrattuale. Come la maggior parte delle nostre persone ha compreso, non c’è nulla di eccezionale nell’accordo per Mirafiori, se non l’occasione di rilanciare la fabbrica, di darle il ruolo che merita sulla scena internazionale. Le critiche che abbiamo ricevuto sono state ingiuste e spesso frustranti. Quando vedi che i tuoi sforzi vengono mistificati, a volte ti chiedi se davvero ne valga la pena. La maggioranza dei lavoratori di Mirafiori ha detto che vale sempre la pena di impegnarsi per costruire qualcosa di migliore”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a Marchionne: “La voglia di fare che si oppone alla rassegnazione del declino”

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    su questa cosa devo farmi ancora un’idea precisa….
    cinzia

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  2. cinzia stregaccia ha detto:

    una cosa però devo dire…su questa storia della Fiat tanto si è scritto e anche giustamente però non così viene fatto per le realtà di tanti operai che vivono in sistuazioni ben peggiori ma lavorano in piccole aziende..sopravvivnza reale magari per loro …..sicuramente non possono votare… pensiero così…
    ciao :)))
    cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Pensavo, sbagliando, che una idea te la fossi già fatta da tempo. 😉
    Io la mia me la sono già fatta e l’ho pure messa bene in chiaro. L’Italia ha bisogno di investitori e non di scansafatiche.

    beppaccio

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Direi che gli è stata dato tutto, anche di più: un bel referendum che in altre realtà lavorative manco se lo sognano. Che vogliono ancora? Hanno un aumento di 3500 euro in busta, all’anno. Si chiede poi solo che venga combattuto l’assenteismo e che si faccia un po’ di straordinario il sabato in caso di necessità. Non mi sembrano richieste assurde. Tutt’altro. Ci sono milioni di persone che lo straordinario lo devono fare e non gli viene pagato. Marchionne non ha detto di non voler pagare gli straordinari.

    C’è chi non tira a campare e che sul lavoro ci muore per meno di mille euro, e questi stanno a fare casino perché gli mettono 3500 euro in più in busta ogni anno e perché gli pagano gli straordinari. Ecco come la penso.

    beppaccio

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  5. cinzia stregaccia ha detto:

    buongiorno beppaccio io la vedo così gli operai della fiat sono sempre stati dei privilegiati….per il fatto stesso di lavorare lì nel senso che hanno sempre avuto una visibilità che altri lavoratori non avranno mai,nel senso che la fiat è sempre stata aiutata dallo stato e al massimo,se non ricordo mae,si son sempre beccati solo la cassa integrazione che se non vogliamo fare gli ipocriti porta alla fin fine per gli uomini di buona volontà a guadagnare di più dello stipendio regolare…sono pienamente d’accordo con te ma tu sei andato a leggerti il contratto di marchionne? Ecco ci son cose che mi sfuggono un pò in questo senso dicevo che mi dovevo fare ancora un’idea…per il resto ripeto sono d’accordo con te
    Buona domenica :)))
    cinzia

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