Marchionne minacciato dalle Brigate Rosse? Solo un atto di estrema stupidità la stella rossa a cinque punte?

Marchionne minacciato dalle Brigate Rosse?

Solo un atto di estrema stupidità
la stella rossa a cinque punte?

di Iannozzi Giuseppe

Il terrorismo, quello fascista e quello comunista, una piaga per la democrazia e per la libertà, ancor prima che per il paese. Per questa Italietta che con grande sforzo compie 150 anni e che rischia d’essere sfasciata da quattro leghisti protetti dal Pdl, da Silvio Berlusconi, dall’attuale nostro premier che non ha mai una parola di rimprovero per i suoi, ma carezze e ossi  sì e a volontà.

Venerdì il referendum che vede nell’occhio del ciclone Mirafiori. Una stella a cinque punte, disegnata con vernice rossa, è stata tracciata su un manifesto pubblicitario all’altezza del cavalcavia di corso Sommelier. La vernice rossa è servita ai terroristi rossi (?) per minacciare Sergio Marchionne anche su altri due manifesti: “Marchionne fottiti”, “Non siamo noi a dover diventare cinesi” e “Ma i lavoratori cinesi a diventare come noi”. La Digos è subito intervenuta ed ha aperto le indagini.

La Digos (che fa riferimento alla Questura di Torino) spiega che, così su due piedi, non è possibile ricollegare la stella a cinque punte con un gruppuscolo di nuove sedicenti Brigate Rosse. Per gli investigatori si tratterebbe invece di una simbologia forte, condannabile sotto ogni aspetto, e che purtroppo di questi tempi è diventata di moda con evidenti accenti di prepotenza. Gli investigatori spiegano che si tratta di “una simbologia forte” ma non così “inedita”, usata per “alzare il tono” e per attirare la massima attenzione. Viene inoltre sottolineato che “d’altronde il dibattito sulla questione Fiat-Marchionne è a tinte forti anche a livello istituzionale, politico e televisivo, da non far meravigliare se alcune persone, magari anche tra i più giovani e comunque tra i cosiddetti antagonisti, cerchi di calcare la mano”.
Il Procuratore di Torino, Giancarlo Caselli parla di stupidità da parte di alcuni più che di una reale minaccia: “Non ci sono, oggi come oggi, elementi concreti per temere il ritorno di una violenza organizzata come quella dei tristi anni di piombo. Inoltre sono convinto che i lavoratori e il sindacato, nonostante le difficoltà, sapranno mantenersi sui binari del confronto anche duro ma democratico. A Torino, ma non soltanto a Torino, ci sono ovviamente difficoltà e problemi, ma coloro che sporcano la città con messaggi che vorrebbero evocare le Brigate Rosse, più che minacciosi sembrano stupidi”.

Il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, ha espresso “solidarietà a Sergio Marchionne” sottolineando che le scritte “sono un atto grave che induce a non abbassare la guardia”: “Spero anche che tutti si responsabilizzino. Non bisogna lasciare spazio alle strumentalizzazioni. Oggi abbiamo bisogno di unità d’intenti per il rilancio del nostro sistema produttivo”.
Il una nota il vicepresidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli, rileva: “La sinistra italiana non riesce a schiodarsi dai fantasmi degli anni ’70 quando impiegò qualche anno prima di riconoscere che le Brigate Rosse erano rosse e terroristi assassini. Oggi ripete gli stessi errori. Non si può accusare Marchionne di organizzare un referendum ‘ricatto’, o di fare ‘un’estorsione’ ai lavoratori e poi sorprendersi per le minacce che arrivano all’ad di Fiat e la ricomparsa della stella a cinque punte”.

Nonostante si parli di un atto stupido da parte di alcuni stupidi patentati, la Digos e le forze dell’ordine tutte, in vista del referendum di giovedì e venerdì sull’accordo su Mirafiori, tengono alto il livello di attenzione.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a Marchionne minacciato dalle Brigate Rosse? Solo un atto di estrema stupidità la stella rossa a cinque punte?

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    io son vecchia quindi….ciò mi mette sempre una buona dose di ansia..
    chissà perchè il federalismo vien sempre visto come una minaccia per l’unità d’italia mah…
    ciao
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La minaccia contro Marchionne parrebbe una stupidata da parte di alcuni stupidi patentati, poco ma sicuro. Tuttavia l’allarme rimane comunque alto. I pazzi ci sono e sono a piede libero nascosti chissà dove. Meglio dunque prevenire che curare.

    Il federalismo di Bossi è di fatto la disunità d’Italia, per questo lo considero una minaccia per l’Italia.

    ciao

    beppe

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    spiega perchè grazie..
    cinzia

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  4. tuA ha detto:

    ma questo è un condominio nuovo o sei sempre tu Amor mio?

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Perché la lega nord con il suo federalismo vuole riportare l’Italia a prima di Garibaldi. E non a caso le forze di destra (che non è il Pdl la destra) non vanno d’accordo con la Lega, non la destra che alla nazione ci tiene eccome se ci tiene. Non è un mistero per nessuno che la vera destra non va affatto d’accordo con la Lega. Vorrei ben vedere: Bossi vuole tornare indietro di 150 anni come minimo. Per non dire poi di tutte le castronerie che la Lega diffonde, tipo celti e croci celtiche in una padania – che non esiste se non nella ignoranza indefessa di Bossi e famiglia.

    In pratica il federalismo leghista vuole tornare al Settecento in una soluzione à la Alexander Hamilton, che è uno dei padri del federalismo che nel Settecento ha attecchito anche in Italia, per essere poi spazzato via dal Risorgimento.

    beppe

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non conosco nessuno a Corciano.

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