boicotta gli amici di Cesare Battisti il brigatista rosso

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di Cesare Battisti il terrorista rosso

ROMA (31 dicembre 2010) – Giorgio Napolitano commenta: «Amarezza e contrarietà. La decisione del presidente Lula ha suscitato in me profonda delusione». Una decisione incomprensibile basata su motivazioni infondate… ho scritto a Lula nel gennaio 2009, illustrandogli ampiamente le circostanze di fatto, e gli argomenti giuridici e politici, che chiaramente militavano per la concessione dell’estradizione di Cesare Battisti. Gli riproposi tutti i termini della questione incontrandolo a L’Aquila in occasione del G8. E ricavai da quell’incontro motivi di fiducia nella comprensione, da parte brasiliana, delle ragioni dell’Italia. A maggior ragione mi appare incomprensibile la decisione, le cui motivazioni appaiono tanto infondate quanto insensibili alle garanzie dell’ordinamento giuridico e alla tradizione democratica del nostro Paese. Non mi resta che confidare in una seria considerazione, nelle competenti sedi brasiliane, delle nuove istanze che saranno prodotte dalle autorità italiane; e rivolgere un pensiero addolorato alle vittime dei crimini di Battisti come di tutte le vittime del terrorismo».

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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14 risposte a boicotta gli amici di Cesare Battisti il brigatista rosso

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    @ suleiman kahani

    Non pubblico il suo commento.
    Resta congelato. Non intendo infatti concederle l’accesso a questo che è sì uno spazio libero e che però non accoglie apologie di reato né a favore dei rossi né a favore dei fasci e nemmeno dei rosè (dei centristi).

    La mia deontologia e la mia coscienza mi impediscono di pubblicare il suo commento che è una piena apologia a tutto favore di uno dei peggiori terroristi che l’Italia degli anni di piombo abbia mai avuto.

    La odiosa legge Mitterand è stata per fortuna stralciata. Una delle poche cose buone che la Francia ha fatto.

    Cesare Battisti è e rimarrà per sempre un trucido assassino, un vigliacco che non ha mai pagato per i suoi crimini. Per questo solo motivo verrà ricordato.
    Con il suo comportamento vigliacco inutile sottolineare che porta profonda ignominia alla sua famiglia, che purtroppo ha un parente come Cesare. Mi spiace per la famiglia Battisti oltreché per le vittime innocenti cadute per mano della mano armata di Cesare Battisti. A loro soltanto va la mia solidarietà.

    I suoi stessi ex amici PAC indicano da sempre in Cesare Battisti la mente.

    Qui Le ricordo che non si fa apologia né per il proletario armato né per il terrorismo fascista degli anni Settanta.
    Il terrorismo, sia esso rosso o nero, è da condannare sempre così come ogni forma di violenza.

    Il mio giudizio sulla paccottiglia scritta dal mezzo analfabeta Cesare Battisti è che è spazzatura, ma è già fargli troppo complimento. Non è comunque questo il punto.

    Affinché le autorità brasiliane riflettano seriamente sulla gravità della decisione presa dall’uscente Lula, il boicottaggio di quegli amici che sostengono il terrorista rosso è doverosa e legittimo atto di difesa per la democrazia, per la legge, per la giustizia.

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  2. cinzia stregaccia ha detto:

    come ben sai io non amo le mezze parole e sono molto diretta
    Chi difende Cesare Battisti o trova qualsiasi spiegazione per il comportamento di Lula è uguale a loro… Forse per qualcuno sarà un complimento…ma per ogni persona che crede che nulla giustifichi tale violenza e sia a favore della giustizia non potrà ritenerlo tale.
    cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    SOTTOSCRIVO IN PIENO. E’ QUELLO CHE PENSO ANCHE IO. DIFENDERE OGGI CESARE BATTISTI E’ ESSERE UGUALE ALL’ASSASSINO DEI PAC CHE HA UCCISO A SANGUE FREDDO E CHE DIETRO DI SE’ HA LASCIATO UNA LUNGA SCIA DI VITTIME INNOCENTI E CUI VA TUTTA LA MIA SOLIDARIETA’.

    LULA E’ UGUALE A BATTISTI, DELLA STESSA PASTA. In ogni caso in Brasile la decisione di Lula non è stata accettata dal popolo. Solo una ridicolissima minoranza difende oggi Cesare Battisti, sono i nomi che ho pubblicato e che sono di pubblico dominio.

    Ci sono 1500 firmatari, 1500 in tutto il mondo che valgono meno di uno starnuto. L’invito è un democratico boicottaggio di queste persone che giustificano la scia di sangue lasciata da Cesare Battisti.

    iannozzi giuseppe

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  4. cinzia stregaccia ha detto:

    Buongiorno 🙂 volevo chiederti se potevo fare un copia incolla di questo post sul mio blog naturalmente indicando che la fonte sei tu
    Cinzia

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cinzietta, puoi copiare tutto quello che vuoi da me, non ci sono di questi problemi fra di noi. Quante dannate volte te lo devo ripetere? Te lo ripeto: quando vedi qualcosa sui miei blog che ti piace o che ti interessa prendila punto e basta, non stare sempre a chiedermi il permesso. Uffa! 😀 Non hai bisogno di indicare niente.

    beppaccio

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  6. Pingback: Cesare Battisti uccide anche te. Alza la voce, denuncia i suoi crimini. Se resti in silenzio ti schieri con lui | iannozzi giuseppe

  7. Silvana ha detto:

    Caro Iannozzi Giuseppe
    Prima di tutto vorrei scusarmi per il mio italiano che non è bello come mi piaccerebbe, ma trovo che posso farmi capire. Magari!
    Lula non ripresenta quello che i brasiliani pensano su Batisti. Non si sa perché Lula difende questo terrorista…
    Quello che Lula dice qui per giustificare questa bizzarra decisione è che lui è un perseguito politico, e che se ritorna in Italia sarà ammazzato.
    Io guardo la RAI Internazionale e ho sentito che nessuno partito politico in Italia lo difende, neanche il Partito Comunista. Mi sembra che tutti sono d’accordo con la estradizione di Cesare Batisti.
    Esiste qualche partito o persona in Italia che difende questo assassino crudele?
    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.
    Già da tempo che troviamo strana questa politica di Lula, cercando sempre di essere amico di persone cattive.
    In questo sito, potrai sentire cosa pensiamo di questa strana politica di Lula:
    http://www.defesabr.com/blog/index.php/06/07/2010/o-brasil-da-era-lula-e-a-politica-externa-das-mas-companhias/

    Io mi sento troppo invergognata e trovo che molti dei brasiliani, la maggioranza pensa come io.
    Un abbraccio dal Brasile.

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  8. cinzia stregaccia ha detto:

    Fatto grazie 🙂 Ho sentito che a Roma si vorrebbe organizzare una manifestazione senza colore politico solo italiana. Mi piace come iniziativa ma riuscirà?
    Desidero ringraziare Silvana per questa sua dichiarazione 🙂
    cinzia

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Grazie a te, Cinzia.
    Dovrebbero esserci più persone responsabili e dire di NO al terrorismo sia esso rosso o nero o rosè. Il terrorismo è sempre da condannare. L’impunibilità non è ammissibile in un paese democratico, perché l’Italia ancora è democrazia sino a prova contraria.

    Nell’ultimo post ho segnalato il post che gentilmente l’amica Silvana mi ha indicato. E’ in portoghese, ma penso che non ci siano troppi problemi: se conosci lo spagnolo te la cavi. Se comunque c’è bisogno di qualche aiuto per quel che posso sono qui.

    beppe

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  10. pinto faloru ha detto:

    Se interessa.
    ecco il testo della lettera che Cesare Battisti ha inviato al Presidente del Brasile Lula. Nel testo originale è riportata in epigrafe anche una citazione de “L’uomo in rivolta” di Albert Camus:

    («Trent’anni cambiano molte cose nella vita degli uomini, e a volte sono una vita intera»).

    «Se guardiamo nel nostro passato da un punto di vista storico, quanti tra noi possono dire sinceramente di non aver mai desiderato affermare la propria umanità, di svilupparla in tutti i suoi aspetti con ampia libertà? Pochi. Sono pochissimi gli uomini e le donne della mia generazione che non hanno sognato un mondo diverso, più giusto. Peraltro, frequentemente, per pura curiosità o circostanze, solo alcuni decisero di lanciarsi nella lotta, sacrificando la propria vita. La mia storia personale è sufficientemente nota per tornare ancora una volta sulle conseguenze della scelta che mi portò alla lotta armata. So solamente che eravamo migliaia, e che alcuni sono morti, altri sono in carcere e molti sono esiliati. Sapevamo che poteva finire così. Quanti sono stati gli esempi di rivoluzioni che fallirono, e la cui storia ci era già stata rivelata? Ma anche così abbiamo ricominciato, abbiamo sbagliato e abbiamo perfino perso. Non tutto, però! I sogni vanno avanti!
    Molte conquiste sociali di cui oggi gli italiani usufruiscono sono state conquistate grazie al sangue versato da quei compagni di utopia. Io sono il frutto di quegli anni ’70, così come molti altri qui in Brasile, compresi molti compagni che oggi sono responsabili del destino del popolo brasiliano. E in verità io non ho perso niente, perchè non ho combattuto per qualcosa che potevo portare con me.
    Ma adesso, detenuto qui in Brasile, non posso accettare l’umiliazione di essere trattato come un delinquente comune. Per questo, dinnanzi alla sorprendente ostinazione di alcuni ministri del Supremo Tribunale Federale, che non vogliono
    vedere quello che era realmente l’Italia degli anni ’70, che negano le motivazioni dei miei atti, che chiudono gli occhi di fronte all’ assenza totale di prove tecniche della mia colpevolezza riguardo ai quattro omicidi che mi sono stati attribuiti, non riconoscono che sono stato processato in contumacia, la prescrizione e molti altri ostacoli alla mia estradizione.
    È inoltre sorprendente e assurdo che l’Italia mi abbia condannato per attività politica e in Brasile c’è chi vuole estradarmi in base alla mia partecipazione a delitti comuni. È assurdo, sopratutto avendo ricevuto dal Governo brasiliano la condizione di rifugiato, decisione per la quale sarò eternamente grato.
    E dinnanzi alle enormi difficoltà di vincere questa battaglia contro il potente governo italiano, che ha usato tutti i suoi argomenti, le sue armi e i suoi ferri, non mi resta altra alternativa se non quella di entrare da adesso in SCIOPERO DELLA FAME TOTALE, con l’obiettivo di vedermi concedere i diritti stabiliti dallo statuto del rifugiato e del prigioniero politico. Con questo spero di impedire, in un ultimo atto di disperazione, questa estradizione, che per me equivale ad una condanna a morte. Ho sempre lottato per la vita, ma se si tratta di morire io sono pronto a farlo, ma non per mano dei miei boia. Qui, in questo paese, in Brasile, continuerò la mia lotta fino alla fine e, anche se stanco, non desisterò mai nella mia lotta per la verità. La verità che alcuni insistono nel non voler vedere, e non vi è peggiore cieco di quello che non vuole vedere.
    Concludo questa lettera ringraziando i compagni che dall’inizio di questa mia lotta non mi hanno mai abbandonato, e allo stesso modo ringrazio quelli che sono arrivati all’ultima ora, ma che hanno la stessa importanza di chi mi sta vicino dall’inizio di tutta questa storia. A loro va il mio sincero ringraziamento. E come ultimo suggerimento raccomando che possano continuare a lottare per i loro ideali, per le loro convinzioni. Ne vale la pena!
    Spero che l’eredità di chi è caduto sul fronte di battaglia non si riveli vana. Possiamo anche perdere una battaglia, ma sono convinto che la vittoria in questa guerra è riservata a coloro che lottano per la generosa causa della giustizia e della libertà.
    Consegno la mia vita nella mani di Sua Eccellenza e del Popolo Brasiliano».

    Non mi pare scritta da un analfabeta.
    Ho letto qualche suo libro, mi sembra scriva bene.
    Come segnalato da Filippo Facci su liberonews, il libro del 1998 “L’ultimo sparo” spiega molte cose su tutta la vicenda, più delle sentenze dei giudici.
    Sarà come dice Pietro Mutti, che Cesare Battisti è il più furbo di tutti…..
    Mi sa tanto che al sole di Rio a bere cachaca ci resta davvero….

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  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non vedo perché non dovrei pubblicare la lettera di Battisti.
    No, la lettera è scritta bene, chi dice di no: in fondo gli avvocati si fanno pagare salato, ci mancherebbe sol più che non sapessero scrivere. 😉

    Battisti è uno dei peggiori scrivani che abbia mai tentato di leggere: diciamo pure che è analfabeta, almeno in parte. In ogni modo non si parla di Battisti noirista, che in ogni caso non mi pare incontri il favore del pubblico e men che meno quello della critica.

    Il serio problema è che una volta libero Battisti non ci resta in Brasile, ci metto entrambe le mani sul fuoco. E ci aggiungo pure i piedi. Quello fugge e fugge fra le braccia di Hugo Chavez e di un altro dittatore latinoamericano, uno dei tanti che oggi ospitano terroristi fascisti e rossi.

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  12. pinto faloru ha detto:

    Le opinioni diverse sugli scrittori sono in fondo il bello dei libri… Battisti ha avuto un certo successo in Francia, molto meno in Italia, per ovvi motivi è considerato di nicchia…
    Si potesse leggere però! Nel senso che vorrei essere libero di leggerlo oppure no, cioè di scegliere. Per questo spero, (ma sarà pura illusione) che qualche editore si prenda la briga di tradurre e pubblicare i due per ora usciti solo in Brasile. Sono “Minha fuga sem fin” e “Ser Bambu”, scritti durante l’ultima detenzione. Ho avuto l’occasione di cercarli in Brasile l’anno scorso, mi hanno detto che erano esauriti e andavano per la ristampa. La casa editrice è piccola, non so quante copie abbia effettivamente venduto.
    Penso invece che Battisti abbia scelto il Brasile dopo aver ben ponderato; è l’unica potenza mondiale dove comandano gli ex guerrriglieri. La storia della lotta armata brasiliana è molto simile a quella italiana. Chi conosce il portoghese e legge i siti brasiliani lo sa benissimo.(..anche se i nostri politici tutti si guardano bene dal ricordarlo…). Nel senso che era una scelta di pochi, la dittatura faceva comunque funzionare il Parlamento con due partiti e perseguitava duramente soprattutto i comunisti e quelli, appunto, che avevano imboccato la via della lotta armata.
    Il governo di Lula e il suo partito erano e sono pieni di gente di questo tipo, che ha commesso le stesse azioni di Battisti in contesti molto simili. Il Brasile negli anni 70 era in pieno boom, se avevi voglia di lavorare e non ti interessavi di politica nessuno ti faceva niente, erano i comunisti e le teste calde che non avevano spazio. Il fatto che, diversamente rispetto alla polizia politica italiana, la dittatura torturasse sistematicamente i prigionieri, non cambia la questione. La lotta armata era questione di pochi e convinti militanti rispetto ad una maggioranza totalmente contraria, ed è stata sconfitta sul piano militare e sociale. Questo, nella logica di chi aveva fatto quella scelta, rende fratelli, e i fratelli vanno sempre salvati, qualsiasi cosa abbiano commesso.
    La differenza vera, agli occhi dei brasiliani, è che in Italia non si è chiuso con il passato attraverso un provvedimento di aministia per i fatti degli anni 70. Anche in Brasile tante persone erano state uccise e avevano parenti inferociti. Lo Stato ( già nel 1979, molto prima di Lula…) si è imposto e ha risolto tante cose e scoperto tante verità che in Italia non chiariremo mai….
    La situazione del Venezuela è molto diversa, non ci sono esperienze di lotta armata come in Brasile, non troverebbe tanta comprensione…
    Resterebbe il Nicaragua di Noriega, che però ha già dato, per così dire, e soprattutto non sarebbe in grado di reggere pressioni internazionali di nessun genere, vista la disastrosa situazione economica. E’ vero che comandano gli ex guerriglieri anche lì, ma non contano niente, Il Nicaragua oggi è solo un paese povero.
    In Brasile invece potrebbe restarci per sempre, non hanno mai mandato indietro nessuno di “famoso”, figurarsi poi al governo italiano più destro dai tempi del fascismo..

    Mi sono dilungato, ma l’argomento mi appassiona, spero non aver tediato.

    Saluti

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  13. pinto faloru ha detto:

    “Resterebbe il Nicaragua di Noriega”

    ….urca che errore! Non è Noriega ma Ortega….
    Ho sbagliato il Comandante Sandinista con Faccia D’Ananas, tante scuse…

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  14. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In questa sede non sto a giudicare i librettini di Battisti, tanto più che quelli che ho mio malgrado letto mi hanno dato l’orticaria per quanto sono scritti male. Sinceramente non mi interessa d’approfondire il sedicente Battisti scrittore, non lo ritengo difatti uno scrittore ma solo uno scrivano sgrammaticato ma soprattutto un terrorista.

    L’Italia era, per così dire, reduce dalla dittatura fascista di Mussolini. La Liberazione fu ad opera dei partigiani e degli Alleati. Senza gli Americani l’Italia non ce l’avrebbe fatta a levarsi dalle palle Mussolini e men che meno la Germania sarebbe stata sconfitta.
    Lula ha difeso Battisti per un fatto puramente ideologico. Non è un mistero. Se l’Italia si vedrà costretta a ricorrere all’Aja, pur senza troppo ottimismo, credo che per Battisti sarebbe la fine. L’Italia tuttavia non intende ricorrere all’Aja, per non rovinare i rapporti già traballanti con il Brasile. Lula ha tradito il trattato di estradizione, adesso l’Italia sta cercando di far valere il detto trattato. Pare che le cose non vadano per il meglio. Si ventila già l’ipotesi di uno stop: i prossimi giorni, se non le prossime ore, saranno decisive per capire se Italia e Brasile, se i governi dei due paesi potranno continuare relazioni commerciali.

    Se vogliamo parlare di legittimo impedimento in Italia ribadisco per l’ennesima volta che prima o poi il governo Berlusconi finirà e che Berlusconi dovrà affrontare i processi. L’importante è che l’opposizione adesso sia compatta, più che mai compatta al fine di non far passare altre leggi ad personam o ad aziendam. Se dovesse passare il legittimo impedimento allora sì, la vedo dura, molto dura: l’Italia finirebbe sotto il tacco del berlusconismo, che è un po’ diverso dal fascismo, anche se poi la sostanza è sempre quella.

    Saluti

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