Lula Da Silva per lo status di rifugiato politico al brigatista rosso Cesare Battisti. Indignazione per la vergognosa scelta

Lula Da Silva per lo status di rifugiato
al brigatista rosso Cesare Battisti
Indignazione per la vergognosa scelta

a cura di Iannozzi Giuseppe

Lula Da Silva avrebbe deciso di non estradare il terrorista rosso Cesare Battisti per “preservarne l’integrità fisica”, gli verrà quindi concesso lo status di rifugiato politico. La notizia arriva dal canale Globe News, sottolineando che Lula “annuncerà questa decisione entro il 31 dicembre”.

Alberto Torreggiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979, ha così commentato la notizia ai microfoni di Cnrmedia: “Mi aspettavo una decisione simile. Vorrà dire che ci muoveremo in modo molto più deciso. Sarei stato sorpreso se fosse stato il contrario, ma non sono deluso perché‚ ero preparato. Adesso bisogna fare qualcosa di veramente forte perché‚ questa è una gran presa in giro. Le parole non bastano più, ora contatterò gli organi competenti e decideremo come mobilitarci perché‚ questa non è tanto una questione personale ma la scelta apre un precedente molto pericoloso. Qualsiasi delinquente saprà di poter contare su una scappatoia, e questo non è giusto”.

Stefano Pedica (IdV), capogruppo in commissione esteri: ”Invito il Presidente Lula a considerare come l’atto di mancata estradizione e la liberazione di Battisti verrebbe vissuto dal nostro paese come un affronto politico e di giustizia davvero grave. Il rientro del brigatista appare doveroso non solo nei confronti dei familiari delle vittime, ma anche verso tutti i cittadini che hanno vissuto quel periodo. Come IdV abbiamo sempre sostenuto la necessità che Battisti sia estradato al fine di poter tornare nel suo paese d’origine, nel quale ancora vivono le famiglie delle vittime, per scontare completamente la pena regolarmente comminatagli. Solo con la regolare estinzione delle colpe è possibile chiudere un capitolo nero della storia del nostro paese”. E il deputato dell’Udc Luca Volonté: “Il Brasile offende le vittime, la storia e l’intera Repubblica italiana, le reazioni diplomatiche devono essere proporzionali alla gravità”. Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione delle vittime della strage di Bologna: “Si tratta di ‘un fatto gravissimo e indegno per una nazione democratica quale si definisce il Brasile. Ma soprattutto è un fatto che denota ancora una volta l’insufficienza e l’incapacità del governo italiano di tutelare la dignità del Paese e delle vittime del terrorismo”.

Concedere lo status di rifugiato politico all’assassino Cesare Battisti, ex militante dei Pac, rischia di creare gravi fratture diplomatiche fra il Brasile e l’Italia.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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12 risposte a Lula Da Silva per lo status di rifugiato politico al brigatista rosso Cesare Battisti. Indignazione per la vergognosa scelta

  1. Igor Moret Rodrigues ha detto:

    La maggioranza della popolazione rifiuta la decisione del presidente Lula per tenere Cesare Battisti. Tutti sanno che una decisione era legata alla sua ideologia e il suo partito, ignorando la natura dei reati comuni commessi da Cesare Battisti. Una vergogna che il Presidente Lula lascia il nostro paese sulla scena internazionale.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ho visto che i giornali brasiliani non sembrano affatto contenti della decisione di Lula e se è un minimo vero che i giornali riflettono l’opinione del popolo, allora il popolo non vuole che il Brasile sia considerato rifugio per brigatisti e assassini. Lula fa molto molto male al Brasile. Decisione senza precedenti e oltremodo fastidiosa, perché di fatto accorda uno status a un terrorista e basta: non ci sono le condizioni per fare di Battisti un rifugiato politico; fastidiosa perché dice che in Italia saremmo una manica di boia per cui Battisti non finirebbe in galera come merita ma verrebbe assassinato dagli italiani. E’ questo che dice Lula. Se Lula ha deciso di mettere in gran brutta luce il Brasile ci sta riuscendo in maniera più che perfetta.

    Si spera che la faccenda non finisca qui. Battisti deve semplicemente pagare per i delitti di cui è colpevole e tornare in Italia, in una cella italiana: sono più di 30 anni che fugge alla giustizia.

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  3. Igor Moret Rodrigues ha detto:

    Gran parte dei media brasiliani è indignato per la decisione di mantenere Battisti in Brasile. E la popolazione, in modo che si vede per le strade, di Internet e negli spazi di opinione sui giornali, anche. Solo i membri del partito di governo e una media piccola cooptato da Lula, che sono felice di questa decisione. Questo perché Battisti ha legami con i partiti di sinistra in Brasile. Se Berlusconi è stato condannato nel caso (come sembra avesse problemi con la legge), Lula aveva già autorizzato la sua estradizione. Come un brasiliano, io sono imbarazzato da questa presa di posizione infantile e ideologica di Lula, che chiaramente violato il trattato tra i due paesi, e il nostro diritto interno! Questo sarà molto negativo per il Brasile e le nostre relazioni diplomatiche con l’Italia.

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Anch’io se fossi un brasiliano sarei indignato. Non fa piacere a nessun paese “diventare rifugio per brigatisti rossi assassini”. Lula, se confermerà la decisione, darà una bella mazzata alla politica brasiliana in fatto di credibilità, una eredità che Dilma Rousseff suo malgrado dovrà raccogliere. Lula le fa davvero un bel regalo alla Dilma Rousseff.

    Purtroppo Lula è stato un esempio ben negativo per il Brasile, per l’america latina, non come Chavez, ma ci siamo molto vicini: Chavez e Lula e Castro, tre cancri per la democrazia. Il brutto è che anche qui in Italia certi personaggi come Valerio Evangelisti e i Wu Ming e Giuseppe Genna, etc. etc. esplodono di gioia di fronte a Battisti l’assassino. Evangelisti è arrivato al punto di invitare in pubblico a Battisti di “scappare”. Nessuno che abbia sollevato un “ma”. Per non dire poi di una presunta lista di nomi online che chiederebbero la libertà per Battisti. Nomi messi dentro a caso, alla boia d’un giuda, tanto che persino Saviano ci si è trovato dentro e a dovuto chiedere di essere rimosso. Così tanti altri. Una lista che qualcuno ha avuto la pensata di compilare e di pubblicare in rete prendendo nomi a casaccio in rete, nomi un po’ noti ma anche nomi di fantasia inverosimili, giusto per gonfiare le acque, per far credere all’opinione pubblica che il brigatista rosso Battisti è amato dagli italiani. La denuncia sulla lista è arrivata per fortuna, è stata epurata di alcuni nomi che non hanno mai firmato né mai parteggiato per Battisti. Se non ricordo male fu un giornale vicino alla destra a denunciare che la lista dei firmatari pro Battisti era una presa per i fondelli bell’e buona.

    La lista è qui:

    http://www.carmillaonline.com/archives/1500_firmatari.html

    Tra i primi firmatari:

    Valerio Evangelisti, scrittore

    Serge Quadruppani, scrittore

    Daniel Pennac, scrittore

    Wu Ming, scrittori

    Vauro, disegnatore

    Giuseppe Genna, scrittore

    Lello Voce, poeta

    Nanni Balestrini, scrittore e critico

    Antonio Moresco, scrittore

    Luigi Bernardi, scrittore ed editore

    Marco Philopat, scrittore ed editore

    Tiziano Scarpa, scrittore

    Helena Janeczek, scrittrice

    Giorgio Agamben, docente universitario, filosofo, scrittore

    Davide Ferrario, regista

    Dario Voltolini, scrittore

    Ivano Ferrari, poeta

    Guido Chiesa, regista

    Florence Thinard, scrittrice – Francia

    Tommaso Pincio, scrittore

    Pascal Dessaint, scrittore – Francia

    Dominique Manotti, scrittrice – Francia

    Loredana Lipperini, giornalista

    Gilles Perrault, scrittore – Francia

    Carla Benedetti, docente universitaria, critica letteraria

    Stefano Tassinari, scrittore

    Massimo Carlotto, scrittore

    Laura Grimaldi, scrittrice e traduttrice

    Pino Cacucci, scrittore

    Gianfranco Manfredi, scrittore, musicista

    Michele Monina, scrittore

    etc. etc.

    Mi chiedo io con quale coscienza queste persone possono chiedere la liberazione di un pluriassassino come Cesare Battisti. Con quale faccia e con quale coraggio.

    Tutto ciò è a dir poco abominevole.

    Sicuramente le relazioni diplomatiche fra Italia e Brasile ne avranno a soffrire e se fossi in Dilma Rousseff ringrazierei personalmente Lula per avermi buttato addosso quello che è evidentemente un macigno, perché di fatto Lula oggi si leva dalle balle e però a soffrire della sua iniqua decisione sarà Dilma Rousseff.
    Le fa proprio un regalo con i fiocchi, non c’è che dire.

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  7. Silvana ha detto:

    Adesso che ho letto altri articoli qui nel tuo sito, già riesco capire meglio perché Lula difende questo schifoso psicopatico, soltanto perché Lula è coerente.
    Basta conoscere il passato di Dilma, candidata alla presidenza del Brasile che Lula ha scelto per sucederlo. Oggi già è presidente e è una come Battisti. Purtroppo.

    Dilma Rouseff nasconde il suo passato nero. Lei era una terrorista, una criminale e anche è stata mentora di un omicidio.
    per sapere di più:
    http://www.averdadesufocada.com/index.php?option=com_content&task=view&id=3633&Itemid=87
    Lula è accessary.

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non ti preoccupare del tuo italiano, ti assicuro che lo parli meglio di molti di noi. 😉

    In un primo momento mi sono chiesto perché Lula fosse tanto attaccato a Battisti. Non sapevo darmi una risposta, poi ho capito. Non è stato difficile capire perché Lula e qualche amico italiano oggi difendono quello che è a tutti gli effetti un terrorista. Il problema è che Cesare Battisti con il suo comportamento, sempre più da vigliacco, restituisce dell’Italia una immagine falsata: fino a prova contraria siamo ancora una democrazia e siamo italiani fieri di essere italiani. L’immagine falsata che Battisti porta nel mondo è quella di una Italia boia. Ma in Italia non c’è la pena di morte. Battisti ha ucciso e ha lasciato dietro di sé una scia di sangue, delle vittime che da 30 anni attendono giustizia. E’ subito scappato. Per i suoi crimini non ha fatto un solo giorno di prigione.

    Nessuno oggi in Italia difende Cesare Battisti, nemmeno lo zoccolo del Partito Comunista che giustamente è stanco, non vuole più avere a che fare con i brigatisti. In Italia c’è voglia solamente di dare alla giustizia i terroristi, siano essi comunisti o fascisti. In Italia c’è un gruppetto di teste calde, diciamo così, due o tre amici vicinissimi a Battisti:

    Valerio Evangelisti scrittore
    Serge Quadruppani scrittore
    Wu Ming scrittori
    Vauro disegnatore
    Giuseppe Genna scrittore
    Lello Voce poeta
    Nanni Balestrini scrittore e critico
    Antonio Moresco scrittore
    Luigi Bernardi scrittore ed editore
    Marco Philopat scrittore ed editore
    Tiziano Scarpa scrittore
    Helena Janeczek scrittrice
    Giorgio Agamben docente universitario, filosofo, scrittore
    Davide Ferrario regista
    Dario Voltolini scrittore
    Ivano Ferrari poeta
    Guido Chiesa regista
    Florence Thinard scrittrice – Francia
    Tommaso Pincio scrittore
    Pascal Dessaint scrittore – Francia
    Dominique Manotti scrittrice – Francia
    Loredana Lipperini giornalista
    Gilles Perrault scrittore – Francia

    In totale in Europa ci sono circa 1500 teste calde che difendono Battisti. La lista completa è qui:

    http://www.jujol.com/wp-content/uploads/2010/12/Firmatari-per-Cesare-Battisti-il-terrorista.pdf

    Non so davvero con quale coscienza e con quale faccia difendono un pluriassassino come Cesare Battisti. In ogni caso non è il caso di preoccuparsi, non sono persone di molta importanza.

    Personalmente non mi è mai piaciuto Lula e quando ho saputo i suoi trascorsi ancor meno. Dilma la conosco poco, ma abbastanza da non fidarmi di lei.

    Grazie infinite della segnalazione su Dilma.

    In Italia nessuno ammazza nessuno, non siamo a Cuba sotto la dittatura di Fidel Castro né in Venezuela sotto Chavez e nemmeno nella Russia di Putin o in qualche paese fondamentalista.

    Un forte abbraccia dall’Italia e dal sottoscritto Giuseppe

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  9. Silvana ha detto:

    Grazie mille per rispondermi, sei molto gentile.
    Sai Giuseppe,
    io trovo gravissimo il fato di Lula difendere questo… scusami, ma per me è un psicopatico, perché oltre Battisti essere un criminale (solo questo già sarebbe un assurdo) ancora Lula sottovaluta la capacita degli italiani di giudicare i suoi criminali.
    Lula è un megalomane perché si trova davvero un Dio.
    La sua frase preferita è: “Mai… nella storia di questo paese…Uno ha fatto tanto come me”, ecc.
    Lui parla sempre questa frase in qualche occasione. Un schifo!

    Sono contenta di avere trovato questo tuo sito, passerò sempre qui per leggerti.
    Un abbraccio.

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  10. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Per così poco. Ci mancherebbe solo che non ti rispondessi. Sarei davvero un cafone.

    Trovo grave anche io, cara Silvana, che Lula difenda un assassino. Il fatto è già grave e lo è ancor di più perché in pratica crede a un pluriassassino come Battista che non ha mai detto una sola verità in tutta la sua vita. Ha però sparato bene le sue pallottole uccidendo quattro persone e ferendone altre.

    Lula non è diverso da altri presidenti della nostra storia recente e non. Tutti i presidenti sono megalomani, ma a tutto c’è un limite.

    Oramai quello che ha fatto Lula l’ha fatto. Spero per Voi del Brasile che riuscirete se non altro a convivere con Dilma, anche se la vedo dura. L’idea che mi sono fatto di lei non è per niente bella, mi spiace doverlo dire, ma Dilma non sarà migliore di Lula.

    Grazie infinite a te. Sono contento io di averti incontrata. Le tue informazioni sono preziose, informazioni VERE, che in Italia e negli altri paesi anche si cerca di tenere nascoste.

    Un forte abbraccio

    giuseppe

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  11. Silvana ha detto:

    Sei davvero troppo gentile! Grazie mille.

    Nel Brasile, i giornaliste sono l’unica oposizione che abbiamo davvero, ma forse per poco tempo, perché vogliono censurare.

    Vorrei indicarti questi giornaliste che trovo siano utili.
    Loro possono aiutare scrivendo nei suoi giornali e reviste, cose ne penasano gli italiani.

    Augusto Nunes:
    http://veja.abril.com.br/blog/augusto-nunes/

    Reinaldo Azevedo:
    http://veja.abril.com.br/blog/reinaldo/

    Altro che trovo interessante perché conosce troppo bene l’italiano è Diogo Mainardi. Lui adesso è in Italia per motivo politico.
    http://veja.abril.com.br/blog/mainardi/

    Ci sono ancora altri, che possiamo contattare.

    Anche ti chiedo permesso di divulgare il tuo sito nei blog che visito.
    Se non disturbo e posso aiutare, farò volentieri.
    Abbraccio.

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  12. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In Italia non è poi tanto diverso. I partiti anche qui sono abbastanza confusi e quando non lo sono non riescono mai a trovare un fronte comune per il bene del paese. In ogni modo forse siamo messi meglio che in altri paesi nonostante tutto.

    Nel pomeriggio di oggi ci saranno diverse manifestazioni contro la mancata estradizione di Cesare Battisti, anche sotto l’ambasciata brasiliana. Staremo a vedere che cosa accadrà. Farò poi un resoconto su queste pagine elettroniche.

    Ti ringrazio infinitamente per le segnalazioni puntuali e sempre interessanti che mi fai. Sono davvero molto preziose.

    Certo che puoi segnalare il mio blog, te ne sono infinitamente grato. Se pensi che i miei articoli possano servire a far chiarezza sugli accadimenti che ci coinvolgono la loro divulgazione non può che farmi piacere. E in ogni caso il semplice fatto che visisti questo blog informandomi, anzi informandoci è un aiuto davvero molto prezioso.

    un caro abbraccio

    giuseppe

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