La trans e la stregaccia a passeggio per Roma

La trans e la stregaccia
a passeggio per Roma

di Iannozzi Giuseppe

per la mia Amica Cinzia
che è stregaccia

Ho una amica, simpatica non dico di no, un po’ strana a dirla tutta ma nessuno è perfetto. Lei è di destra. Non so quante volte gliel’ho rimproverato, pur senza spingerla mai a farsela con la sinistra. Mi piace rinfacciarle che è di destra e che è quindi ‘fuori dal tempo’, perché oggi essere o di destra o di sinistra – o di centro anche – è una assurdità, è un po’ tanto come volersi pulire a tutti i costi il culo con le ortiche. Oggigiorno chi è di destra è perché è un facoltoso industriale a tutto campo, cioè un mafioso miliardario con le aziende all’estero e che però presenta una dichiarazione dei redditi più bassa d’un qualsiasi italiano fantozziano. Chi invece dice d’esser culo e camicia con la sinistra o è un disperato totale o è uno che c’ha voglia di fare casino e che però c’ha i miliardi nascosti non sotto il materasso – come ai bei vecchi tempi -, bensì in un qualche conto cifrato all’estero. In pratica il comunista di oggi o è uno che prima o poi finisce male perché non c’ha un centesimo manco per seppellirsi, o è un faccendiere con le mani in pasta, uno stalinista a tutto tondo, uno pieno di soldi da fare schifo e che in pubblico, proprio come gli industriali di destra, dichiara d’avere meno d’un cazzo. I centristi invece sono dei coglioni. Hanno soldi a palate e non mancano mai di leccare le terga a cardinali e preti che se la spassano in Vaticano.

La mia amica è una stregaccia. Dice di appartenere alla destra, però io non le credo. Credo invece che non parteggi per nessuno, anche se non lo ammetterà mai e poi mai di essere apolitica.

L’altro giorno io e la mia amica stregaccia abbiamo fatto una puntata in centro per un po’ di shopping. Io stavo giù di brutto, una delle mie tipiche giornate no. La stregaccia invece era nera, di rabbia. Proprio una bella coppia, lei incazzata nera ed io depressa; e per giunta tirava un vento freddo della madonna, che poteva non accanirsi contro la mia parrucca? Ogni dieci passi ero costretta a specchiarmi in una vetrina per accomodarmi. Sembravo una povera disgraziata e forse lo ero sul serio quel giorno. Dunque, la mia amica ed io avevamo deciso di distrarci: e quale miglior modo se non quello di far fuori un po’ di soldi per delle cosette perfettamente inutili? Una volta in centro, Roma ci apparve per quel che in realtà è, ‘na mignotta senza pari. Anche a mettere insieme gli spiccioli del mio borsellino e della mia amica stregaccia non tiravamo su moneta sufficiente a comprarci un reggiseno in due! Io ho smadonnato, la mia amica ha disegnato con le mani degli svolazzi in aria, una magaria di certo che non ha però sortito alcun effetto. La stregaccia ci prova, ci prova soltanto… le sue maledizioni non fanno mai centro, e poi ogni volta che tenta di lanciare un incantesimo finisce che ci troviamo tutt’e due nella merda e non in senso figurato. I soliti stronzi che portano i loro alani a cagare in strada avevano dimenticato di ripulire, e vuoi che noi due non scivolassimo sulle loro bestiali pestilenze?
Sporche da fare schifo, invano abbiamo cercato di darci una ripulita. Un vigile urbano ci ha adocchiate e subito ci è venuto addosso gridando come un ossesso che la multa non ce l’avrebbe levata manco Gesù Cristo.
“Perché mai?”, ha sbraitato la mia amica stregaccia pronta a tirare su l’Inferno.
“Inquinamento del suolo pubblico, cara la mia Signora.”
“Che cosa???”, ho abbaiato io di rimando, e in meno di un secondo ho fatto volare via la parrucca dalla mia testa. “Signor vigile, crede forse che quel popò di roba l’abbiamo forse sfornata noi dai nostri bei culetti?”
Il vigile ha gettato allora un’occhiata per terra. E’ sbiancato. In quel momento mi ha fatto quasi pena, poverino!  Povera gioia, ha rimesso pure l’anima. Ai suoi piedi si è presto formato uno stagno di vomito.
Bianco da far paura si è infine allontanato senza degnarci più d’uno sguardo.

Sulla strada del ritorno io e la stregaccia abbiamo parlato del più e del meno, cioè di roba che si raccontano le donne quando sono delle amiche per la pelle.

Prima di entrare nel palazzo, ci siamo levate le scarpe e le abbiamo buttate nel primo cassonetto dell’immondizia. A piedi nudi abbiamo fatto le scale, gradino dopo gradino perché l’ascensore era bell’e fottuto. Una volta in casa, Furbylla, la cagnetta della stregaccia, ci ha salutate facendoci le feste. La mia amica l’ha presa in braccio, se l’è coccolata per un po’, poi le ha servito il suo bel filetto di salmone e del riso, il tutto in un piattino bianco immacolato. Io mi sono invece sbattuta sul divano, ho acceso la tivù e, grattandomi i coglioni con su la parrucca, solo ho  pensato: “La mia, la nostra sì che è una vita da cani!”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a La trans e la stregaccia a passeggio per Roma

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    e poi la strana sarei io ahahah ora mi spieghi la foto :))))))))))))))))))))))))
    bacione grandisssimo Beppaccio
    cinzia

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  2. vanessa ha detto:

    Un po’ di spirito fa sempre bene!

    Ciao vany

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  3. vanessa ha detto:

    Non si vede nulla!!

    Dolce sera! ♥ vany

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ti spiego.
    Dunque presentando il racconto avevo mostrato il mio LATO B, questo:

    Oggi mi sembra giusto mostrare anche il LATO A, ovvero questo:

    Come si può ben notare ho ancora la parruca, bionda. Tu sai che amo il biondo per cui anche le mie parrucche non possono che esser bionde.
    Diciamo pure che la tua AmicA Giuseppina è ‘na gran figa. 😉

    Bacione grandissimo a te, stregaccia

    beppaccio

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Come?!? Non si vede nulla?!

    Vediamo se adesso vedi. 😉

    ♥ Devi dirmelo che mi ami, che mi vuoi bene, ma proprio tanto tanto bene. Nel post all’intervista che ti ho strappato è intervenuto anche un mio caro amico per invitarti a dirlo esplicitamente quanto mi vuoi bene, ma tu fai finta di niente. 😦

    kattiva 😥

    orsetto tristiSSimo

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