Razzismo quotidiano. A chi mi indica italiano lo faccio nero

Razzismo quotidiano
A chi mi indica italiano
lo faccio nero

di Iannozzi Giuseppe

Mohammed Fikr è un marocchino, io invece sono un italiano. Al primo che ci provasse a indicarmi italiano, per quant’è vero Iddio, lo denuncio su due piedi perché sarebbe chiaro come il sole che si sta facendo del razzismo a tutto danno del sottoscritto. Per la miseria, che nessuno ci provi mai a indicarmi italiano.

Ci si rivolga a me soltanto con il titolo di Signore. Io sono per tutti il Signor Iannozzi Giuseppe. Poi c’è il Signor Mohammed Fikr, etc. etc. Non c’è nessun marocchino. Non c’è nessun italiano. Non c’è nessuna indicazione di nazionalità.

E per favore, si correggano tutti i libri di Storia e non. Ad esempio, parlare di “flagello di Dio”, di unno, di re degli Unni, è un vero e proprio atto discriminatorio. E’ più che mai doveroso parlare del Signor Attila, per Dio!

Tutti insieme ringraziamo quelli che hanno inventato il politically correct, i politicanti stalinisti, ma anche i liberali e i radicali.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in attualità, controinformazione, Iannozzi Giuseppe, politica e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

17 risposte a Razzismo quotidiano. A chi mi indica italiano lo faccio nero

  1. vanessa ha detto:

    Non hai così tanta ragione, troppi stranieri fanno da padroni nella nostra bella Italia, e troppi di questi combinano guai seri e schifezze varie.
    ‘Notte ♥ vany

    "Mi piace"

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non hai capito la mia provocazione, è evidente che sei un po’ stanca. Avrai fatto festa tutto il giorno. 😀
    Con questa riflessione intendevo semplicemente dire: Mohammed Fikr è un marocchino e non c’è motivo per non dire che è marocchino. Qualcuno si è scandalizzato per il fatto che parlando di Mohammed Fikr è stato definito marocchino. Ed allora? Non è forse un marocchino?! Certo che lo è. Dire che Mohammed Fikr non è una offesa, perché se lo fosse allora anche dare dell’italiano a me o a te sarebbe offesa. Ecco il senso. Il politicamente corretto, come lo chiamano i liberali e i radicali e la sinistra ipocrita, è una gran presa per i fondelli, anzi una porcheria perché impone a me di limitare la mia libertà e di dare del Signore a tutti, per cui la nazionalità dei cittadini si annulla.

    Il discorso che poi molti stranieri delinquono è un altro discorso. Posso però dire, senza andar fuori tema, che chiunque delinqua, sia esso marocchino o italiano, merita d’esser punito. Ora quel grandissimo pezzo di merda marocchino drogato e senza patente che ha falciato 7 persone per me merita solo di finire il resto dei suoi giorni in una lurida cella finché morte non sopravvenga. Carcere duro ed ergastolo a vita al marocchino assassino drogato clandestino e senza patente. Si fosse trattato di un italiano la mia condanna sarebbe stata uguale.

    orsetto di VaNY

    "Mi piace"

  3. francesco ha detto:

    Scusa, forse che gli italiani in giro per il mondo sono tutti santi? a me non risulta.
    L’errore più grosso è quello di fare di tutta un’erba un fascio. E’ vero che ci sono stranieri criminali cosi come è altrettanto vero che ci sono italiani criminali.
    Ha ragione Giuseppe, le distinzioni nazionale servono solo a chi vuol dividere il mondo.

    "Mi piace"

  4. vanessa ha detto:


    🙂 vany

    "Mi piace"

  5. vanessa ha detto:

    Opsssss. Francesco, non credo proprio di essere razzista e nemmeno che gli italiani nel mondo siano santi.. quello che volevo far capire è che chi ama la propria patria prova
    gelosia nel senso buono, tutte queste persone, di tutte le nazionalità che si sono agglomerate nei nostri paesi e che improvvisamente ci troviamo come vicini di casa fanno un pò paura, da noi la sera non esce nessuno, perché sono loro che fanno da padroni il fatto è che noi forse glielo facciamo fare troppo .
    Questo è quello che penso.
    Buongiorno 🙂 vany

    "Mi piace"

  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non penso affatto che gli italiani siano stinchi di santo. Non lo sono mai stati né qui nel loro paese né all’estero. Se possono delinquere lo fanno. Forse solo nei paesi a regime islamico tengono due piedi in una scarpa, perché altrimenti li farebbero fuori senza pensarci sù nemmeno una volta. Altrove gli italiani non sono meno delinquenti di certi marocchini, albanesi, cinesi, rom etc. etc. che ospitiamo nostro malgrado in Italia. Fatto di cronaca nera: un marocchino ubriaco e drogato senza patente si scaglia contro un gruppo di ciclisti, 7 morti, 3 feriti. Ora a questo marocchino come vorremmo indicarlo? Un assassino marocchino. Ora non mi si venga a fare la paternale del politicamente corretto, ovvero dell’ipocrisia bell’e fatta, che non si dovrebbe dire che è un marocchino, ma che si dovrebbe parlare invece del signore che ha preso sotto 10 ciclisti. No, la verità è che siamo di fronte a un assassassino marocchino. Si fosse trattato di un italiano parleremmo di un assassino italiano, così come accade all’estero quando un italiano commette una infrazione e sui giornali viene indicato come l’italiano Tizio piuttosto che Caio e Sempronio. Ogni uomo ha la sua propria nazionalità, i propri natali, e negarli è solo da idioti e purtroppo di idioti del politicamente corretto in Italia, in una certa cerchia stalinista, ce ne sono a iosa. Stalinisti che si inalberano perché uno viene identificato anche attraverso la nazionalità di appartenenza e che difendono ad oltranza brigatisti rossi manco fossero san Francesco.

    Io parlo di un marocchino e non è una questione di razzismo. E’ invece una mera questione di nazionalità di appartenenza. All’estero a me mi chiamano, mi dicono che sono italiano. Che dovrei fare? Denunciare tutti quelli che mi indicano italiano col pretesto assurdo che stanno facendo del razzismo nei miei confronti?

    Il politicamente corretto è solo ipocrisia messa in piedi da chi non ha argomenti e che però gli piace aprire la bocca.

    "Mi piace"

  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vany, io credo, come già ho espresso più volte, che di delinquenti di ogni nazionalità ospitati sul nostro territorio ce ne sono a iosa. I delinquenti vanno rispediti nei loro paesi di appartenenza, siano essi marocchini, albanesi, cinesi o che altro. Chi delinque non ha bisogno di restare in Italia. Le carceri italiane sono occupate per un terzo da extracomunitari e questo non va affatto bene. I delinquenti extracomunitari devono farsi il carcere nel loro paese. Non è compito dell’Italia sostenere anche il costo delle carceri per gli extracomunitari, per i clandestini, etc. etc.

    Assistiamo purtroppo a sbarchi in massa di clandestini che poi provocano tragedie come quelle che ti ho portata ad esempio. Il governo sia esso di destra sia esso di sinistra deve dire un secco no agli sbarchi selvaggi sulle coste italiane. Se non si vara una vera legge contro la clandestinità, i barconi continueranno ad arrivare. Questo stato di cose è colpa anche della destra che è amica di Gheddafi il quale minaccia ogni giorno di riempirci le coste.

    Non è una questione di razzismo, solo di buon senso.

    Bacione,

    orsetto di VaNY

    "Mi piace"

  8. Angelo Paratico ha detto:

    Vero. Chi usa un linguaggio politically correct in genere nasconde delle pulsioni inconfessabili. Ma chi parla candidamente vien spesso messo in croce.

    "Mi piace"

  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Caro Angelo, il politically correct è ipocrisia che è venuta a galla negli anni Trenta e che è poi stata riesumata negli ambienti universitari americani sul finire degli anni Settanta. A me fa senso, molto senso, dire a una persona che è diversamente abile. A una persona che è capitata la disgrazia di aver le gambe amputate, lo devo pure prendere per il sedere chiamandolo “diversamente abile”. In che cosa, di grazia, questo signore avrebbe una abilità diversa? E’ invece una persona che ha un handicap. Hand in cap, ovvero la mano nel cappello, un gioco che vede la perdita del cappello: questa l’etimologia della parola che tanto spaventa quelli del politicamente corretto. Ad una persona che ha perso le gambe, io dovrei dargli una pacca sulle spalle e congratularmi magari anche con lui per avere una “abilità diversa”. Questo sì che è razzismo, gli sto dicendo che è “diverso” e che ha una “abilità” che in realtà non ha, una abilità mai specificata e che però per il politically correct ce l’ha punto e basta.

    C’è un problema di educazione: di educazione civile e linguistica oltreché politico. La scuola non prepara i giovani a conoscere la lingua e l’etimologia delle parole, né li prepara a conoscere la società in cui si inseriranno.

    Io non sono cristiano. Ma è assurdo vietare il crocifisso in aula, perché offenderebbe la sensibilità di chi di altra confessione. Chi di altra confessione e che è venuto nel nostro paese deve seguire i dettami e le consuetudini. Sino a prova contraria sono loro gli ospiti. Se io provassi mai ad andare in un paese musulmano con il crocifisso al petto non scendo dall’aereo: vengo fatto fuori prima e la testa tagliata me la sbattono poi sullo stomaco per una polaroid.

    "Mi piace"

  10. francesco ha detto:

    Vanessa, non era mia intenzione darti della razzista anzi, credo che di razzisti nel vero senso della parola siano solo certi politici.
    Concordo con te che gli stranieri di cultura diversa fanno un po’ paura, però questo dipende da noi, dalla nostra mancanza di conoscenza delle altre culture che ci porta a credere che siano diversi da noi. Il problema in Italia, comunque, è la mancanza di una politica mirante a impedire il crearsi di situazione di disagio. Tanto per interderci, prima di proibire l’accattonaggio bisogna dare la se pur minima possibilità di sopravvivere a chi lo pratica. Cosi come è inutile fare leggi e non rispettarle, chi pratica l’accattonaggio è generalmente un clandestino e, come tale, secondo la nuova legge, andrebbe espulso. Cosa che non avviene mai.
    Questo mi porta a considerare che, in fondo e al di la delle belle (per me brutte) parole sulla sicurazza, qualcuno abbia interesse a mantenere questa situazione.
    Che gli stranieri la facciano da padroni dipende sia dalla mancata applicazione delle leggi sia dalla loro mancanza.
    Per concludere, senza entrare in merito al trattamento che subiscono gli stranieri che lavorano, debbo però dire che anche loro dovrebbero essere trattati alla pari, con gli stessi diritti nostri. In fondo come dipendenti pagano le tasse, o cosi dovrebbe essere e se non avviene non è colpa loro.

    "Mi piace"

  11. francesco ha detto:

    x Giuseppe
    “Non penso affatto che gli italiani siano stinchi di santo. Non lo sono mai stati né qui nel loro paese né all’estero.”
    Col mio commento replicavo a Vanessa.
    Comunque concordo con quanto dici. Chiunque commette un reato deve essere perseguito. Il problema però è un altro; si tende a fare giustizia con due metri di misura. Lo stesso reato ha valore diverso a secondo di chi lo commette. Questo si riflette, almeno nell’immaginario collettivo, anche nel caso che citi; dire marocchino e dire italiano non indica solo la nazionalità ma anche una distinzione di cultura. tale distinzione, che esiste realmente, viene però usata per creare nei cittadini l’idea che lo straniero sia un criminale a priori.

    "Mi piace"

  12. francesco ha detto:

    Ho sempre pensato che “diversamente abile” indicasse che la persona, pur non potendo agire come tutti, possa esprimere le sue capacità in altro modo e, pertanto, possa essere inserito nel mondo del lavoro. Personalmente, non credo ci sia niente di male.

    "Mi piace"

  13. vanessa ha detto:

    Certo Francesco, questo è un argomento molto delicato ci sarebbero troppe cose da dire e ridire tipo:
    Come mai gli extracomunitari godono di agevolazioni finanziare e altre quando tanti poveri italiani non hanno casa, neppure quella popolare mentre gli stranieri sì, loro sì.
    Dici che sono pagati poco?
    Ma sono loro che pur di stare da noi in Italia si propongono con costi più bassi: vedi cinesi e cinesini i loro supernegozi stracarichi di merce a pochi euri al pezzo.
    Poi chi dice che sono incompresi a Messa si fanno le raccolte delle questue per loro,
    lotterie al catechismo, davanti al supermercato ci sono sempre gli stessi che ti prendono il carrello per imposessarsi dell’euro.
    Io credo tutto ma c’è troppo casino, troppe cose oscure che ti tengono in guardia, se fai una corsetta te ne trovi quattro o cinque che fanno rumore ti squadrano e io scappo, poi ti racconto questo episodio davanti alla coop: c’era una persona marocchina che chiedeva l’elemosina, al mio rifiuto ha estratto un iPhone ed ha cominciato a messaggiare… Per non dirti di quella volta che impietosita, ho acquistato panino, gelato, acqua e tovaglioli per un senza-gambe, e dopo aver scaricato la spesa ho riportato il carrello tutta felice di aver fatto una buona azione e sai di cosa mi sono accorta? che il senza-gambe le gambe le aveva, eccome se le aveva, si era alzato con il mio panino in mano, si stirava tutto felice ed io poco furba che mi ero impietosita!
    Questo per chiederti.. come si fa ad aver fiducia?
    e mi fermo qui perché altrimenti ne avrei ancora tante da dire..

    Buon pomeriggio,
    ciao
    Vany

    "Mi piace"

  14. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sì, ho visto ora che ti riferivi a Vanessa.
    In ogni modo ti assicuro che Vanessa non è affatto razzista. E’ semplicemente stanca, come tutti del resto, di quegli individui che fanno i loro porci comodi e che non si assumono le loro proprie responsabilità, indipendentemente dal fatto che si parli di stranieri o italiani.

    E’ chiaro che un marocchino ha una cultura che non collima con quella di un italiano. Potremmo dire che ogni cultura è diversa dall’altra. La diversità che c’è in ogni cultura può essere ricchezza, a patto che una cultura non soverchi l’altra.

    Come ho già detto il problema è a monte: l’educazione civica che non viene impartita né in casa dalla famiglia né a scuola. Sin tanto che si penserà sbagliando che dicendo “marocchino” si sta facendo del razzsimo non si andrà avanti di un solo centimentro nell’evoluzione della società. Dunque io mi trovo a Parigi, mi chiamano italiano. Devo pensare che essendo io per la Francia uno straniero sono un mafioso camorrista brigatista a priori? Stando al ragionamento imposto da quelli del politically correct, se io mi trovo a Parigi e un cittadino mi chiama italiano sono per forza di cose un mafioso camorrista brigatista.

    Bisogna iniziare a fare educazione civica e sul serio, iniziando dall’ambiante della famiglia e a scuola, o la società sprofonderà sempre più in un medioevo tecnologico.

    "Mi piace"

  15. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Uno che ha perso le gambe ha una abilità diversa?
    Di grazia, quale?

    Un mio amico che il cervello ce l’ha e che ragione con la sua testa e non quella dei coglioni del politicamente corretto si è incazzato di brutto quando per mio sbaglio l’ho presentato come “diversamente abile”. Ha sbottato, “certo perché invece di camminare striscio… vaffanculo…”.

    "Mi piace"

  16. cinzia stregaccia ha detto:

    Qui l’unica che dice le cose come stanno papali papali è Vany e non è una questione di razzismo è una questione di avere il coraggio di dire la verità .Si perchè in italia piace tanto fare del buonismo fa tanto” in”..L’aver permesso l’entrata indiscrimnata degli extracomunitari e non…parlo dei rumeni e purtroppo aver permesso l’insediamento dei rom è stata la peggior cosa si potesse fare perchè diciamocelo chiaramente la maggior parte di quelli che sono arrivati e arrivano sono la feccia dei paese d’origine che qui han trovato l’oro….Ed è anche vero che loro hanno dei privilegi caspita se li hanno!!!! La cosa assurda è che quelli onesti,quelli che si integrano li perdono e diventano come noi……Prima si pensa al proprio popolo poi agli altri…Per quanto riguarda politically correct…..concordo in pieno con te Beppe
    Un bacione Beppaccio
    cinzia
    p.s. mi permetto di lasciare qui un abbraccio e un bacio a Vany splinder dice che dog non esiste…..e non mi fa entrare quindi non posso comm il suo blog 😦

    "Mi piace"

  17. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In Italia sì, è vero, a certa gente piace fare del buonismo a patto però che poi per loro che lo fanno “il buonismo” ci sia un ritorno e politico e in danaro anche. Non nego affatto che ci sono degli sprechi enormi nel nome di un buonismo, che è investimento per campagne politiche.

    Il politically correct ha creato i “privilegi”, per cui si parla ad esempio di terrorismo e quasi mai di terrorismo islamico; guai a dire che un musulmano o un marocchino hanno ammazzato, bisogna dire che hanno obbedito alla loro religione, all’islamismo che la Chiesa cattolica tratta con i guanti bianchi; guai a dire che gli italiani hanno diritto al lavoro prima dei clandestini, perché subito vieni tacciato di essere fascista e xenofobo… Tutta colpa della ipocrisia interessata del politically correct.

    Ci sono alcuni che si sono integrati e che rispettano le leggi italiane. Ma una rondine non fa la primavera. La verità è che le carceri italiane per un terzo sono piene di extracomunitari e che una larga fetta degli omicidi è commessa da extracomunitari.

    Il problema è che la sinistra di Mortadella ha fatto arrivare barconi e barconi di clandestini, di cui non sappiamo un emerito cazzo; magari brava gente, magari pezzi di merda totale. Tutti sono stati accolti in Italia, nessuno si è preoccupato neanche di chiedergli il nome. Colpa della sinistra, non lo nego. Anzi colpa della sedicènte sinistra, di quei cattocomunisti che facevano capo a Mortadella Prodi e poi all’infausto Bertinotti. Facile fare i comunisti con il piede in due staffe e con miliardi di euro sui loro conti in banca. Con ciò non voglio dire che la destra stia facendo meglio. Se dovessimo dar retta a Bossi e al suo federalismo del cazzo l’Italia tornerebbe indietro di almeno tre secoli buoni. La Lega di Bossi è molto più pericolosa della destra berlusconiana. Sono le camicie verdi i nuovi fascisti, gli unici e veri fascisti.

    Concordo che bisogna pensare prima agli italiani, poi agli altri. Ma non con i metodi proposti dalla Lega Nord, vero canchero dell’Italia.

    beppaccio

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.