Della morte

Della morte ha paura solamente chi, nel tempo concessogli da questa mascherata che chiamiamo vita, nulla ha dato a sé stesso lasciando dietro di sé il vuoto per quel diavolo innocente che una madre qualunque un giorno sputerà fuori per colpa per dispetto per egoismo e paura…

iannozzi giuseppe

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a Della morte

  1. vanessa ha detto:

    Non è vero!!

    Chi non ha paura della morte, chi non ha paura di terminare la propria vita senza recare peso agli altri, e terminare i progetti che si è preposto?
    Oggi ho fatto elemosina ad una persona infreddolita, era un uomo
    che si portava retratto,scarno, brutto come i debiti, ho pensato a quei piccoli nani dall’aspetto e dal cuore deforme che tu sei solito narrare ultimamente.Poveri diavoli.
    Ho provato pena, certo la vita se per noi che abbiamo il conforto di tutto è dura per loro com’è, poveri poverini.
    La vita.la morte.
    Certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. A pensarci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare male ciò che dobbiamo fare bene, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.
    La coscienza,la fugacità del tempo, la precarietà della vita e la morte come destino ineluttabile dell’uomo.

    Un piccolo dono,che ho trovato in Atenodoro : vivi in mezzo agli uomini come se Dio ti vedesse e parla con Lui come se gli uomini ti udissero.
    Buona serata 😉 vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono riuscito a farti incavolare. 😉

    Dunque questo appunto, senza voler fare il coccodrillo ora che Monicelli è morto – non glielo faccio il coccodrillo perché non lo merita, perché lo rispetto troppo, perché lui odiava i coccodrilli, lui che è stato un uomo fedele a Sé stesso sino all’ultimo atto della sua vita -, nasce dall’esigenza di dire che solamente chi non ha fatto niente di buono per sé stesso e per il prossimo ha paura della morte. Ne ha paura veramente. Ora se io nel corso della mia vita ho amato e sono stato amato non dico che non avrò paura della morte, ne avrò, ma in una misura non drammatica come per chi invece se ne va senza aver mai amato alcuno.

    Ognuno di noi ha dei progetti. Molti li porta a termine, altri no. Alcuni durano e diventano patrimonio dell’umanità, altri no. Non è questo l’importante. L’importante è comunque costruire. L’uomo che costruisce una famiglia non è da meno di uno che erige un impero industriale o che combatte contro il razzismo. C’è modo e modo di costruire. L’importante è costruire qualche cosa di bello, di giusto. Colui che invece non costruisce, che odia tutto e tutti, è chiaro che avrà paura della morte perché sa che non lascerà niente di buono.

    Il nano è figura allegorica, che incarna il Male, il Male assoluto.

    Dici bene: “vivi in mezzo agli uomini come se Dio ti vedesse e parla con Lui come se gli uomini ti udissero”. Ma quanti lo fanno veramente?
    Pochi. E’ questo il problema.

    Un bacione enorme Paciughina ^___*

    orsetto di VaNY

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  3. Fabio Padovan ha detto:

    ……………. ……. condivido. spietato.

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  4. Angelika ha detto:

    Beppuccio mio:-) Ci sono tante cose che mi spaventano e, almeno penso, sia umano avere paura di qualcosa che non si conosce. Perchè la Sig.ra Notte è la cosa più misteriosa dell’universo, dopo l’amore:-)Le tue poesie sono la salvezza e la guarigione, sempre…ed io adoro leggerle, sentirle. Me le godo proprio tutte, in cerchio e in perpendicolare, come dire che mi fai girare la testa:-)))
    Ti mando un bacetto rosso rosso. Tua Karamellina, sempre…
    che ti ringrazia per la riflessione e per come sei tu…Beppuccio mio:-))

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  5. vanessa ha detto:

    Monicelli è Stato un grande è rimarrà immortale .
    Comunque la vita deve essere capita in tutta la sua dimensione spirituale e materiale. Il valore della vita e la bellezza della consiste non solo nei piaceri, nella salute, nella gioia, nel ridere, ecc., ma anche nel soffrire, nella malattia, nelle persecuzioni, tribolazioni, ecc. Saper soffrire è riservato ai filosofi veri. Comunque, non si condannano i suicidi, poiché il dolore grande può togliere la lucidità alla mente ai deboli nello spirito. Anche, la sofferenza è un dono di Dio, che una volta capito, spalanca le porte del paradiso ..Io però non voglio soffrire soffro già a pensare e a vedere chi soffre.
    Buongiorno grande King
    ♥ vany

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