Mussolini Bompiani e Dell’Utri. I diari del Duce pubblicati da Bompiani. Dell’Utri è il solo a crederli originali!

Mussolini Bompiani e Dell’Utri

I diari del Duce pubblicati da Bompiani
Dell’Utri è il solo a crederli originali!

di Iannozzi Giuseppe

Il tentativo di riabilitare Mussolini, l’uomo e il politico, con tutti i metodi possibili, non è cosa di oggi. Nel corso dei decenni non si contano i tentativi falliti di dare un volto, seppur minimamente umano, al Duce italiano.

La riabilitazione del mostro italiano è diventata una macchina del marketing che ingrassa le pulegge del sistema editoriale e non. Purtroppo oggi nessuno si fa meraviglia che negli autogrill – e non solo – vengano venduti busti del Duce e altra paccottiglia del genere, paccottiglia che vende forte, sintomo questo che l’Italia ha ancora in sé devastanti radici littorie.

“Veri o presunti”: fra parentesi dopo il titolo questa sorta di avvertenza per i diari di Mussolini pubblicati da Bompiani. Il primo diario risalirebbe al 1939. Il primo volume riporta anche la riproduzione anastatica dell’intera agenda, affinché gli studiosi possano esprimersi sulla autenticità o meno del diario pubblicato. L’editore non assicura dunque l’autenticità del materiale pubblicato.

I diari di Mussolini, quelli che Marcello Dell’Utri indica essere autentici, sono stati detti da più parti un falso ideologico. Ciò non ostante Bompiani, quindi Elisabetta Sgarbi, a differenza di altri editori, ha deciso per la pubblicazione pur mettendo le mani avanti sulla loro autenticità.

Che siamo di fronte a una mera operazione di marketing è fuor di dubbio. Di contraffazioni la Storia dell’uomo ne è piena, sin dalla notte dei tempi. Ad esempio, ne “Il cimitero di Praga” di Umberto Eco (Bompiani), il protagonista è in realtà un falsario, uno che confeziona su misura documenti storici altrimenti inesistenti e che poi vende a destra e a manca per screditare il popolo Ebreo.

A questo punto occorre ricordare che nella sua famosa trilogia Oriana Fallaci, senza mezzi termini, parla di un piano in atto da secoli che il mondo musulmano starebbe portando avanti per scalzare la cultura occidentale. La Fallaci ci assicura che i maomettani stanno conquistando l’Occidente non con le armi bensì con i grembi delle loro donne: per la Fallaci le donne islamiche in Italia, come nel resto dell’Europa, sono dei “grembi” utili a seminare nell’Occidente libero i nuovi musulmani, quelli che saranno i nuovi padroni dell’Europa.

Le idee della Fallaci, per quanto impregnate di belluina rabbia più che di orgoglio, si contraddistinguono per un sin troppo riconoscibile sapore fantapolitico. Eppure le idee della scrittrice fiorentina non hanno mancato di dar vita ad accese polemiche. In pochi anni la Fallaci ha trovato tanti detrattori ma anche tantissimi accesi sostenitori. C’è chi oggi ha sostituito la Bibbia con le opere della Fallaci; e il successo delle idee della giornalista continuano a mietere vittime, forse oggi più di ieri.

E’ fuor di dubbio che l’Islam sia arrivato anche in Europa, ciò però non significa che il mondo islamico si sia lanciato alla conquista dell’Occidente. Il terrorismo islamico vuole distruggere e non colonizzare l’Europa. L’11 settembre 2001 ha dato la stura a una miriade di fantasie fantapolitiche ed, ahinoi, molte di queste sono state accettate al pari di verità assolute.

La civiltà umana ha conosciuto la commistione di razze e popoli nel corso della sua Storia. Pensare che in futuro popoli e razze non si mischino è ridicolo oltreché razzista. L’uomo non è più quello adamitico di 10.000 anni or sono. La superiorità ariana propagandata da Hitler e Mussolini non fu che un abbaglio: Hitler credeva nell’arianesimo, nella purezza della razza germanica. Hitler non si è (forse) mai preoccupato di approfondire quante e quante volte il popolo germanico nel corso dei secoli mischiò il suo sangue con quello di altri popoli. Lui, un ometto nero, sgraziato, imperfetto nel fisico, declamava la superiorità della presunta razza germanica bruciando milioni di Ebrei nei forni. Da sottolineare che i crimini del Fuhrer e del Duce sono gli stessi degli uomini di Stalin.

Marcello Dell’Utri è felice come una pasqua per la pubblicazione di quelli che lui soltanto crede siano i diari di Benito Mussolini: “Alla fine del 2006 un libraio antiquario di Bellinzona mi ha segnalato l’esistenza di alcuni autografi mussoliniani depositati nello studio dell’avvocato Gabriele Ferrari di Chiasso. Spinto dalla curiosità sono andato a vederli, pensando fossero lettere e carte sparse. Dalla cassaforte sono invece uscite cinque agende. Il professionista me le ha proposte a una cifra vertiginosa. Non mi ha detto di chi fosse la proprietà degli scritti ma me ne ha garantito la legittimità del possesso. Me ne sono venuto via, dopo aver fatto alcune fotocopie, utili per un eventuale expertise”. Stando a quanto riferisce Dell’Utri, egli avrebbe in seguito ricevuto una telefonata da un imprenditore di Prato: “Mi disse di avermi visto in tv, da Vespa. In quell’occasione avevo portato con me le fotocopie fatte durante la visita all’avvocato Ferrari. Mi chiese di riprendere a suo nome la trattativa che nel frattempo si era arenata a causa dell’altissima richiesta. Dopo lunga discussione sono riuscito a ridurre l’esborso a una cifra più accettabile. L’acquirente, assistito dall’avvocato Niccolò Rositani, portata in porto la trattativa, ha poi voluto depositare i diari presso la Fondazione ‘Biblioteca di via Senato’, dove ora si trovano e saranno messi a disposizione degli studiosi”.

Dell’Utri sostiene anche di conoscere a chi appartenevano i diari del Duce, che per gli studiosi sono dei falsi madornali. Si sostiene che le carte fossero in possesso dei figli di Renzo Bianchi (appartenente alla brigata garibaldina di Pier Bellini Delle Stelle, il famigerato “Pedro”), uno dei partigiani che arrestarono Mussolini a Dongo. Parrebbe che in quel frangente il Duce sia riuscito a conservare una valigetta contenente i diari oggi pubblicati da Bompiani, più che altro per far felice il senatore Dell’Utri, qualche vecchio repubblichino e forse un manipolo di giovani fascisti senza né arte né parte. In ogni caso i diari li avrebbe conservati Renzo Bianchi passandoli poi ai figli.

La storia di questi diari è raccontata nell’introduzione al primo volume pubblicato da Bompiani. L’introduzione non è però firmata. Tuttavia pare sia di un giornalista del Corriere, un certo Enrico Mannucci. Insomma, l’editore si trova in evidente imbarazzo.

Per Bompiani è una operazione di marketing: Elisabetta Sgarbi spera che siano in tanti ad acquistare i diari. E’ una imprenditrice, null’altro che questo. Non li avesse pubblicati Bompiani sarebbe stato un altro editore. E a ben vedere Bompiani fa soltanto la parte dell’editore cui poco o nulla interessa l’etica. Mondadori per contro pubblica biografie, biografie illustrate, diari, carteggi e altro ancora di Ernesto Che Guevara nonché gli scritti di Fidel Castro: perché? Perché Che Guevara vende e al pubblico interessa poco o niente che a pubblicarlo sia Mondadori, ovvero la famiglia Berlusconi.

Sin tanto che ci sarà un pubblico disposto ad accattarsi Mussolini, vero o falso che sia; sin tanto che ci sarà attenzione per Ernesto Che Guevara, gli editori siano essi di destra siano essi di sinistra continueranno a pubblicare e il primo e il secondo.

Oggigiorno l’editoria è business, in molti casi un business macabro vile e spocchioso. In verità nulla che non si sapesse già; l’editoria è malata e sa di esserlo ma continua a vivacchiare sul fanatismo di repubblichini fascisti e stalinisti incalliti.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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12 risposte a Mussolini Bompiani e Dell’Utri. I diari del Duce pubblicati da Bompiani. Dell’Utri è il solo a crederli originali!

  1. Angelo Paratico ha detto:

    Ci andrei cauto, ci sono secondo me alte probabilita’ che siano veri. Non che quanto Mussolini dice sia vero, ma che ne sia lui l’autore.
    Bianchi ebbe in consegna da Bill le borse di Mussolini e durante un comizio di Audisio nel 1952 lo accuso’ pubblicamente di aver sottratto dei documenti.
    Inoltre Bruno Mussolini li lesse e disse di essere sicuri che erano stati scritti dal padre.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Se sbaglio sbaglio insieme ad altri più valenti critici rispetto al sottoscritto. Francesco Perfetti si espresse con un forse. Ma Giovanni Sabatucci, Valerio Castronovo e Denis Mack Smith hanno parlato di un falso. La casa d’aste Sotheby’s li ha bollati per falsi senza né se né ma. Carlo Feltrinelli dopo attenta analisi li disse dei falsi e li rimise al mittente. Solamente Dell’Utri vuol farci credere che siamo di fronte a dei diari originali.

    Non è la prima volta che si scoprono dei diari. Già Vittorio Mussolini nel 57 disse veri una trentina di diari attribuiti a Benito. Una fumata bianca, dei falsi.

    Bompiani li ha pubblicati. Vabbe’. Senza firma l’introduzione e mettendo ben avanti le mani. Non so in che tiratura, ma credo sia piuttosto bassa: il rischio è grosso, soprattutto perché valenti storici hanno già detto chiaro e tondo che si è di fronte a dei falsi. Personalmente fossi stato un editore mi sarei rifiutato, perché non c’è nessuna prova a sostegno dell’autenticità di questi diari. Proprio nessuna.

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  3. Angelo Paratico ha detto:

    Grazie per la risposta.
    Anche Emilio Gentile li ha giudicati falsi. Vivendo all’estero non ho ancora potuto averne una copia in mano. Aspetto di riceverla e poi mi esprimero’ in merito.
    La cosa strana e’ la provenienza da parte della famiglia Bianchi, come ho gia’ detto sopra, questa e’ la cosa che mi fa maggiormente propendere per l’autenticita’. Altro fattore che mi convince della loro bonta’ e’ la gran quantita’ di errori contenuti nel testo. Molti grandi scrittori, quando non rileggono e non vogliono correggere, commettono errori. Sono pochi quelli che scrivono di getto senza sbagliare.
    Ma ammetto che mi piacerebbe che fossero veri, la casa editrice Mursia mi ha pubblicato un romanzo storico che segue questi avvenimenti, il titolo e’ BEN e il mussolini che esce dalle mie pagine e’ simile a quello di Dell’Utri.
    Saluti

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  4. Angelo Paratico ha detto:

    Altro punto interessante, Mauro Suttora, che ne ha curato l’uscita, fa un confronto con il Diario di Claretta Petacci proprio per il 1939, anche questo curato da lui. Credo che il suo pezzo sia su Oggi che sta ora in edicola. Nessuno puo’ dubitare dell’autenticita’ dei Diari di Claretta, dunque lo si puo’ usare come falsariga.

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  5. Angelo Paratico ha detto:

    Altro punto. Ho ricontrollato e quanto dice qui sopra mi sembra inesatto. Romano Mussolini non ha mai detto in rpecedenza che i diari apparsi negli anni cinquanta a Vercelli, erano autentici. Se conosce la fonte, per cortesia mi faccia sapere.

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La prima regola da seguire quando si vuol realizzare un falso è che questo non deve essere perfetto: gli errori grammaticali sono il primo elemento che viene prodotto in un documento contraffatto. Mussolini non era un genio delle patrie lettere: famosi sono i suoi strafalcioni che appaiono su innumerevoli articoli nonché documenti ufficiali. Tutti sanno che se in pubblico manifestava d’essere un fervente cattolico, nel suo boudoir bestemmiava come un ossesso. Questo primo diario ci restituisce un Duce da un volto sin troppo umano, diciamo pure santificato. Non dimentichiamo che siamo di fronte a un uomo che ha condannato milioni di persone a morte e che nel suo boudoir portava le donne ebree per violentarle prima di consegnarle ad Hitler, e tutto questo con il nulla osta di Pio XII che pur sapendo taceva perché ieri come allora precipuo era di salvaguardare il Vaticano. In ogni caso credo che lei queste cose le sappia bene essendo che ha scritto un romanzo, che vedrò di procurarmi.

    In ogni caso la pubblicazione di questi diari da parte di Bompiani forse apriranno un dibattito più ampio.

    Temo che il confronto con i diari di Claretta Petacci sia un po’ forzato. Se io tenessi un diario e lo confrontassi con quello della mia donna risulterebbe, con tutta probabilità, che siamo due persone a sé, diverse pur condividendo passioni interessi accadimenti quotidiani.

    Saluti

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non mi pare d’aver chiamato in causa Romano Mussolini, che si disinteressò di politica preferendo l’attività musicale. Solo nel 2004 parlò apertamente del padre Benito in un libro. Dei trenta diari venuti fuori intorno al ’57 invece il figlio Vittorio Mussolini li disse autentici. Come sappiamo poi si rivelarono dei falsi clamorosi.

    http://www.caslon.com.au/forgeryprofile1.htm

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  8. Angelo Paratico ha detto:

    Ha ragione, Vittorio e non Romano, avevo letto male. Grazie per aver pubblicato la copertina del mio libro.
    Questo programma di Rai1 mi sembra interessante, nel caso le sia sfuggito:

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e94f356d-253d-486b-ae78-46c1a1f67744-tg1.html

    complimenti per il suo giornale, molto ben fatto.

    Angelo

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  9. Angelo Paratico ha detto:

    Parlavo con il mio amico storico, Luciano Garibaldi, lui pensa che questi diari potrebbero essere quelli di Vercelli, che non vennero poi distrutti come stabilito dal tribunale. Lui non crede che le due signorine avessero la capacita’ di fabbricare integralmente tali falsi.

    Ricevuto e letto il libro. Credo siano dei “falsi d’autore” l’impressione e’ che li abbia scritti Mussolini fra il 1944 e il 1945 in fretta e furia. Varie banalita’ forse prese dai suoi vecchi diari e da ritagli di giornale e molta autogiustificazione per i posteri o i giudici di un processo.

    Un piccolo sommario qui:

    A favore:

    Grafia
    Carta
    Stile scrittorio
    Errori e sviste gravissime (neppure un falsario serio li avrebbe fatti)
    Acceno a una visita di Donovan (poi fondatore della OSS) al tempo della conquista dell’Etiopia, la cosa venne scoperta solo negli anni ’80.
    Provenienza da Lorenzo Bianchi

    Contro:

    Banalita’ diffuse
    Copia da giornali dell’epoca, a volte con fraintendimenti grossolani
    Parla (nel 1939) dei carri arnmati Tigre tedeschi, apparsi nel 1942. Questo fa cascare l’asino…segno che qualcuno ha riscritto tornando indietro.

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  10. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Purtroppo una notevole pecca di questi diari pubblicati da Bompiani sta anche e soprattutto nella riproduzione anastatica delle pagine dei diari: viene riprodotta “la calligrafia” ma non la pagina per intero del diario con le sue macchie, le eventuali macchie sulla carta, i bordi della pagina… Sarebbe stato doveroso “fotografare le pagine una per una del diario” e mettere il tutto in appendice. Così invece si ha su una pagina linda immacolata la riproduzione della calligrafia punto e basta: manca tutto il resto, “la pagina”. Per poter fare uno studio un minimo serio bisognerebbe avere in mano i diari originali: bisognerebbe esaminare la carta, l’inchiostro, la rilegatura del diario… la calligrafia da sola non basta per stabilire alcunché. La riproduzione anastatica (!!!) è stata fatta in maniera dilettantesca. Serve a poco la copia anastatica fatta così.

    In ogni caso ci sono davvero troppi errori, anche per Mussolini che sugli svarioni da lui prodotti ha fatto anche la sua fortuna.
    Molte date non sono leggibili o desumibili.
    Alcuni gravi anacronismi che chiunque abbia un po’ di nozioni storiche smaschera con facilità.

    La grafia è imitabile. In alcuni punti approssimativa anche per una persona che scrivi in fretta e furia.

    La mia impressione è che siano stati confezionati in tutta fretta. Da Mussolini stesso? E’ una ipotesi. Ma perché mai Mussolini, oramai in cuor suo certo, che sarebbe stato processato si sarebbe impegnato a produrre 5, forse 6 diari? per il solo gusto che qualche storico in un imprecisato futuro riabilitasse la sua immagine agli occhi del mondo almeno parzialmente? Non mi sembra verosimile.

    In ogni caso è auspicabile che se ci saranno nuove edizioni del diario la copia anastatica sia fatta con molta più cura.

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  11. Angelo Paratico ha detto:

    Caro Giuseppe
    Concordo. Io vedrei bene una perizia calligrafica ben fatta sugli originali. Una squadra di 3/4 specialisti, cosi’ questo mistero verra’ svelato.
    Angelo

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  12. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Caro Angelo,

    Non so se Bompiani abbia fatto o meno questa perizia calligrafica. Ma temo di no, altrimenti avremmo un volume con una prefazione firmata, dove l’editore dichiara che trattasi dei diari di Mussolini senza né se né ma, dove la copia anastatica dei diari sarebbe completa e non parziale, basata solo sulla “calligrafia”, omettendo tutto il resto. In certi casi la pagina tutta è importante per stabilire l’autenticità o meno di un documento.

    giuseppe

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