‘No’ al negazionismo della Shoah. Il Ddl Mastella

“No” all’ideologizzazione della superiorità razziale

di Iannozzi Giuseppe

[ redatto il 27/01/2007 ] Chi da oggi nega l’Olocausto potrebbe essere perseguito penalmente. E’ quanto prevede il Disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri. Da sottolineare senza ambagi che trattasi di un provvedimento che non fa diretto riferimento al negazionismo della Shoah; piuttosto fa riferimento “ai delitti di istigazione a commettere crimini contro l’umanità e di apologia dei crimini contro l’umanità”.

“Un passo in avanti in una battaglia doverosa di cultura e civiltà, voluto da tutto il governo, un provvedimento importante per combattere ogni forma di discriminazione”: così si è espresso un più che soddisfatto Clemente Mastella.

Dunque: unanimità in Consiglio dei Ministri, e gli applausi delle comunità ebraiche.

Tuttavia qualche malumore contro l’iniziativa di Mastella continua a serpeggiare: il sindaco di Roma, Walter Veltroni, il ministro Fabio Mussi e i socialisti Roberto Villetti e Margherita Boniver non sono favorevoli, per loro il Ddl Mastella non è del tutto buono. Difficile se non impossibile comprendere le ragioni di un simile atteggiamento. Nel testo non compare la parola “negazionismo” e non c’è neppure la “circostanza aggravante” prevista in una bozza alternativa del ministero della Giustizia, poi accantonata. La bozza infatti intendeva punire anche coloro che avessero sostenuto apologia e istigazione a commettere reati contro l’umanità “negando, in tutto o in parte” l’esistenza delle condotte riconducibili ai genocidi e ai crimini contro l’umanità, così come previsto dagli articoli 6 e 7 dello Statuto della Corte penale.

Stupisce, ma in realtà non stupisce proprio per niente: anche Rifondazione Comunista era pronta a dire di “no” al Ddl Mastella: “Un testo che produrrà un effetto boomerang, perché permetterà ai negazionisti di farsi pubblicità e che rischia di legare la libertà di pensiero alle maggioranze politiche”. Così recitava il comunicato preparato da Daniele Farina (Prc). Non è stato specificato nell’attuale Ddl Mastella un reato contro il negazionismo storico: in sostanza è stato ripreso in mano il decreto Mancino risalente al lontano 1993, che nel 2006 era stato modificato dalla legge sui reati di opinione varata dalla Cdl, ed è stato ripristinato il carcere fino a tre anni – senza più l’ammenda fino a 6.000 euro in alternativa alla reclusione – per chiunque diffonda in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o l’odio razziale o etnico, ovvero inciti (detenzione da 6 mesi a 4 anni) a commettere o commetta atti di discriminazione… Il decreto Mancino ora ripristinato in tutte le sue parti prevede in luogo della “propaganda” la condotta della “diffusione” e l’“incitamento” invece dell’“istigazione”.

Dalla relazione tecnica al Ddl: “Reprimere con efficacia ogni forma di esternazione sulla superiorità e l’odio razziale che assuma caratteristiche di diffusività nell’ambito del tessuto sociale tali da cagionare un serio allarme in ordine alla possibile successiva  realizzazione di atti di discriminazione”. Sarà dunque compito dei giudici decidere se, e come, rafforzare l’interpretazione della norma.

Il portavoce della Comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici, ha espresso il suo apprezzamento: “Plaudiamo all’iniziativa del ministro Mastella e siamo lieti che un argomento così delicato e importante abbia trovato l’unanimità nel nostro governo”. Pacifici, poi, si augura che l’Italia faccia da apripista “per il provvedimento chiesto da Angela Merkel, presidente di turno della Ue, per tutti i 27 Paesi dell’Unione”.

Il progetto amplia e rende più severe le norme per quanti propagandino la superiorità razziale, e quanti commettano, o incitino a commettere, atti persecutori. Il Ddl prevede che venga punito con una pena sino a tre anni chiunque diffonda idee sulla superiorità razziale e prevede inoltre una pena dai sei mesi a quattro anni per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell’identità di genere.

Il Disegno presentato dal Guardasigilli prevede inoltre che gli assegni vitalizi per i perseguitati politici e razziali non incidano sui limiti di reddito, quindi d’ora in poi sarà possibile il riconoscimento dell’assegno e della pensione sociale indipendentemente dal reddito.

Spiega il Ministero della Giustizia:Il Ddl presentato dal Guardasigilli, prevede che gli assegni vitalizi per i perseguitati politici e razziali non incidano sui limiti di reddito. E’, quindi, ora possibile il riconoscimento dell’assegno e della pensione sociale indipendentemente dal reddito. Il Ddl include il finanziamento di un programma internazionale di educazione sull’Olocausto. Col provvedimento viene, infine, istituito un Osservatorio sull’antisemitismo in Italia”.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha messo in guardia da ogni possibile indizio di rigurgiti antisemiti, anche quando sono travestiti da antisionismo. Il Capo dello Stato ne ha parlato in occasione della cerimonia al Quirinale, per il giorno della memoria: hanno partecipato il presidente del Senato Franco Marini, il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il presidente del Consiglio Romano Prodi, il presidente della Corte costituzionale Franco Bile, il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, il sindaco di Roma Walter Veltroni, il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna.

Il Capo dello Stato Napolitano ha ringraziato gli studenti che hanno partecipato e vinto il concorso “I giovani ricordano la Shoah”: “Col vostro appassionato contributo possiamo combattere con successo ogni indizio di razzismo, di violenza e di sopraffazione contro i diversi, e innanzitutto ogni rigurgito di antisemitismo. Anche quando esso si travesta da antisionismo: perché antisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello Stato ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza, oggi, al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele”.

Previsto inoltre il finanziamento della “Task force for international cooperation on holocaust education”, nata nel 1998 per promuovere e rafforzare i programmi educativi sulla Shoah, e alla quale l’Italia ha aderito nel 1999. Infine, un Osservatorio sul fenomeno dell’antisemitismo in Italia verrà istituito presso la presidenza del Consiglio

Dunque: della nuova e ultima versione del disegno di legge rimangono quasi convinti anche Veltroni, il ministro Mussi ed Angius, che, seppur concordi nell’ammettere la necessità di combattere il negazionismo, si mostravano restii ad accettare l’idea di creare un reato a sé stante. Un’idea questa che, da Destra, veniva percepita come “una misura (…) anacronisticamente illiberale”, per dirla con le parole usate da Margherita Boniver di Forza Italia.

In ultimo, ma non per questo meno importante, anche quei 200 storici (dissidenti) che non volevano il Ddl, alla fine, nella stesura finale del documento si sono detti d’accordo.

Per Valerio Evangelisti, in “Una legge assurda, inutile, controproducente” (24 gennaio 2007): “Togliere per legge la parola di bocca ai “negazionisti” dell’Olocausto è superfluo. Sarebbe più utile contrastarne le tesi. […]David Irving ha fatto i suoi mesi di prigione, in una delle tante carceri europee. Ciò forse lo ha spaventato, forse no. Non sembra affatto pentito.
E’ più logico tenerlo dentro e trasformarlo in martire, in attesa di un pentimento che non viene, o è più razionale cercare di demolire le sue tesi? Può uno Stato fare propria un’interpretazione storiografica, e imporla per legge? Se la risposta è sì, la piantino i sedicenti “liberali” di criticare l’ex sistema sovietico, o il cubano, o il cinese, o il vietnamita. La logica che li ispira è la medesima. […] Si colpisca l’antisemitismo, se necessario (e a patto di non chiamare “antisemita” ogni critica alle politiche del governo di Israele: si veda il bel libro di Norman Finkelstein Beyond Chutzpah). Però, per favore, non si ricorra al bavaglio e alla galera, che finiranno per rafforzare ciò che si vuole reprimere. Di revisionismi, in giro, ce ne sono già troppi. Sarebbe stupido conferire, al più sordido fra i tanti, la palma del martirio e la derivante onorabilità.”

Si può solo sperare che quanto affermato da Valerio Evangelisti sia frutto di un momentaneo abbaglio: può capitare a tutti di avere le idee un po’ confuse. Ma se dovesse restare sulle sue posizioni, ahinoi, non sarà da solo, difatti non è l’unico che ancora non vuole accettare (digerire) il Disegno di legge. Forse non ha compreso che il Ddl sarà comunque, e in ogni caso, un deterrente contro la propaganda razzista; forse non si è reso conto che già oggi in Rete circolano migliaia di idee xenofobe; forse ha dimenticato, o non è a conoscenza, che la Rete è piena di siti che insegnano agli spostati di testa a costruire armi  di vario genere incitando all’odio razziale; forse non si è ancora reso conto dall’alto della sua vetustà che “demolire le tesi” è un’utopia irrealizzabile, perché solo in campo fantascientifico è possibile operare trapianti di cervello, mentre noi che viviamo la realtà sappiamo bene che un fascista muore fascista e mai santo; forse… In fondo è solamente la legittima opinione di uno scrittore di fantascienza: non penso dunque che saranno in molti a prendere sul serio le sue parole.

Ma a questo mondo tutto, purtroppo, è ancora possibile.

Alla vigilia della Giornata della Memoria, presso Arezzo, durante la notte è stata presa di mira una collinetta, che nell’Ottocento ospitava un cimitero ebraico; oggi quel cimitero è  ricordato da un ulivo con sotto una lapide. Qualcuno ha tagliato tutti i rami dell’ulivo lasciando due striscioni: su uno “10, 100, 1000 Shoah”, sull’altro “Priebke libero”. E un simbolo nazista per firma. Vigili urbani e agenti della Digos sul posto, nel tentativo di risalire alle identità dei vandali. “Un atto di una gravità assoluta che non può essere liquidato come una semplice provocazione politica. Danneggiare l’ulivo nel cimitero degli ebrei è un atto di una vigliaccheria etica assolutamente impensabile: sono stati colpiti i simboli della pace, della tolleranza, del popolo ebraico”: così commenta, in una nota, il Sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani.

Da ricordare che Arezzo è una delle città coinvolte nel programma 2007 per la “Giornata della memoria” organizzata dalla Regione Toscana. La manifestazione toccherà Arezzo il 14 aprile per dibattere il tema “Dalle guerre di decolonizzazione alle guerre attuali”.

Purtroppo di simili atti vandalici, da parte di neonazisti e neofascisti, tanti nel corso degli anni sia in Italia che altrove: non è un fenomeno isolato, una piaga di pochi malati di mente. Oggi più che mai bisogna combattere il razzismo e ogni forma di intolleranza: le sole idee non sono in grado di affossare le idee malate della xenofobia, occorrono dei deterrenti, e il Ddl Mastella lo è. E’ un primo passo affinché chi oggi crede ancora nella superiorità d’una razza venga punito: un primo passo, perché occorrerebbero davvero leggi più severe contro chi inneggia all’odio razziale, alla superiorità, e ad altre fandonie del genere. C’è poi da notare che chi compie atti vandalici non sa quasi mai niente della Shoah; perlopiù sono giovani a cui è stata inculcata l’idea che i presunti ariani sarebbero i migliori, giovani che sin da piccoli hanno ricevuto questo imprinting. E se non sono degli ignoranti completi, l’imprinting ricevuto è così forte da non poter essere cancellato con la sola ragione, con un “demolire le tesi”.

Per chi crede nella superiorità razziale, per chi osa portare a termini simili atti di vigliaccheria, occorre qualche cosa di più pratico che non una semplice tirata di orecchi e una sculacciata.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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