Gordiano Lupi e le cattive storie di provincia. Intervista all’autore a cura di Iannozzi Giuseppe

Intervista a
Gordiano Lupi

Cattive storie di provincia

a cura di Iannozzi Giuseppefonte: jujol.com

Gordiano Lupi

1. Cattive storie di provincia è una raccolta di racconti mai a lieto fine: si spazia dall’horror puro al thriller, dall’erotico sanguinario al dark più classico, per sfociare infine anche in una verve splatterosa, come in Oltre ogni limite. C’è un fil rouge che lega i racconti, e se sì quale?

Il filo conduttore è il lato oscuro della provincia, che non può essere più considerata un’isola felice. Al giorno d’oggi sono frequenti i delitti in famiglia, le esplosioni di violenza, i fatti di sangue, prima riservati a realtà metropolitane. I racconti sono horror, fantastici, noir… ma il legame è la provincia italiana. Oltre ogni limite – strano a dirsi – è un fatto vero leggermente romanzato…

2. I racconti prendono spunto da fatti realmente accaduti, almeno in un caso. Gli altri sono frutto della fantasia; tuttavia ognuno di essi, con un approccio diverso di volta in volta, mette il dito nella piaga di quei problemi sociali che infestano la società odierna. Oltre ad essere delle storie per divertire e spaventare il pubblico, sono anche qualche cosa di più, forse una denuncia…?

Un ragazzo di nome Simone e Oltre ogni limite sono due fatti veri romanzati. Gli altri no, raccontano storie che potrebbero accadere, ma sono frutto della mia fantasia. Non scrivo per fare denunce, ma seguo un’esigenza interiore. Forse nel periodo in cui ho scritto questi racconti (2000 – 2008) mi sono occupato molto di cronaca nera e questa cosa mi ha condizionato a livello inconscio.

3. Il tuo stile è molto diretto, privo di fronzoli ed è a mio avviso ben lontano da ambizioni letterarie: per te è molto più importante narrare, arrivare al punto utilizzando poche parole e periodi brevi. Qual è il motivo di questa scelta? Quali sono i vantaggi per te scrittore e per chi ti legge?

Bisogna mettersi d’accordo su cosa s’intende per letteratura. In ogni caso è vero. Il mio stile è volutamente semplice. Ci terrei a dire che tutti gli scrittori che amo scrivono semplice e non credere che sia così facile scrivere senza fronzoli…

4. La narrativa horror, e più in genere la narrativa di genere, che cosa può offrire di più al lettore rispetto a scrittori classici quali Alberto Moravia, Primo Levi, Ernest Hemingway ad esempio? E qual è per te, Gordiano Lupi, la differenza fra narrativa e letteratura?

Non credo di scrivere narrativa di genere. Racconto storie, ma il mio horror non è lo stesso horror che scrivono Alda Teodorani o Chiara Palazzolo. Ogni scrittore ha il suo stile. Credo che sia importante che un lettore possa dire: questo racconto l’ha scritto Gordiano Lupi, è il suo stile. Tutto il resto lo lascio ai critici. Alberto Moravia, Primo Levi ed Ernest Hemingway sono tre autori immensi che ho letto e amato. Non possiamo fare paragoni blasfemi…

5. I tuoi autori preferiti, quali sono e perché?
Solitamente questa è una domanda che pongo a inizio intervista, giusto per riscaldare l’animo dei lettori e quello dell’intervistato anche. Tuttavia oggi mi andava di cambiare, diciamo così.

Leggo di tutto. Gli autori preferiti sono cambiati nel corso degli anni. Adesso leggo soprattutto cubani, per deformazione professionale: Yoani Sánchez e Alejandro Torreguitart (che traduco), Pedro Juan Gutierrez, Padura Fuentes, Abilio Estevez… Tra gli italiani si va da Giovanni Pascoli a Pierpaolo Pasolini, passando per Alberto Moravia, Italo Calvino, Primo Levi, Carlo Cassola, Aldo Zelli (ho scritto la sua biografia), Cesare Pavese… L’elenco non è esaustivo, per l’horror mancano Edgard Allan Poe, Lovecraft, Le Fanu, Polidori e pure il primo King, quello di Misery…
Mi fermo!

6. A tuo avviso, perché ancora oggi, in una società sempre più massacrata dall’orrore delle guerre, della fame, delle carestie, dei regimi dittatoriali, la gente comune sente il bisogno di annegare la propria anima in una dimensione orrorifica?

Domanda alla quale ho risposto milioni di volte. Per esorcizzare le proprie paure. L’horror visto e letto non alimenta violenza. Tutt’altro. È una valvola di scarico, uno sfogo liberatorio per le pulsioni violente che ognuno di noi tiene dentro.

7. Da un po’ di tempo a questa parte è in corso una piccola polemica intorno al New Italian Epic.
Ti chiedo a bruciapelo: condividi il manifesto portato in libreria dal collettivo Wu Ming? I tuoi romanzi, i tuoi racconti, potrebbero rientrare a pieno diritto in quel guazzabuglio di idee esposte dai Wu Ming e dai loro (pochi) seguaci?

Per favore non parlarmi dei Wu Ming. Ho scritto cosa penso di loro su Nemici miei, edito da Stampa Alternativa e non vorrei ripetermi. Recentemente mi hanno fatto perdere un amico…

8. Le tue storie sono ambientate in una Toscana che, per certi versi, oserei definire vittoriana: possibile che l’Italia sia così, un paese dove il Male domina imperterrito in ogni suo angolo? Par quasi che il messaggio gridato fra le righe sia: “E’ inutile cercare il Bene, perché è stato sconfitto tanto ma proprio tanto tempo fa e voi non ve ne siete resi conto”.

Uno scrittore si guarda intorno e scrive. Non credo che l’ambiente descritto da un racconto come Il Palazzo sia molto lontano dalla realtà. Non si tratta di dividere il bene dal male, ma di tuffarsi a piene mani nel mondo esterno. Non condivido le fughe dal reale e sono un convinto assertore di quello che può essere definito un realismo magico alla sudamericana.

9. A chi consiglieresti di leggere avidamente Cattive storie di provincia?
In veste di autore prova a convincere il pubblico che se avrà fiducia nella tua scrittura non lo deluderai.

Cattive storie di provincia potrà piacere a chi cerca storie che si leggono con rapidità ma che non rinunciano a far pensare. Il lettore ideale è un amante della narrativa tradizionale, di racconti e romanzi scritti sul solco dell’insegnamento della narrativa italiana degli anni Settanta – Ottanta. Niente sperimentalismi, ma solo narrazione pura.

10. Il tuo prossimo romanzo sarà…?

Torno a Cuba, il mio luogo ideale per ambientare romanzi. A maggio uscirà Il giustiziere del Malecón per Eumeswill e a novembre Una terribile eredità per i tipi di Perdisia, collana diretta da Luigi Bernardi. Sono due noir scritti (come Avana Killing – uscito in edicola qualche mese fa) per raccontare la Cuba di oggi. Vorrei aggiungere che il 15 aprile esce Cuba libre di Yoani Sánchez per Rizzoli e che io sono il traduttore. Si tratta di un libro che sento molto mio.

Grazie, Gordiano Lupi. Sei stato molto gentile e paziente nel rispondere alle domande, anche a quelle più provocatorie o imbarazzanti.

Grazie a te! Scusa se pure io a volte non ho risposto in modo diplomatico. Ho un caratteraccio, ormai me ne sono convinto, perché me lo dicono tutti. Ciao, Gordiano.

L’autore:

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007) e Adiós Fidel – all’Avana senza un cazzo da fare (A.Car, 2008). I suoi lavori più recenti sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Cannibal – il cinema selvaggio di Ruggero Deodato (Profondo Rosso, 2003), Un’isola a passo di son – viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura (Stampa Alternativa, 2004 – due edizioni in un anno), Orrore, erotismo e pornografia secondo Joe D’Amato (Profondo Rosso, 2004), Tomas Milian, il trucido e lo sbirro (Profondo Rosso, 2004), Serial Killer italiani (Editoriale Olimpia, 2005), Nemici miei (Stampa Alternativa, 2005), Le dive nude – Il cinema di Gloria Guida e di Edwige Fenech (Profondo Rosso, 2006), Il cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari – in collaborazione con Fabio Zanello – (Profondo Rosso, 2006), Filmare la morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci (Il Foglio, 2006), Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Sexy made in Italy – le regine del cinema erotico degli anni Settanta (Profondo Rosso, 2007), Coppie diaboliche – dal delitto di Marostica al giallo di Omegna – 34 casi di «crimine a due» 1902-2006 (in collaborazione con Sabina Marchesi – Editoriale Olimpia, 2008), Dracula e i vampiri (in collaborazione con Maurizio Maggioni – Profondo Rosso, 2008), Avana killing (Sered, 2008 – in edicola), Mi Cuba (Mediane, 2008) e Delitti in cerca d’autore (I.D.I., 2008 – in edicola), Una terribile eredità (Gruppo Perdisa editore, 2009).
Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come Cominciamo bene le storie di Corrado Augias (libro Serial killer italiani), Uno Mattina di Luca Giurato (libro Serial killer italiani), Odeon TV (trasmissione sui Serial killer italiani) e La Commedia all’italiana su Rete Quattro (dove ha parlato di Gloria Guida e di commedia sexy). È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche in Italia e Svizzera per i suoi libri e per commenti sulla cultura cubana. I suoi libri sono stati oggetto di numerose recensioni e segnalazioni che si possono leggere al sito http://www.infol.it/lupi/

Il blog di Gordiano Lupi: http://www.infol.it/lupi/

Cattive storie di provinciaGordiano Lupi – Introduzione dell’autore in forma di racconto – Studio di copertina di Sasha Naspini – Edizioni A.Car. srl – Collana Brividi & Emozioni – Pagg. 175 – ISBN: 9788889079799 – Prezzo: € 15,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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