Merlino e Morgana. Poesie per Halloween

Merlino e Morgana
Poesie per Halloween

di Iannozzi Giuseppe

Merlino e Morgana

Se mi faccio prete
tu diventi suora
Dolcetto o scherzetto?
Sul retro del convento
c’è un cimitero, un autunno
che dura da un’eternità

Dimmi, è questo che vuoi?

Morgana, Merlino non aspetta
Non mi riconosci forse,
dall’aspetto? E quali Parche
t’hanno ordinato
di rompermi la zucca in due?

Se sei una strega
io sono un mago
quando dagl’avelli rubo fiori

Sarebbe il caso
che mi abbracciassi forte,
più forte della Morte
se davvero a me ci tieni

Aspetto te, Morgana
Un tuo bacio in cambio
del mio più bel fiore

Amami ancora

Bimba, amami ancora
Amami prima che ceda alla pazzia
Non m’interessa il Sole,
non me ne frega un piffero della Luna
Ho un chiodo fisso solamente e sei tu

Bimba, non dirmi di no
I limoni gialli non fanno la felicità
e le mele non allontanano il dottore
Tutto quello di cui ho bisogno
Tutto quello che amo
Tutto quello che voglio
è il tuo faccino che s’affaccia sul mio
di vecchio brontolone

Ho provato mille volte a contar le stelle
Però non sono mai riuscito a cadere
in un sonno profondo senza sogni
Ho sparato al cielo e alle sue nuvole
pregando di accoppare un angelo,
ma mi ha sempre detto male

Giù in paese
mi son fatto una brutta reputazione davvero
Tutti mi scansano quando passo, dicono
che sono un corvo nero e forse han ragione

Bimba, vieni a metter un po’ d’ordine
Casa mia è tutta a soqquadro
Bimba, sono solo un povero diavolo
che cerca un po’ d’affetto che m’incastri,
– un amore pulito proprio come il tuo –
per questo ti prego di venire a scopare
Non puoi immaginare quant’è difficile
ogni giorno menare calci in culo a topi
e venditori di Bibbie
Non la reggo più questa vita d’inferno

Non la reggo più
Ho bisogno di una come te
che mi leghi alle mie responsabilità
o impazzirò… o impazzirò senza manco
ricordarmi il perché

Bimba, vieni a scopare a casa mia
Ho davvero tanto bisogno d’una bambolina
che mi raddrizzi la schiena a colpi di scopa

Bambolina, porta qui il tuo sorriso
Porta da me il tuo sederino
Non mi far impazzire, non lo sopporteresti
Vieni qui da me, raddrizzami come si conviene
e sarò per sempre giocattolo nelle tue mani

Vieni, vieni, vieni a consolare la mia grande pena
Non ti chiedo poi molto, solo il giusto
per due che come noi si amano in profondità

Voi che tutto pretendete

Voi che tutto pretendete
senza una briciola mai dare
lontano per Giuda,
lontano dalla mia vista.

Non bussate alla mia porta
con quelle vostre mani
di chiacchiere colme
buone solamente
sù cessi e deretani altrui.

Non insozzate l’uscio mio
con preghiere guaiti ragli:
mostri da bestiario siete,
non altro. Non altro, per Dio.

Non son nato per esser bruto,
schiavo in catene obbediente
bastonato e sottomesso,
considerato meno
d’un mulo di fatica, d’uno
scribacchino di lingua muto.

E sopra tutto
non osate accomodarmi
lungo disteso al vostro livello,
non osate né ora né mai
seppellire il nome mio
col vostro sì sporco.

Balla lo Schiaccianoci per me

Dicono che volere è potere,
però tu a ballare lo Schiaccianoci
non ti fai mai vedere
Per questo apro le finestre
e lascio volar via i miei cigni

Domani nel Giorno dei Morti
spalancheranno le porte ai vivi;
gli avelli saran divelti dai pianti
e più d’uno avrà motivo di morire
alla vista dell’orrore disseppellito

Non hai mai voluto venir con me
sù in collina a leggere il Boccaccio;
a distanza d’anni m’interrogo ancora
Più volte eri a ballare in balera
insieme a tanti coi baffi lunghi,
allegra mostravi le gambe
e il generoso petto lo davi al vino

Son tante le cose che insieme
non abbiam fatto, chissà perché
Ma domani è il Giorno dei Morti
e i vecchi amici si faran vivi,
porteranno dolci e vino in quantità
E io conto di vederti ballare col tutù
circondata da mulinelli di foglie gialle

Dicono che volere è potere
Con l’amore è tutto così strano,
non trovi anche tu?

La solitudine della Strega

Or che sei Strega
l’imago tua nello speglio
non puoi rifiutare;
dal mondo bandita
di nero vestita
nelle notti senza luna appari
facendo morire lo sbadiglio
in petto al disgraziato
che gl’occhi per sbaglio
per un momento soltanto
nei tuoi fissa.

Di brace ardente lo sguardo
niuno risparmia; atterriti
i bambini senza posa piangono
mentre ai loro piedi
formandosi va gialla gialla
una pozzanghera di paura.
Viperina la lingua tua li invita
a tacere per non cadere
in disgrazia più grave. Sì sordo
è quell’Iddio che si dice
stia tranquillo nei Cieli assiso:
mai preoccupato, non vede dabbasso
lo sconquasso che la tua risata
nel mondo ha portato;
incespicano i pedoni, l’uno
sull’altro cadono manco avessero
i lacci delle calzature in malo modo
legate.

Mai una lagrima gentile giù
sul tuo viso; solo cachinni lanciati
tra valli e montagne insieme agl’ululati
dei lupi affamati, animali
che le carni brano a brano straziano
dell’innocente e dell’assassino
con ugual fervore.

Di te, Strega, tutti han il terrore.
Ma quando la festa è finita
il trucco non si leva, e sol ti resta
di tornare a casa tua sola soletta
senza un’anima che t’aspetta. Per questo
or mi sorge il dubbio atroce
su chi sia infine il più disgraziato:
l’uomo che davanti a te se la fa sotto,
o la donna che in te c’è e che stregata
è rimasta dalla fama in lungo e in largo
sparsa come semenza senza decenza?

Bugiardi

Ora che la porta s’affaccia sull’Inferno
vedo bene le facce bugiarde che avete

Ora che la porta ve la sbatto sul naso
capisco che maledire non fu abbastanza

Per favore!

Se al Diavolo chiedete un favore
per piccolino che sia, sempre bene è
accertarsi che gonfie sian le tasche

Zuccone

di RomanticaVany & Iannozzi Giuseppe

Ma che c’hai in quella zucca?
Non starmi col fiato sul collo,
non m’avrai mai, zuccone!

Se immagino il tuo sudore
quando ti sciogli in passione,
mi sciolgo pur’io.
Ma son fatta come sai,
di cielo e nuvole.

Ma che c’hai in quella zucca?
Cerca pure negl’occhioni miei blu,
la pioggia non m’ha cambiata.
Inutile che danzi tra polvere e foglie,
la chiave che apre la porta
non te la dò.

Tu che non raccogli il sussurro,
il sogno impigliato
fra le ciglia, non m’avrai mai.
Zuccone, zuccone sei!

L’alba presto di nuovo sarà
a infiammar occhi e core;
ed io per te sol sarò
morte e sole,
nuvole e vento,
dolcetto e scherzetto.

Allora sì,
sul collo mio il fiato tuo
tornato per tempo calmo
ancor mi racconterà storie
di carovane affogate nella clessidra,
di scheletri e rane, di latte e miele.

Vany la Streghetta

di RomanticaVany & Iannozzi Giuseppe

La Streghetta è arrivata
con l’ampolla preparata.
Ha bollito per tante ore
un ricco succo d’amore.

Di odori ne ha mille:
di spremuta di limone
di erba tagliata,
di fuoco e faville.

Non ha lei un boudoir,
né letti né vestiti alla moda,
ha però lunghi neri cappelli
che sulle dolci spalle
le scendono piano
fino a sfiorarle
il sederino a mandolino.

A pieni polmoni dall’intorno
ruba l’aria convinta che sol così
l’amor in petto le entrerà.

Di coraggio gonfia la pancia,
fa correre veloci le gambe
e gl’occhi suoi bellissimi
all’improvviso sù di te
che l’aspetti sgranerà.

Amala, ma sii moderato!

La Streghetta,
seppur tanto tanto bella,
nociva è alla salute
di quel maschio
che per sé la vuole
negandole la libertà…
Della sua stregonesca pozione
due gocce al giorno dunque
e non di più, avrai così
intorno a te la giusta felicità.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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9 risposte a Merlino e Morgana. Poesie per Halloween

  1. vanessa ha detto:

    La streghetta, è arrivata,
    con l’ampolla preparata.

    […]

    Buona festa !! ♥ vany

    Mi piace

  2. vanessa ha detto:

    Le tue poesie : “carezze d’autunno”.
    Molto, molto belle.

    Bacini e leKKatine 😉
    vany

    Mi piace

  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Gattina indifesa, e le nostre di poesie non ti piacciono?

    Sù, non esser timida, vieni fuori dal cestino. 😉

    LeKKatine e koKKoline ♥ ♥ ♥

    orsetto di Vany

    Mi piace

  4. vanessa ha detto:

    Un giorno sognai un poeta,che sapeva parlarmi e scrivere d’amore,e che leggeva libri ingialliti che non si leggono più.
    Mi diceva di,aeroplanini persi nel cielo, di pensieri volati nel vento che avvolgevano il mare,che la notte silenziosa e lenta gli permetteva di colorare. Io a lui raccontavo di castelli, cavalieri e fate, di principi a cavallo, dei primi batticuori e fu così che nacque l’intreccio di te e me, troppo bello,troppo spettacolare.
    Sono belle le nostre poesie forse perché dentro c’è un po’ di cuore.

    Buona serata e dolce notte e che un miliardo di stelline illuminano i tuoi sogni!
    😉 vany

    ♥ vany

    Mi piace

  5. vanessa ha detto:

    LeKKatina! ♥ vany

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Se tu ci hai messo il cuore, ed è vero, io ci ho messo quel po' di sana diabolicità che fa. 😉

    Amoruccio, voglio un bacino ♥ ♥ ♥ Sai bene quanto ne sono ghiotto.

    orsetto di VaNY

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  7. vanessa ha detto:


    LeKKatine in quantità 😉

    ♥ vany

    Mi piace

  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    >
    Ma come?
    Mi auguri la buona serata
    senza aver letta una parola
    delle tante cose che eppur
    ho vergato?

    Credo bene
    che mi viene il blues

    😥

    Fa’ la nanna, ma l’orsetto è triste.

    orsetto tristissimo

    Mi piace

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