Bunga Bunga (Ballata per Silvio)

Bunga Bunga

(Ballata per Silvio)

Mi consenta, telefono subito al Quirinale
In quattro e quattr’otto le mando il mio dottore
La rimetterà in piedi
con un unico grande colpo della sua bacchetta
E’ un mago, gliel’assicuro
Ha rimesso in piedi pure me
Ieri ero giusto un presidente operaio,
oggi un dongiovanni incallito
Non fosse per i tacchi a spillo che giudicano la mia statura
glielo giuro, sarei uguale uguale a ufficiale gentiluomo

Accorro sempre quando c’è una Venere nei pantani
Aiuto il povero e il disgraziato in egual modo
E’ per questo che come ariete mi scaglio contro la Magistratura
Vorrebbero mettermi in galera quei morti ammazzati,
come scimpanzé abituato a masticar noccioline americane

Mi consenta, le mando il mio dottore
Basta un colpo di telefono e s’aggiusta tutto
Lei, Signorina, forse non lo sospetta
ma m’è venuta la tendinite a forza di chiavate qua e là
Mai un momento per farmi i cazzi miei
Gliel’ha assicuro, a forza d’accompagnar minorenni
non so più a che santo votarmi
Mi fido a malapena di me stesso
Però quando si tratta di far le coccole so’ sempre il migliore
Lo giuro sul bene che voglio ai miei figli,
me lo diceva anche la mia povera moglie
Santa donna davvero, alla fine non ha retto più
E’ che mi sento come un giovanotto di vent’anni
e lei non ce la faceva proprio a reggere il mio bunga-bunga
D’altro canto quando uno nasce dotato per gl’affari ci muore

Domani, per poco che sia,
giuro su quel gran figlio di putt**a di Dio, sul male che gli voglio,
che minimo minimo sbatto sulla strada 300mila poveri in canna
Mi dica Signorina, ha mai montato uno come me?
No, non si scomodi a rispondere così sù due piedi, impossibile è
Quando per disgrazia degl’italiani son venuto fuori
dal grembo di mamma mia, Dio se n’è andato rassegnato in pensione

Mi consenta, amo la vita e le donne
Non ho niente da nascondere
Chi mi dice “accompagnatore di minorenni” lo stronco sul nascere
E’ tutta una questione di possibilità
Il fatto e che c’è chi può e chi invece no e allora s’attacca
Che importa se sù Famiglia Cristiana mi dicono “malato fuori controllo”?
“C’è qualcosa che sta fra la tristezza civile e la pietà umana
Ha una malattia, qualcosa di incontrollabile
Un uomo di simile livello senza il necessario autocontrollo”
Vorreste forse dar credito alla spazzatura mediatica?
Per Dio, vi castro con le mie mani tendinite o no

Vi castro con le mie mani tendinite o no
E’ che mi sento come un giovanotto di vent’anni
E Lei Signorina ce la fa a reggere il mio bunga-bunga?

Mi consenta, telefono subito al Quirinale
E’ che mi sento come un giovanotto di vent’anni
Mi consenta, basta un colpo, basta un colpo solo

Mi consenta, telefono subito al Quirinale
Vi castro con le mie mani tendinite o no
Mi consenta, telefono subito, telefono subito…

Mi consenta, telefono subito al Quirinale
E’ che mi sento come un giovanotto di vent’anni

Mi consenta, basta un colpo, basta un colpo solo
Mi consenta, vengo subito, vengo subito…

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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