Michele Monina o l’incapacità di emanciparsi. Uno show molto scimmiesco

Michele Monina

O l’incapacità di emanciparsi

di Iannozzi Giuseppe

fonte: Jujol – Cultura e Spettacolo

michele monina“Questa volta il fuoco” di Michele Monina è un librettino illeggibile. In totale centodue pagine, che purtroppo non sono utili a nessun uso alternativo: libello troppo sottile, non può finire sotto la gamba più corta d’un tavolo né lo si può utilizzare in luogo di cuneo.
Sempre troppo generoso, Valerio Evangelisti – e chi se non lui, che oramai firma più prefazioni che libri?! – spara un giudizio così tanto campato in aria, così tanto ridicolo, che ahinoi non ci riesce né di sorridere né di piangere: “Michele Monina tratteggia, nelle pagine secche di un romanzo breve ma denso, il quadro persuasivo di una leva di giovani ribelli nata dopo la crisi delle ideologie. Capaci di ascoltare le memorie dei padri con curiosità, ma incapaci di vedere un legame qualsiasi tra quelle vite e le proprie, o di progettare per se stessi un futuro. Inevitabile, a quel punto, che il loro furore, quando esplode, diventi immediatamente cronaca nera”. Che Valerio Evangelisti abbia scambiato fischi per fiaschi? che abbia letto un altro libro e non quello di Monina per dire quello che ha detto così a cuor leggero? Non è da escludere.

In ogni caso, “Questa volta il fuoco” di Michele Monina – già pubblicato nel lontano 1999 per i tipi DeriveApprodi – viene riproposto da PeQuod e davvero non si capisce quale la necessità di ripubblicare un libro, che già al suo primo apparire lasciò scontenti un po’ tutti i pochi ch’ebbero il coraggio di portarne a termine la lettura. “Questa volta il fuoco” è di stile privo così come di contenuti: ricettacolo raccapricciante di luoghi comuni, sia sociali che politici, il romanzo narra la storia di quattro ragazzacci che invano cercano di darsi un tono di alternativi, di rivoluzionari in fasce. In realtà sono compromessi nel sistema, più di quanto l’autore sia disposto ad ammettere. Fanno tutto quello che farebbero i tipi alternativi: menano botte senza un preciso motivo ma solo perché hanno avuto la bella idea di andarsi a cacciare in mezzo ai guai, partecipano a manifestazioni perché passavano da quelle parti e allora tanto valeva che pure loro si unissero al coro scagliando slogan senza senso, quando non tristemente filostalinisti. Ma è tutto uno show molto scimmiesco: rivoluzionari sì, ma per gioco, per fare parte del coro, per stare dietro alla moda sociale di spacciarsi alternativi impegnati a sabotare il sistema.

Disarticolato il racconto parla d’una rivoluzione che i protagonisti non hanno mai fatto; e peggio si credono gli operai e i muratori della Storia: nella loro stupidità, poco ingenua e quindi non scusabile, s’illudono che basti essere (o dirsi) di sinistra per stare dalla parte giusta. Sanno poco. Sanno niente. Sanno soltanto quello che gl’è stato detto e che hanno letto nei libri. Grotteschi perché progettati con lo stampino, i personaggi non sono né dimensionali né collaborativi: appendici cacciate a forza in una storia che si rifiuta di contenerli. Inutilmente rabbiosi e sboccati, i quattro sono in realtà l’espressione ultima d’un’incapacità narrativa, quella di Michele Monina, che non sa emanciparsi se non attraverso la reiterazione di vetusti cliché.
Se al limite – seppur con tanta santa pazienza – è scusabile Monina per il suo poco, diciamo pure nullo talento narrativo, non lo è invece Valerio Evangelisti che avvalla con il proprio nome una storiella di finta rabbia, di finta cronaca.

Questa volta il fuoco – Michele Monina – ISBN 9788887418644 – PeQuod edizioni – 102 pagine – € 7,75

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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