Gianfranco Fini: “Ora c’è chi dovrà pagare. Ci divertiremo con le querele”. Lo squadrismo non l’ha avuta vinta

Gianfranco Fini: “Ora c’è chi dovrà pagare.
Ci divertiremo con le querele”.
Lo squadrismo non l’ha avuta vinta

di Iannozzi Giuseppe

Lo squadrismo contro Gianfranco Fini non l’ha avuta vinta. Ci hanno provato a incastrare il Presidente della Camera creando dal nulla un altro caso Boffo. Ci hanno provato a far fuori un politico scomodo. Ci hanno provato e sono finiti in ginocchio facendo una figura così tanto meschina che non esiste ragionevole aggettivo per definirla appieno.

“Nel 1999 era congruo il valore indicato nel passaggio di proprietà dell’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte, occupato oggi da Giancarlo Tulliani, cognato del presidente della Camera Gianfranco Fini ed ereditato da Alleanza Nazionale dalla contessa Anna Maria Colleoni”: questo è il giudizio emesso dalle autorità di Montecarlo. Le autorità non hanno dubbi; la documentazione relativa all’avvenuta transazione è stata trasmessa dal Principato alla Procura di Roma.
Il procuratore Giovanni Ferrara con l’aggiunto Pierfilippo Laviani, titolari degli accertamenti avviati contro ignoti per truffa aggravata, con altri documenti arrivati da Montecarlo previa rogatoria internazionale, dovranno ora tenerne ben conto.

Secondo alcune indiscrezioni nel fascicolo trasmesso da Montecarlo alla Procura romana dovrebbero esserci anche le valutazioni, soprattutto sotto il profilo fiscale, effettuate dall’ufficio del registro del Principato di Monaco fino alla cessione dell’immobile, avvenuta nel 2008 per 300 mila euro a una società off-shore. Gli inquirenti di piazzale Clodio non hanno scuse, in loro possesso hanno tutte le carte, per cui entro fine mese i magistrati potrebbero già porre fine alla questione.

Benedetto Della Vedova, vicepresidente dei deputati di Fli, parlando insieme ai cronisti assiepati sotto Montecitorio: “Il tempo è galantuomo. Non ne dubitavo. Fini aveva spiegato esattamente come erano andate le cose anche in quelli che erano i punti più difficili per lui. In ogni caso aspettiamo il giudizio conclusivo. La vera notizia è che Fini è stato vivisezionato e radiografato e l’unica cosa che si è trovata è questo elemento che lui stesso ha definito di ingenuità”. Il finto scoop de Il Giornale è sempre Della Vedova a spiegarlo ai cronisti: “Mi spiace per gli amici del Giornale. Si vede che la missione non era l’inchiesta, ma far male. Il colpo è arrivato ma il tempo è galantuomo”.

L’agenzia Agi riporta il commento di Gianfranco Fini: “Era la notizia che aspettavo, hanno gettato solo fango, ora c’è chi dovrà pagare. Ci divertiremo con le querele”.
E Granata aggiunge: “Macchina del fango ha fallito. Sono stato sempre convinto che fosse in atto un meccanismo di diffamazione, riuscito, e un tentativo di delegittimazione, fallito, ai danni della terza carica dello Stato. Fini fa politica da quarant’anni ed è un campione dell’etica della responsabilità. Tutto questo ci conferma da dove viene la macchina del fango”.

L’ANSA raggiunge Francesco Storace, il quale sbotta in maniera pienamente berlusconiana: “Indagini di parte. Indagini difensive di parte, come previsto dal Codice. Credo sia necessarie due valutazioni: una tecnica e una politica. In primis il fatto che una non conosciuta autorità monegasca indichi che il valore del passaggio nel 1999 fosse congruo non cambia nulla rispetto a ciò che è accaduto 10 anni dopo. In seconda istanza se hanno tutta questa fretta di archiviare, viste le numerose indiscrezioni della Procura, lo facciano. Chi ha denunciato avrà così la possibilità di accedere agli atti e verificare con quanto scrupolo sono state condotte, riservandosi la possibilità di ricorrere ad indagini difensive di parte come previsto dal Codice”. Il leader della Destra berlusconiana parla, sì, parla: ma il fatto è  fin troppo evidente, parla con l’acqua alla gola.

Infelice anche il senatore del Pdl, Achille Totaro: “Non capisco l’esultanza di Della Vedova e Granata perché le autorità di Montecarlo hanno riconosciuto congruo il valore di circa 300 mila euro ai soli fini catastali della casa di Montecarlo nel 1999 al momento del passaggio di proprietà dalla defunta contessa Colleoni ad Alleanza Nazionale. Infatti non hanno mica detto che tale valore era congruo nel 2008 al momento della vendita fatta da Fini alla società offshore ‘indicata’ dal cognato Giancarlo Tulliani. Quindi mi dispiace per NO OTDella Vedova e Granata che cercano di sollevare un polverone per fare confusione. Anzi riproponiamo a loro il quesito: come fa una casa valutata circa 300 mila euro nel 1999 a valere solo 300 mila euro nove anni dopo?”.

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Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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8 risposte a Gianfranco Fini: “Ora c’è chi dovrà pagare. Ci divertiremo con le querele”. Lo squadrismo non l’ha avuta vinta

  1. Markus ha detto:

    Mi spiace, ma c’è il trucco…

    I mass media di regime hanno usato un banale trucchetto, spacciare il “congruo” valore catastale del 1999, circa 300.000 euro, per l’identico e quindi incongruo prezzo pagato 10 anni dopo, nel 2009.

    Trucchetto a cui, ovviamente, molti hanno abboccato.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Quand’anche la casa fosse avesse subito passaggio di proprietà nel 2008, il valore dell’immobile rimarrebbe uguale a quello del 1999 nel migliore dei casi; ma l’immobile ha subito altri 10 ANNI DI USURAMENTO, è invecchiato, le strutture sono invecchiate. Ora un immobile non è un vino che più invecchia e più diventa buono. No, niente affatto. UNA CASA PIU’ INVECCHIA E PIU’ PERDE VALORE SUL MERCATO IMMOBILIARE.

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  3. Markus ha detto:

    Si, certo, valore 300mila nel 1999 e stesso valore 10 anni dopo. Il miracolo dell’economia monegasca.

    Un invito ad andare a Montecarlo a verificare cosa compri con 300 mila euro in quella zona.

    Ma leggiamo su un blog immobiliare cosa ne dicono i professionisti del settore: “Con 300 mila euro in quella zona non si comprano neanche due posti auto”

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Il link che hai segnalato è stato tolto: ho detto fino a sgolarmi che su questo blog niente commenti con link ad altri blog, siti, post, etc. etc. Peraltro si tratta di un blog con finalità di compra-vendita, per cui la netiquette che è qui applicata lo vieta espressamente.

    Ciò detto: chissà come mai un mio lontano parente che ha venduto una casetta di 60 metri quadrati circa, bada bene, ad Amalfi, acquistata nel 1980 oggi gli è stata valutata una miseria. E parliamo della costiera amalfitana. In pratica ci ha perso e di brutto. Ha comprato casa nuova per la figlia che si è sposata in un paese sempre nella costiera amalfitana e gli è costata un occhio della testa, perché in palazzina nuova.

    Direi che è il caso di farla finita con le bubbole che le case più invecchiano e più acquistano valore, altrimenti c’è il rischio che alle agenzie immobiliari per un tugurio di 60 metri quadrati vecchio di 100 e passa anni si chiedano come minimo 400 o 500 o anche 600 o 700 mila euro. E perché non 1 milione tondo tondo? La casa più è vecchia più vale. E’ questo che viene detto, giusto? Niente giri di parole e di conti. Parliamo come mangiamo: vero che si sta dicendo che un appartamento più è vecchio e più vale?

    Devo dire a quel mio parente di far causa all’agenzia immobiliare perché poco ma sicuro che è stato buggerato! A questo punto è il minimo.

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  5. antonio ha detto:

    Montecarlo è una località TOP, dove non esiste più un mq. da costruire , infatti è stata sviluppata in altezza.
    E’ pressochè inesistente la svalutazione di una casa, in queste località in dieci anni i valori si immobiliari si triplicano.

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Anche Amalfi è una località TOP. Ed allora perché ad Amalfi gli alloggi svalutano? Eppure è tutta costruita in salita, casette vecchie, moltissime sono di valore storico, perché ancora sulla famosa strada dei Mulini dove si faceva – e ancora si fa – la carta a mano. Eppure una casetta sulla costa è solamente una casetta che invecchiando perde di valore. Le rare volte che si costruisce si deve buttar giù qualche cosa, il che accade molto di rado e solo per costruzioni vecchie di 50/60 anni. Il fatto è che la gente vuole alloggi nuovi per abitarci.

    Ma come ho già detto:

    “I giornalisti hanno fatto un gran casino per nulla. PROPRIO PER NULLA.

    L’appartamento non è un affare di Stato né del governo.

    La casa di Montecarlo era stata lasciata ad AN. E’ stata venduta. Ci abita adesso Tulliani, in affitto, dopo che la casa è stata venduta da una società.

    Che diavolo c’entra l’integrità morale ed etica di Gianfranco FIni in tutto questo rapportandola al suo ruolo di presidente della Camera?

    NIENTE.

    La casa non è mai stata dello Stato italiano né è stata lasciata a qualche istituzione statale. E’ stata lasciata all’ex AN. Se qualcuno avesse da pretendere qualcosa sarebbero i militanti di AN. Al limite sarebbe una questione PRIVATA FRA L’EX AN E GIANFRANCO FINI. Tuttavia nessuno di AN ha avanzato pretese su FINI e quindi sulla casa.

    Risultato: il caso della casa di Montecarlo NON ESISTE eccetto che per certe persone che hanno tirato sù una sceneggiata mal orchestrata e che ora gli si sta ritorcendo contro.

    Si è già sconfiato il caso della casa, perché non è mai esistito nessun caso. Gli unici a parlare di un caso è una fetta minore di un giornaletto che peraltro ha i suoi guai e belli grossi a quanto parrebbe.”

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  7. cinzia stregaccia ha detto:

    mah..io farei far veramente causa al tuo parente il mio appartamento comprato 8 anni fa (ha 33 anni) ora vale praticamente quasi il doppio…peccato io abbia da finire di pagare il mutuo..Lo so perchè ultimamente molti hanno venduto per andare via da Roma quindi che dici????
    cinzia

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Dipende, Cinzietta. Io parlo di un alloggio in una zona turistica dove costruire significa o arrampicarsi sulle montagne o buttar giù uno stabile per far posto a una casa o a un hotel. Amalfi è tutta storia, impossibile toccarla per fortuna. Le case abitate sono perlopiù sulla costa, pochissime quelle a ridosso delle montagne.

    Tu parli di una casa che ha 33 anni, di una casa “giovane” per il mercato immobiliare. Adesso vale e tanto. Aspetta altri 33 anni e per il mercato immobiliare il suo valore sarà un quarto della valutazione odierna. Aspetta 66 anni, quindi aspetta di avere un alloggio di 99 anni e varrà un fico secco.

    Molti anche a Torino vendono per andare via. La vita in città è diventata troppo cara e pericolosa.
    Per assurdo, in una città industriale come Torino, si è tornati ad affittare. Indovina un po’ a chi?

    Brava, hai indovinato.

    beppaccio

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