La tenerezza di Dio

La tenerezza di Dio

di Iannozzi Giuseppe

a Katia Ciarrocchi
che ha risvegliato in me questo ricordo
d’un tempo che non tornerà mai più

Quand’ero molto giovane ero già un senza dio. A scuola avevo scelto di non seguire l’ora di religione, nonostante venisse detto – e non senza rimprovero da parte della Preside dell’Istituto – che chi era cattolico avrebbe avuto in futuro maggiori possibilità di integrarsi nella società. Il discorso era chiaro: essere cattolico, frequentare le lezioni di religione erano cose che, in futuro, avrebbero assicurato agli studenti una più veloce scalata sociale e lavorativa.

Le pecore nere due, io e una ragazza. A noi, i senza dio, ci mettevano dove capitava. Spesse volte rimanevamo nei corridoi o nei bagni a fumare. Non era affatto brutto, non per me: stavo insieme a una delle ragazze più carine della scuola, grazie a dio, atea convinta. Manuela, una bellezza rara, una ricciolina con il nasino alla francese, lunghi cernecchi tizianeschi, piccole efelidi a baciarle il faccino e un gran bel culetto a cuore nei jeans, un giorno mi chiese perché non fossi con gli altri in classe.
“Non credo in dio.”
“Potresti far finta.”
“Lo fanno in tanti, è vero.”
“Ma tu sei proprio ateo?”
“Da quando l’uomo ha inventato dio, nel corso dei secoli non c’è mai stato un solo attimo di pace. Ogni popolo ha il suo dio inventato di sana pianta.”
Manuela mi sorrise. Conoscevo quel sorriso… mi stava chiedendo di offrirle una sigaretta, cosa che feci subito. A lei non ero capace di dir di no. Ne avevo una sola nel pacchetto da dieci ma gliela offrii comunque.
“Ne hai solo una. La fumiamo metà io e metà tu.”
E così si fece, fumammo la nostra Camel, metà lei, metà io. Fu un’ora di genuina felicità: le mie labbra si posarono sul filtro che avevano visto posarsi le carnose farfalle della boccuccia di lei.
Finita la sigaretta, guardai Manuela e le dissi: “Ho posato le mie labbra dove tu le hai posate: questo è l’unico Dio che riconosco.” Glielo dissi con tutto il coraggio che può avere un quindicenne. Glielo dissi e subito sentii le guance prendermi fuoco.
Manuela scoppiò a ridere divertita e intenerita. Mi posò un bacetto sulla guancia e scappò via.
La campanella suonò. L’ora era finita e ci toccava di tornare in classe a tutt’e due.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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7 risposte a La tenerezza di Dio

  1. vanessa ha detto:

    Ogni età ha le proprie emozioni, tu eri un ragazzo furbetto e ingenuo.
    Anche se stavi in classe per l’ora di religione potevi disegnare o fare i compiti o studiare.
    Ma eri un monello ed allora ti piaceva così.

    Dolce serata
    ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:


    Al tempo ero giovane e bello, perché mai avrei dovuto occupare il mio tempo sui quaderni a fare i compiti? Molto meglio far casino per i corridoi della scuola insieme a una bella ragazza. Sarei stato davvero stupido se mi fossi messo a capo chino sui quaderni, o no?

    Hai però letto solamente la storia senza coglierne il significato. 😉


     

    Dolce notte, Piccolina. ♥ ♥ ♥

    Sogna il tuo orsetto, mi raccomando. ^__*

    orsetto di VaNY

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  3. vanessa ha detto:

    Certo che ne ho colto il significato, i primi approcci adolescenziali con le ragazze sono teneri teneri e puliti.

    LeKKatine…….;) vany

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  4. Katia ha detto:

    Beppe è di una tenerezza incredibile questo ricordo, una storia che intenerisce e riporta alla mente la semplice goffaggine dei nostri quindici anni, se solo smettessimo, oggi, di programmare le cose e le emozioni avremmo ancora di cui gioire.
    Felice di essere stata la causa scatenante di questa perla.
    Un bacio
    Katia

    P.s Lib(e)ro ha inaugurato la sezione racconti: http://www.liberolibro.it/racconti/
    che dici di regalarci qualcosa di tuo?
    Ne sarei felicemente onorata…

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Tranquilla. Tranquilla. Tranquilla.
    Non andar nel panico per me. 😀

    Mi sono ricordato di questa cosa accaduta oramai tanti anni fa, anche se sembra solo ieri, leggendoti e grazie ad Einstein anche. Penso di sì, che i sentimenti sono perlopiù programmati quando si entra in quella età che dovrebbe essere della maturità. Tuttavia, pe le attuale convenzioni sociali, la spontaneità tra persone mature e mal vista. Si rischia uno schiaffo o peggio. 🙂

    Un racconto a tema libero?
    Be’, vedo d’esser in buona compagnia, quindi perché no? ^__* Ti faccio avere quanto prima un bel racconto o anche di più. Se poi ti piaceranno e li riterrai adatti, beì, questo non so dirlo. :-)))

    Bacioni, Katiolina

    beppe

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  6. cinzia stregaccia ha detto:

    15 anni…quanti momenti rubati al diavolo…è dolcissimo..
    cinzia

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    😉
    Allora avevo ragione a pensare che ti sarebbe piaciuto.

    beppaccio

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