In libreria tra Pokémon, romanzi rosa e Pulcinella. Non è un paese per lettori

In libreria tra Pokémon, romanzi rosa e Pulcinella

Non è un paese per lettori

di Iannozzi Giuseppe

Lucian Freud

In libreria.
Passo tra gli scaffali, annoiato e schifato.
Dovunque butti l’occhio incontro le solite facce, i soliti nomi, le solite mafie editoriali.
Mi dico che questo non è un paese per lettori.
Mi cade l’occhio su una autrice. La prendo, in mano. Prezzo di copertina 15 euri tondi tondi.
Provo a sfogliarla. Si lamenta, sempre che si lamenta: la solita tiritera che i vecchi sono numeri e giù di questo passo. Morale: i vecchi danno fastidio. Se ne sentiva proprio la mancanza, l’editoria non poteva davvero sopravvivere (a sé stessa) se non avesse sfornato l’ennesimo segreto di Pulcinella firmato da una quasi sessantenne in odor di cattostalinismo. L’autrice tira l’acqua al suo sciacquone, perché a sua detta l’unica generazione che l’Italia tiene da conto sarebbe quella  dei cinquanta-sessantenni. L’autrice è sui cinquantacinque anni, ne dimostra però molti molti di più nonostante cerchi di mascherare le rughe con una acconciatura vittoriana. Capelli lunghi, arricciati, tinti, falsamente biondi. Qualche anno or sono teneva i capelli a caschetto come Nino D’Angelo e sbandierava con orgoglio la bandiera dei Pokémon. Perdo cinque minuti contati del mio tempo, e sbatto l’autrice nel mucchio di copie tutte uguali e intonse.

Mi viene addosso una commessa. Colpa mia, avevo la testa fra le nuvole, pensavo a Lucian Freud. Ne approfitto per chiederle se hanno dei libri sul pittore. Lei strabuzza gli occhi. Non capisco se è scandalizzata o se è dura d’orecchio. Con gentilezza riformulo la mia domanda: “Cerco dei libri sulle opere di Lucian Freud, in particolare uno studio critico di William Feaver. Lo avete in casa? Si può eventualmente ordinare?” Quella mi guarda strano. Non ha capito. Fa un cenno a una commessa perché le venga in aiuto. Arriva. E’ una tipa sulla sessantina, grassoccia e con un paio di fondi di bottiglia posati sulla punta di un naso corvino.

Le spiego che mi interessano le opere di Lucian Freud… Quella non batte ciglio. Mi ascolta fino alla fine, poi mi fa segno di seguirla. La vecchia lo conosce il pittore ma non deve rientrare nelle sue grazie: mentre mi accompagna alla parete dove tengono i libri d’arte sbuffa. In un angoletto, ben nascosto agli occhi del pubblico, c’è una copia del libro, “Lucian Freud” a cura di William Feaver, edizioni Rizzoli. Un bel tomo, non c’è che dire. Prenderlo in mano è un autentico piacere. Deflorarlo poi mi porta quasi sull’orlo di una crisi stendhaliana. La vecchiaccia me lo strappa quasi di mano. Guarda il prezzo e sboccia in un sorriso a trentadue denti: non immaginava che costasse così tanto. Si sincera che sia interessato all’acquisto: “E’ un bel libro, molto completo… Intende prenderlo?”. La rassicuro: “Non me lo farei soffiar da sotto il naso per tutto l’oro del mondo. Non sono mica un tipo da Pokémon io”. La vecchiaccia trema di piacere,  proprio come una grassa gelatina: “Lei è un intenditore, l’ho capito subito io che lei è per l’Arte vera. Persone di gusto al suo pari sono davvero rare nel nostro paese…”. Le sorrido da vero bastardo: “Qual è l’opera che più ama di Lucian?”. Tace.

Mi lascia sorridendo, con il volto in fiamme. Mi caccia il librone in mano, felice e imbarazzata. In un sussurro che solo io posso udire: “Girl with a white dog. Ma non lo dica in giro…”.
Mi ha lasciato nel reparto narrativa al femminile tra puttane e puttanieri dichiarati. Davanti a me si erge immenso un bancale stracolmo di nomi scritti a caratteri cubitali.

Una volta fuori dalla libreria ci manca poco che non mi rompi l’osso del collo. Camminavo, forse un po’ troppo felice, per cui non badavo troppo a dove mettevo i piedi; all’improvviso scivolo. Solo per pura fortuna riesco a non sbattere il muso per terra e soprattutto a non far volare in aria il libro. Ammetto d’aver sudato freddo. Ho messo il piede in fallo andando a caricare il passo proprio sul bisognino di un cane che l’aveva fatta di fresco. Non lo nego, ho bestemmiato mandando al diavolo tutti i Cerbero di questa dannata Terra.
Ripresomi un po’ dallo choc subito getto uno sguardo d’attorno e la vedo: una donna con un alano al guinzaglio. La bestia si ferma ogni due passi e tira giù la sua bomba. La proprietaria, una donna in carne, non se ne cura e lascia che l’animale faccia i suoi porci comodi. Vedo rosso. Nemmeno mi pulisco la scarpa, mi metto invece a rincorrerla per darle il fatto suo. Quella si gira verso di me, forse allarmata dal rumore dei miei passi. Anche l’alano volta il muso. Il cuore mi perde un colpo in petto. E’ una donnaccia sulla sessantina oltremodo truccata, con una testa enorme di capelli ricci di un biondo slavato. Il cane ha un muso abbattuto, pare debba tirare le cuoia da un momento all’altro. La donna mi abbaia contro qualcosa. La sua bocca pittata di rosso mi vomita addosso l’inferno, giuro su Dio. Non è facile capire quello che dice. Parla in romanesco stretto e tossisce ogni due o tre parole. Provo pena per l’alano, che adesso da più vicino lo vedo per il poco che in realtà è, un povero disgraziato con le costole bene in evidenza, di certo malato di brutto, ecco perché scagazza senza posa. La donna si accende un sigaro, un cubano. Dalle nari erutta fumo denso e puzzolente. NO OTMio malgrado sono costretto ad arretrare. Batto in ritirata tenendo un passo più che svelto. Alle mie spalle sento l’alano guaire penosamente. Povera bestia!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a In libreria tra Pokémon, romanzi rosa e Pulcinella. Non è un paese per lettori

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    volevi “stupire, disturbare, sedurre, convincere”.? ;)))))
    cinzia
    p.s. e lascia in pace le quasi sessantenni grrr

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No, non volevo stupire né sedurre o convincere.
    Seppur romanzato l’accadimento, esso è vero. Ero andato in libreria, mi capita fra le mani il libro della Innominabile, lo sfoglio, leggo alcuni brani, spendo cinque minuti: luoghi comuni. Una pletora assurda di luoghi comuni.

    In realtà cercava pubblicazioni, cataloghi di Lucien Freud. L’ho poi trovato. Mi è costato una schioppettata, ma la qualità dell’artista, uno dei più grandi al mondo, è per me innegabile, per cui sono felicissimo dell’acquisto.

    La parte romanzata è il finale, di quando scivolerei sulla cacca di cane. Questa aggiunta mi è servita per definire meglio la storia, altrimenti insipida. Così invece dice bene che cosa ne penso dei Pokémon, dei luoghi comuni di “questo non è un paese…”, etc. etc. Alla banalità dell’Innominabile oppongo l’Arte superlativo di un GRANDE VECCHIO, di un veo ARTISTA che dipinge la decadenza del corpo in tutte le sue fasi, con una attenzione maniacale per i sentimenti del soggetto piuttosto che per l’esteticità. Scavo psicologico profondissimo quello operato da Lucian Freud (nipote di Sigmund Freud). Ecco dunque che mentre l’Innominabile si spreca in una pletora di luoghi comuni, un GRANDE VECCHIO che non si piange addosso e che non spreca lacrime né per sé né per i suoi soggetti, dipinge l’animo umano senza nulla concedere alla bellezza del corpo. Egli rappresenta il corpo per far emergere l’animo della persona.

    A breve ti parlerò di una sessantenne di tutto rispetto, quindi tieniti pronta. Di Edwige Fenech, che ancor oggi è proprio bella, ammazza se è bella. E che dire di Sophia Loren? E’ uno splendore. Non ce l’ho con la vecchiaia, tutt’altro. Ce l’ho con chi la demonizza attraverso luoghi comuni che più stupidi non potrebbero essere.

    SMAAACKKK

    beppaccio

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    pare lui dicesse ““Cosa chiedo a un dipinto?” . “Gli chiedo di stupire, disturbare, sedurre, convincere”.Ecco il perchè della mia frase
    La fenech grande donna da quel che leggo di lei..esempio di …”mai fidarsi delle apparenze”
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sì, è vero. Ai suoi modelli chiede di stare immobili per delle ore. Quello che a lui interessa è di "stupire, disturbare, sedurre, convincere" attraverso la nudità dell'anima. Il corpo che Freud rappresenta è la nudità dell'anima e questo scandalizza molti. Per me e non soltanto, un GENIO come pochi al mondo.

    Ma allora piace anche a te. ^__^ Non l'avrei mai detto. 😉

    Vedi, questa è la Regina. Osserva con che precisione ha ritratto il suo animo. Un ritratto così dice più di qualsiasi biografia. Questa è ARTE.

    beppaccio

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