Sì, Wilson

Sì, Wilson

di Iannozzi Giuseppe

wilson

La tua voce

di RomanticaVany & Iannozzi Giuseppe

La tua voce
al volo
la vorrei afferrare,
ma persa
sempre è
nei precordi
di aliene architetture
che non oso
immaginare.

L’amarezza
di questa impotenza
nel core mio stagna;
non sentirti
è supplizio
che non merito
di soffrire.

Di te rimembro
sopra tutto
il sorriso belluino
eppur gentile;
quel tuo particolare
modo di parlare
sotto la commozione
delle fronde boschive
leggermente frustate
da un vento sbarazzino.

Impossibile non ricordare
l’estate al sole,
il profumo dei limoni
che sino all’ultima goccia
amavi spremere
per l’amor
delle avide mie labbra
assetate di baci
un po’ dolci un po’ acerbi.

In mia memoria

Quando uno è noioso da morire
si dice che è gentile
Quando uno è brutto persino a mamma sua
si dice che se non altro è simpatico
Quando uno è pazzo da ricovero immediato
si dice che è si è alzato con il piede sinistro
e che c’ha in testa un pallino o due
che gli macerano il fegato

Ma non ti preoccupare, Bambina
Hai detto la verità
Se c’è colpa è solamente mia
Ho voluto sapere tutto per filo e per segno
infrangendo il sogno e l’illusione,
chiedendo alla boccuccia tua di rosa
di parlare senza peli sulla lingua,
così adesso rimango con un pugno
di sabbia e di rabbia fra le mani
ascoltando il ticchettio infinito del tempo
appeso alla parete e non c’è scampo,
prima o poi vecchiaia avrà di me ragione
e seppellirà il niente che sono
con un vuoto epitaffio in mia memoria

Tra i filari d’uva

Tra i filari d’uva bruna
mi facevi l’occhiolino;
d’un tratto poi più non c’eri,
giocavi a nascondino
mentre il sole s’adombrava
e il mio core pure;
tema nutrivo che un mostro
t’avesse divorata.
Per quanto m’affannassi
nella cerca di te, nulla.
Soltanto il sudore in rivoli
sulla mia fronte di rughe;
prossimo al pianto
le lagrime stentavano però
a sgorgare, perché più forte
era l’ansietà di richiamarti
a me, ma ogni mio grido
parea vano.

Di quest’incubo ubriaco
in ginocchio son caduto
e subito fu libero lo sfogo
in pianto. Ma com’eri fuggita
tornasti, senza che foglia
si movesse, e il mio capo
sul tuo petto raccogliesti
manco fossi un bambino.

Tornai così felice, goloso
e geloso di te più che mai.

una santa

Alla gentilezza verso chiunque educata,
sempre così composta in chiesa, seduta,
in piedi o in ginocchio a mani giunte

Vecchia Amica mia, quel che ora fai
solamente ha il sapore d’un eterno riposo;
ricorda che non alla pace fosti destinata

Provvidenza or ti chiede d’allargare
la scollatura sui frusti seni, di sorridere
facendo finta di niente, come sempre

corvi

volammo come corvi
morimmo come slot machines

fossa comune

fra suore di carità e untori pulciosi,
qualcuno ebbe infine di noi fredda pietà

i corpi magri e affamati gettati
in una fossa comune ignota ai più;
così per sempre uguali a chiunque altro,
anonimi in eterno
– senz’anima né memoria

a gamba tesa

puzzano come la madonna le scarpe da ginnastica
non ho pulci nelle mutande però, grattacapi sì

in qualsiasi fottuto bar entro a gamba tesa,
ordino un marocchino e pesto brutto il primo cristo
che mi si para davanti con mano di elemosina

un tipaccio dicono in giro, votato alla non diplomazia
come Cecco spacco, colombe vive e scarafaggi butto giù
con un ugual coraggio, tanto poi rutto e cago forte, oggi
come ieri; così chi non mi capisce vada pure a fare in culo


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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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9 risposte a Sì, Wilson

  1. vany ha detto:

    Versi assortiti, in alcuni si legge attimi di purezza, in altri un districar di pensieri come i tuoi occhi attraversano il mondo, lo giudicano, lo detestano, lo destabilizzano perchè tu sei fatto così sei sempre in allarme sfidi le tempeste che accorciano i sani principi che devastano l’orizzonte.

    Non posso scriverti sempre che sei bravoo……..

    Se avessi una penna d’oro ti scriverei che sei un tesoro. se avessi una penna d’argento che sei un talento. ma io ho solo una penna di plastica e ti scrivo che sei fantasticoooooooooooo.

    Il sole è rotondo, il mare è profondo e tu sei il poeta migliore del mondo!..;)

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non vorrei mai che sempre mi dicessi che son bravo, perché non sono bravo. Talvolta un verso o due mi vengono bene ma tutto qui.

    Con la tua penna di plastica puoi anche disegnarmi dei cuoricini. 😉 Io mi so accontentare. ^__*

    http://www.youtube.com/v/6JyOC9-SuxY?fs=1&hl=it_IT&rel=0&color1=0x402061&color2=0x9461ca

    orsetto di VaNY

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    Come scrissi a Vany l’ho trovata molto molto carina mi è piaciuta tanto l’ultima strofa 🙂
    baci ragazzi 🙂
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    L’ultima strofa di quale poesia?
    Cinzietta, se non mi dici quale poesia… come faccio?
    Forse parli di quella che abbiamo scritto insieme. 🙂

    beppaccio

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  5. cinzia stregaccia ha detto:

    yes..:)))))
    cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ah!!! 🙂
    Lo sapevo.

    Le altre dunque niente, proprio non ti piacciono. Possibile? 😀

    beppaccio

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  7. cinzia stregaccia ha detto:

    così così..ma in questo periodo non sono attendibile
    cinzia

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ce ne sono due almeno che valgono, una quella scritta insieme a Vany… Comunque neanche io sono al meglio della forma. Ho sù uno scazzo ma uno scazzo. Per fortuna che sono un uomo di senno e che non esplodo altrimenti potrei fare una strage. AH AH AH

    Smaaackkk

    beppaccio

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  9. vany ha detto:

    Buona domenica!! 🙂 vany

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I commenti sono chiusi.