João Gilberto Noll perché è “A cielo aperto” l’esistenzialismo brasiliano – Barbera editore, collana Radio Londra

João Gilberto Noll

“A cielo aperto” è l’esistenzialismo brasiliano

di Giuseppe Iannozzi

Nato nel 1946 a Porto Alegre, João Gilberto Noll è una delle voci più rappresentative della narrativa brasiliana contemporanea. E’ conosciuto per le esplorazioni violente ed espressive dell’anima spezzata del suo paese, e dell’individualismo brasiliano del XX secolo. Oltre alla raccolta Il Cieco e la Ballerina ha pubblicato i romanzi A cielo aperto e A Furia do Corpo, oltre alle novelle Hotel Atlantico, Harmada, Bandoleiros, Berkeley em Bellagio, O Quieto Animal da Esquina e Lorde.

Molti dei suoi libri sono stati adattati per il cinema e il teatro.

“A cielo aperto” di João Gilberto Noll è un romanzo atipico: nella recente letteratura ci sono stati diversi maldestri tentativi per dar corpo a un’opera cruda e nuda con la scimmia sulla schiena, che fosse almeno in parte à la William Burroughs, ma i risultati sono stati alquanto disastrosi se non addirittura incomprensibili. A tale pro basti ricordare “Free Karma Food” di Riccardo Pedrini (Wu Ming 5), o anche le incursioni di Irvine Welsh con “Tolleranza zero”: tutti hanno fallito miseramente cercando di emulare, almeno in parte, le tematiche lisergiche e oniriche che furono care a uno dei padri più neri e dissacranti della letteratura americana. In “Cielo aperto” tante sono le convergenze stilistiche ed espositive: c’è il paradiso onirico di José Lezama Lima e l’erotismo di Gabriel Garcia Marquez, ma anche l’accorta magia di Julio Cortázar e ovviamente la paranoia nera e lisergica di Burroughs. La scrittura di Noll è un torrente in piena, che però non tracima mai: si gonfia, si espande e si ramifica anche, crea vortici di spazio e di tempo, e poi, all’improvviso, come niente fosse torna la calma, una calma che dura una pagina o due. E di nuovo spazio e tempo si confondono, quasi che il caos sia l’unico mezzo per andare alle radici della propria identità, perché sì, Noll in questo romanzo si fa portavoce di quello che potremmo definire l’esistenzialismo brasiliano. Noll cerca l’identità dell’uomo, del brasiliano in Brasile, che però è una sorta di straniero, anche a sé stesso. In patria, non a torto, per le sue tematiche e il linguaggio particolarmente speziàto, è ritenuto un discendente di Camus e Beckett.

In “A cielo aperto” ci si trova in un tempo e in uno spazio indefiniti, che però il lettore non può non riconoscere come il Brasile straziato. Noll non ce lo dice che si è in Brasile, non ci dice neppure l’epoca: lascia che sia l’intelligenza del lettore a indovinare. Il fatto che non vengano precisati né luoghi né epoca è un indizio fortemente d’accusa, perché il Brasile di oggi è sempre sottoscacco. Dopo Emílio Garrastazu Médici (1969-1974), la crisi petrolifera segna la fine, nel 1974, del boom economico brasiliano, con le conseguenze che si possono immaginare per il popolo e per l’industria. Nel frattempo viene eletto presidente della repubblica Ernesto Geisel (1974-1979) e nel gennaio del 2003 viene eletto a presidente della Repubblica Luiz Inácio da Silva, detto Lula. E nel Luglio del 2005, non pochi pericolosi scandali coinvolgono il partito al governo (PT), nonché altri partiti. Nell’ottobre del 2006, al secondo turno, Lula viene riconfermato Presidente della Repubblica. Oggi il Brasile è al settimo posto nella graduatoria mondiale per la peggiore distribuzione di rendita, colpa dei cattivi governi che si sono avvicendati nel corso della recente storia e che invece di guardare al bene del paese hanno guardato al proprio egoismo politico e soprattutto a come rimpinguarsi le tasche.

Ci troviamo in una casa, due fratelli. Uno di loro, il più piccolo è malato e il maggiore se ne accorge. Ha solo una scelta, obbligata: accompagnare il fratello sul campo di battaglia, dove il padre sta combattendo e chiedergli così dei soldi per le medicine. Sul campo di battaglia ci arriva, ma ad un certo punto è un arruolato pure lui costretto a tenere le armi. Diventa un disertore, ma nella mente sempre il fratellino che amava star seduto sulle sue ginocchia. Un lungo peregrinare senza sosta per diventare guardiano d’un capannone, un ladro, un assassino, un amante, un uomo con tante identità che però sono la sua. Qualche volta s’interroga, cerca di non dimenticare chi è stato e soprattutto cerca di non dare in pasto all’oblio il fratellino, il quale cangia continuamente aspetto fino a diventare la sua donna e l’amante. Una storia quella di Noll che è un lucido incubo di identità spezzata/e.

“A cielo aperto” di João Gilberto Noll è un romanzo di poesia, di potere, di erotismo, di identità spezzata/e, di simulacri, e di vertigini storiche e fantastiche. Ciò che maggiormente incanta nella scrittura di Noll è la capacità di saper magistralmente pilotare i suoi personaggi in mille trasformazioni camaleontiche – spiazzanti – senza mai perdere il filo del discorso, rendendo la storia, trasformazione dopo trasformazione, sempre più complessa e salda, quindi non ricattabile. Il messaggio che NO OTGilberto Noll porta è essenzialmente umano, perché l’uomo ha in sé il seme della morte, che prima o poi attecchirà in lui; però il suo spirito è libero di ribellarsi, di disertare per provare a cambiarsi e migliorarsi.

A cielo aperto – João Gilberto Noll – Barbera editore – Collana: Radio Londra – 153 pp. – prima edizione italiana 2006 – ISBN: 8878990973 – € 15,50

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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