Reza Khan (canzone del bambino con il biberon vuoto)

Reza Khan

(canzone del bambino con il biberon vuoto)

di Iannozzi Giuseppe

Che abbiamo fatto, mondo
mondo che ci cadi addosso?
Quel biberon pieno di niente
ha fame d’un’altra vittima innocente

Che abbiamo fatto
per arrivare a questo punto?
La vita non ci tocca
La morte ci conta uno a uno,
ci accatasta l’uno sull’altro
per le mosche e il loro Signore

Se cado non mi rialzo
Dio ha dimenticato l’innocenza,
e l’uomo l’ha sepolta tanto tempo fa
senza fare una piega
Se cado, se cado dove potrò mai…
dove potrò mai pregare per avere
una possibilità anch’io?

Vi prego, i nostri bambini stanno morendo
di fame, Reza Khan ha due anni soltanto
Al riparo di una zanzariera bucata,
soggiogati dalla pioggia incessante e dal fango,
oggi i nostri bambini non hanno mangiato;
non avevo proprio niente da dargli
tranne il biberon vuoto, con cuore di madre

Chi ha peccato, chi, perché Dio
ci abbandonasse così qui
alla mercé dei soccorsi umanitari?
Soltanto ieri eravamo poveri,
il babbo vendeva galline giù in strada
ma la pancia era quasi sempre piena

Chi ha peccato contro Dio e perché?
Alla mercé delle organizzazioni mercenarie,
il cibo non viene distribuito
da nessun diavolo o santo nelle nostre tende
E’ queste che volevate per noi
quando raccontavate in tivù
che si doveva fare qualche cosa al più presto?

Quel biberon pieno di fame
ha fame d’un’altra vittima innocente
Di un’altra vittima innocente
Di un’altra vittima innocente
Di un’altra vittima innocente

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a Reza Khan (canzone del bambino con il biberon vuoto)

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    lascio il mio silenzio pieno di dolore e rabbia
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La rabbia é stupida.
    Vedi che ho scritto?
    E questo mio inutile scrivere ha forse cambiato la sorte di Reza Khan e dei milioni di disperati come lui, che la vita non l’hanno neanche vista di sfuggita?
    No.

    Ecco, questa è l’impotenza della scrittura e la sua inutilità.
    Un tempo, molto lontano, credevo la penna una spada. Oggi la vedo per quel che è: una cazzata.

    beppaccio

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  3. vany ha detto:

    Colpevoli, siamo noi colpevoli per la nostra indifferenza, per la nostra incapacità di guardare laddove c’è la sofferenza miseria, colpevoli siamo noi per la nostra inerzia di non capire, per il nostro far niente.

    La società odierna è votata al godimento immediato e al consumo ossessivo dei beni materiali, per essa i bambini bisognosi sono un dramma che riguarda gli altri.

    Non c’entra nostro Signore bisogna creder, pregare ed aiutare.

    Bonsoir 🙂 vany

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Io sono molto più terra terra, cara Vany. Se non sarà l’uomo ad aiutare l’umanità, le preghiere saranno solo cosa per tacitare la nostra coscienza. Io non prego. Io invito a fare qualche cosa, a far arrivare gli aiuti ai bambini, a tutte le vittime. I soccorsi umanitari, se giusto è definirli così, che diavolo stanno facendo? Posso pensare male, che si stiano intascando i soldi e quant’altro: non sarebbe la prima volta.

    Come dicevo a Cinzia ieri credevo che la penna fosse la spada. Oggi penso che la penna è una gran cazzata in mano a uno stronzo come me e a tanti tantissimi stronzi più in vista e grandi di me. Una cosa inutile.

    beppe

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  5. cinzia stregaccia ha detto:

    Pregare..non fa mangiare,non fa guarire..siamo noi che dobbiamo agire Di questo la colpa è dell’uomo.La penna è una spada…ma la sua ferita non da una morte immediata..
    notte ragazzi
    cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Infatti. Noi dovremmo agire, ma non lo facciamo quasi mai. Siamo pavidi. Dalla notte dei tempi.
    Ieri credevo che la penna potesse essere una spada, che ci voleva del tempo etc. etc. Ero un illuso. Lo ammatto. Oggi so che la penna è la penna e basta. La Liberazione, ad esempio, l’hanno fatta i Partigiani con il loro sangue, non è stata fatta con l’inchiostro degli scribacchini.

    Beppaccio

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