Giustizia per Giovambattista Carvelli deceduto per colpa medica. Dalla vedova Rosa Fico Carvelli lettera aperta al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano

Giustizia per Giovambattista Carvelli deceduto per colpa medica
Dalla vedova Rosa Fico Carvelli lettera aperta
al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano

[ Ricevo e più che volentieri pubblico su queste pagine.

i.g. ]

Lettera aperta al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano

Gentile Presidente,

Le scrivo da Crotone, ridente cittadina della Calabria, tanto bella quanto martoriata.

Sono la vedova di Giovambattista Carvelli, deceduto a soli 44 anni, in data 30 luglio 2007 per colpa medica, lasciandomi con due bimbi, rispettivamente di 4 anni il primo e di soli 9 mesi il secondo.

In data 4 febbraio 2010 è stata depositata dal Gip l’ordinanza di imputazione coatta per due medici. Per un terzo medico c’era già dal 2008 la richiesta di rinvio a giudizio. Per un quarto medico coinvolto e per l’infermiere triagista, che al dolore toracico acuto non traumatico ha assegnato il codice verde, non si sono neppure aperte le indagini, sebbene richieste da parte offesa.

L’ordinanza di imputazione coatta del 4 febbraio u.s. è l’ultimo aggiornamento giudiziario che ho, mentre, ancora, aspetto la comunicazione circa la data dell’udienza preliminare.

Intanto, la mia vita è atrocemente devastata….

Le scrivo, perché, se, una sentenza, che mettesse in luce le responsabilità di chi non ha neanche guardato in faccia mio marito, già bluastro, (ed ha solo disposto ECG e prelievi senza visitare), non basterebbe a colmare il vuoto che egli ha lasciato nel mio quotidiano, in quello dei miei figli e di mia suocera e nella vita di quanti gli hanno voluto bene, pur tuttavia segnerebbe un paletto contro una palese, tracotante ingiustizia, e censurerebbe condotte illecite che potrebbero, specie se non punite, ripetersi nuovamente nel futuro a danno di altri malcapitati, coi costi sociali enormi di altri orfani ed altre vedove…

Nella vicenda di mio marito molto si gioca sulla negligente lettura del primo di soli due ECG effettuati e sull’omissione completa di anamnesi ed esame obiettivo, a partire dal primo di 4 cardiologi che si sono avvicendati nella mala gestio.

Nessuno dei cardiologi coinvolti ha rilevato sin dal primo ECG l’incipiente ischemia poi sfociata in infarto letale: tornato a casa con diagnosi di algia intercostale ed avendo di prescrizione terapeutica solo fans al bisogno, in epoca significativamente posteriore, dopo molte ore dal ritorno a casa senza alcuna terapia adeguata, l’evento sopraggiungeva, ed io, ritrovandolo, ne rivivo ancora l’orrore…..

E’ una triste vicenda che molti vogliono dimenticare, mentre io, i miei bambini e mia suocera ne saremo per sempre segnati, assorbendone quotidianamente le conseguenze, con danni incalcolabili….

Ogni progresso dei bambini ha in me una duplice reazione: iniziale sorprendente compiacimento ed improvvisa angosciante cupezza.

Così è stato quando, da lì a breve dall’evento, pochi giorni dopo, il piccolo ha cominciato a gattonare…

Così è stato col grandicello, quando l’ho scoperto talentuoso nel cantare e recitare, o con i primi 10 a scuola….

Così è ogni volta che raccolgo consensi e soddisfazioni sul lavoro, dopo che, lottando contro un periodo di primo, netto peggioramento della mia capacità concorrenziale lavorativa, ho cominciato a reagire, capendo che dovevo lottare come una leonessa per evitare di apparire debole, evitare di aprire brecce alle ineludibili perfidie che ho affrontato.

Stranamente, diabolicamente, tutte al femminile, queste perfidie, a cominciare dal diniego di una procuratrice, cui è stato assegnato il caso giudiziario, a ricevermi a colloquio, a differenza dei suoi colleghi, che ringrazio pubblicamente.

Perfidie che hanno lasciato il segno sulla mia pelle, a cui reagisco quotidianamente con l’aiuto della fede, che mi fa vedere il positivo anche dove non sembrerebbe che ci sia, inducendomi a tesorizzare le energie e raccogliere successi lavorativi, anche avventurandomi in nuove competenze.

Sentimenti conflittuali, Presidente, Le dicevo… con ineluttabile perdita di qualità della vita…

Doppia, conflittuale, lettura che avrebbe anche un’eventuale e sperata sentenza definitiva di condanna a cui miro di arrivare prima della fortemente temuta prescrizione, prevista per il 30 gennaio 2015, salvo parentesi sospensive…

Doppia lettura, Presidente, nonostante la quale non posso non valorizzare che sia fatta giustizia per Giovanni, altrimenti è come se me lo ammazzassero una seconda volta: malasanità e denegata giustizia.

Ed una tardata giustizia è già una giustizia parzialmente negata: a me non interessa tenere in piedi un procedimento ai soli effetti civili, per fatti di reato la sanzione giusta è soprattutto quella penale.

Primum non nocere è il fondamentale paletto deontologico per ogni medico…

E, quando non si dà valore alla vita umana, con grossolane negligenze, anche a fini rieducativi di costoro, la sanzione adeguata è, in primis, quella penale.

Per questo, Presidente, La supplico, mi aiuti a scongiurare la prescrizione, che, andando così le cose, se non si fa nulla per impedirlo, certamente si compirà, visto che a più di tre anni dall’evento ancora non c’è stata un’udienza preliminare e le indagini sono state fortemente lacunose.

Con osservanza
Rosa Fico Carvelli

VIETATA QUALSIASI FORMA DI OT
NO OT

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in cronaca, cronaca nera, NOTIZIE, notizie italia, salute, segnalazioni e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Giustizia per Giovambattista Carvelli deceduto per colpa medica. Dalla vedova Rosa Fico Carvelli lettera aperta al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano

  1. cybermax ha detto:

    La signora ha fatto la cosa più giusta e più sensata, scrivere al presidente della Repubblica. Io mi chiedo se il presidente della Repubblica farà la cosa giusta e sensata di leggere tale lettera.

    "Mi piace"

  2. vany ha detto:

    Speriamo nel presidente e nella giustizia.
    Intanto il povero Signor Giovanni è morto.
    Che dire quando capitano queste cose il responsabile deve pagare.

    Ciao ♥ vany

    "Mi piace"

  3. cinzia stregaccia ha detto:

    Pagherà? io non ci credo..medici che con già due processi in atto continuano a lavorare e così ecco il terzo fatto.. è cronaca di pochi giorni fa..senza parlare di chi si picchia in sala operatoria e così via…E’ forse la peggior casta che esista..spero che la signora abbia giustizia lo spero con tutto il cuore.Presidente….
    cinzia

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.