Il PD allontana i contestatori di Schifani a Torino. Ma di fatto nega loro la libertà di parola

Il PD allontana i contestatori di Schifani a Torino
Ma di fatto nega loro la libertà di parola

di Iannozzi Giuseppe

A Torino Schifani gli sta sullo stomaco. Il presidente del Senato è stato contestato alla festa del PD con fischi e urla.

Schifani ci prova a imbastire un dialogo con l’ex segretario dei Ds Piero Fassino, ma subito un bel gruppo di persone interviene  urlando, impendendogli di fatto di parlare. Alcuni manifestanti sono stati portati fuori dal servizio d’ordine della festa. Invano Fassino ha tentato di calmare i contestatori.

I contestatori urlano lo slogan “Fuori la mafia dallo Stato” con in mano un’agenda rossa, chiaro riferimento al magistrato Paolo Borsellino ucciso dalla mafia nel 1992. Vogliono entrare per assistere all’incontro con Piero Fassino e rivolgere qualche domanda a Schifani. Le forze dell’ordine glielo impediscono. I grillini, assiepati contro le transenne che delimitano il perimetro dell’area Norberto Bobbio, iniziano a far baccano: “E’ scandaloso che alla festa di un partito che si definisce democratico ci lascino fuori. Noi vogliamo semplicemente entrare ed ascoltare e fare delle domande a Schifani sull’attuale situazione politica italiana”, così una contestatrice. Che non ha proprio torto. Le risponde il segretario provinciale del Pd, Gioacchino Cuntrò: “Se volete manifestare lo fate fuori dall’area della festa. Se foste stati invitati vi avremmo lasciati entrare”.

Quella del PD più che una festa è un incontro per pochi intimi amici.

Schifani si rende ancor più simpatico nei confronti di chi lo contesta aprendo bocca: “Siete un esempio di antidemocrazia, perché volete impedire a due personalità politiche di parlare. Sono onorato di partecipare a questo dibattito e non saranno i vostri fischi ad impedirmi di parlare”. I grillini e il popolo viola non si calma. Interviene allora Fassino: “Abbiamo letto sui giornali in questi giorni che c’è qualcuno che ha tentato di organizzare squadre di contestatori a Fini e li abbiamo definiti squadristi. E’ lo stesso metodo. Vorrei dire a chi sta urlando di provare ad ascoltare, la festa del Pd è un luogo dove si discute e si mettono a confronto le idee”.

Non lasciar parlare i contestatori del popolo viola e i grillini si è però rivelato un boomerang per il PD, che ha adottato metodi stalinisti per impedire alle teste pensanti di manifestare il proprio dissenso.

Pier Luigi Bersani esprime solidarietà e profondo rammarico per quel che è avvenuto e si scusa con Schifani: “Il dibattito politico, anche il più aspro deve segnare un confine netto con la prepotenza e la prevaricazione. Le nostre feste vivono come luoghi aperti di incontro e di discussione politica. Così le abbiamo volute, così sono e saranno. Qualcuno si levi dalla testa di poterci intimorire o farci derogare da questa scelta”.

Da un PD così, da una sinistra così sinistra e stalinista non c’è da aspettarsi proprio niente di buono. Negando al popolo viola e ai grillini di entrare a quella che è una pubblica festa; negando loro il diritto di parola, il PD si è dimostrato uguale se non peggiore alla destra più fascistoide. Vale a dire: la differenza che c’è tra lo stalinismo di oggi e il moderno fascismo è pressoché nulla.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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