Poeta in assenzio

Poeta in assenzio

di Iannozzi Giuseppe

“E mi fosti dolce, tu, discorso iniziato almeno un milione d’anni fa e mai terminato in una radice. Ma tu, tu che mi guardi nello specchio, mi dirai di sì, o risponderai con un no? Ah, Poeta, io ti conosco, so che la testa la perdi sempre per ritrovarla, neanche poi troppo sorpreso di te stesso, fra le nuvole. E ciò un po’ mi fa paura, perché, tu lo sai, d’esser un mezzo incosciente. Tu credi di poter contenere il mondo tutto in una poesia e poi risultare immortale agli occhi di chi come te, degli uomini. Ah, sei un illuso, perché l’immortalità non la si acquista con una poesia: né lo stile né la perfezione potranno mai cogliere l’essenza pura e ultima della Vita. Della Morte.
Ti ho visto ieri che ti guardavi: ti dicevi bello e Vate. Tenevi una positura dannunziana e il riflesso, che ti viveva sulla superficie dello specchio, t’invitava a dirti ancora e ancora bello ed inimitabile. Accarezzavi con una mano il tuo profilo severo, poi seguivi cogli occhi la geometria della cornice dello specchio; e nell’occhio s’infiammava una passione infinita, ma eri troppo occupato a deliziarti nella tua immagine per rotolare via e fare il tuo dovere, per metter quella passione nero su bianco. Rimanesti invece incollato lì a lodarti. Quale assurdità!

Hai un dolore, non lo vuoi dire, perché l’assenzio ti consola e ti fa bello: l’illusione permane mentre reggi la mano in uno spazio che è la tua Vita, che ti invita all’immortalità. Che fai? Piangi una lacrima… Perché mai? Ah, invochi la Morte e la dici tua compagna. Stolto, stolto che sei. Non ti rendi conto di quanto e quanto dolore c’è in quella lacrima. Dovresti correre a scriverla. E dovresti regalarla al mondo perché possa essere gioia, specchio di confronto per chi sente come te. E invece resisti e l’asciughi via, la spegni come inutile fiammella nata da un cerino: proprio non vuoi che una lacrima tanto piccola possa nella sua essenza riflettere la parte migliore di te. Ti lascerai anche tu crescere le unghie come fanno i morti? Tu, Poeta, sei Sfinge, chiacchiere e domande a cui rispondi con altre domande e chiacchiere. Dai la stura a un’infinita catena di perché, e non definisci mai nulla. Te lo devo proprio dire: l’unica possidenza che gli uomini possono è quel figlio che non osano mettere al mondo per tema di affrontare le sue lacrime.

Sì, mi fosti dolce, tu discorso iniziato almeno un milione d’anni fa e mai terminato. Il tuo riflesso è ancora qui e spazia, ma non è il senno di poi e non m’aiuta a correggere gli errori che il tempo produce nell’alma. Sorridi con calcolata violenza e mandi in frantumi il vetro che ti riflette, ma sei ancora troppo innamorato di te stesso per smettere di lasciar vagare lo sguardo fra le lame del vetro in frantumi. Lo so che mi dirai di sì, che ancora ami la Vita e la poesia che essa è. Che ami te, anche se quella lacrima non l’hai riconosciuta come tuo figlio.”

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a Poeta in assenzio

  1. vany ha detto:

    A domani

    Morsetti ♥ vany

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  2. vany ha detto:

    Il poeta racconta e fantastica, racconta di tempi a lui lontani , quando il vivere era bello
    e felice ignorava ogni fardello.
    Ma si sa , ognuno di noi è diverso e anche se canta le lodi della vita che vorrebbe che ha nel cuore.
    Non è in fondo che essere poeti o saggi sia un privilegio ognuno di noi è fatto in modo diverso, dipende da dove è cresciuto e come è cresciuto. Poi dipende dalla fortuna anche la serenità e la felicità.
    Non so che messaggio volevi che capissi, oggi cmq. questa pagina è giusta e delicata
    per i miei gusti pur notando la ironia che hai scritto x l’interprete.
    Voto otto 😛
    Vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non so chi sia un poeta e chi no.
    Sicuramente ha un suo modo di sentire capace di risvegliare sensazioni in chi lo legge. In chi lo ascolta soprattutto.
    Questo è il ritratto di un poeta. Vinto? Sconfitto? Vincitore?

    C’è l’ironia, vero, perché i poeti li prendo un po’ per i fondelli. 🙂 Sono persone non troppo serie, sempre e in ogni caso. Il più delle volte dei falliti ed incapaci.

    Così sia, Agnellina. 😉

    Smaaackkk

    orsetto di VaNY

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