Famiglia Cristiana contro Berlusconi nell’editoriale di Don Sciortino

Famiglia Cristiana contro Berlusconi
nell’editoriale di Don Sciortino

di Iannozzi Giuseppe

Berlusconi cardinale

Berlusconi ha perso il favore dei cattolici. Famiglia Cristiana, per voce di don Sciortino, parla molto chiaro: “Il Cavaliere vuole governare senza i formalismi costituzionali”. In particolare Don Sciortino evidenzia che il “berlusconismo distrugge chi dissente”.

Il berlusconismo ha oramai perso l’appoggio dei cattolici! Così parrebbe. Anche se non è detto: viviamo tempi oscuri, di prebende e medioevalismi, per cui cambiare idea è purtroppo diventata la norma, la sola regola riconosciuta da buoni brutti e cattivi.

Famiglia Cristiana, per il momento, butta sul tavolo le carte che ha in mano: “In Italia comanda solo lui, grazie alla ‘sovranità popolare’ che finora lo ha votato…  la situazione politica italiana è assolutamente unica in tutte le attuali democrazie, in Paesi dove la questione del potere, attraverso cento passaggi teorici e pratici, è stata trattata in modo che si arrivasse a sistemi bilanciati, in cui nessun potere può arrogarsi il diritto di fare quello che vuole, avendo per di più in mano la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione. Se promette alla Chiesa di appassionarsi all’embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni il ‘metodo Boffo’ (chi dissente va distrutto) è fatto apposta”.

Il ministro Bondi si dice disgustato. Francesco Giro è surreale accusando Famiglia Cristiana di “pornografia politica”. ”Da cattolico considero l’editoriale di Famiglia Cristiana una dimostrazione di pornografia politica per la scarsa decenza degli argomenti che vengono proposti”. Così in una nota Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali. Sacconi, che rivolgendosi a Don Sciortino, lo accusa di essere “accecato dalla faziosità”.

Il ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, braccio destro di Berlusconi, prova “sentimenti di sconcerto e di disgusto dopo aver letto l’editoriale”: “La crisi della società italiana deve essere giunta a livelli di allarme, e la Chiesa stessa non ne è affatto immune. Se perfino un settimanale cattolico giunge a tale accenti di unilateralità politica, di assenza di stile e di rinuncia alla moderazione”.
Maurizio Sacconi attacca Don Sciortino inventando di sana pianta: “Don Sciortino appare accecato dalla sua personale faziosità politica al punto tale da non riconoscere il valore pubblico che meritano i fondamentali principi cristiani, discrimine inesorabile dello stesso consenso elettorale. Anche nel recente voto regionale molti elettori hanno saputo distinguere tra Bonino e Polverini, tra Bresso e Cota, tra Bersani e Berlusconi per ciò che oggettivamente potevano e volevano garantire su questi valori… pur non essendoci un partito unico dei cattolici, larga parte di essi tenderanno a convergere con i non credenti che accettano i principi cristiani in quanto elementi costitutivi della nostra tradizione”.

Walter Veltroni, sulle colonne del Corriere della Sera, per l’ennesima volta scopre l’acqua calda: “Rimango dell’idea che le uniche alleanze credibili, prima e dopo le elezioni, siano quelle fondate sulla reale convergenza programmatica e politica. In fondo il repentino declino del centrodestra conferma proprio questo. Spero che si concluda rapidamente l’era Berlusconi, così in Italia potremo finalmente avere un vero bipolarismo, schieramenti fondati sulla comunanza dei valori e dei progetti, capaci di riconoscersi e legittimarsi reciprocamente in un Paese con una politica più lieve e perciò più veloce ed efficiente nella capacità di decisione del suo sistema democratico. Se saremo invece tanto cinici da pensare che il declino di Berlusconi possa aprire la strada a un nuovo partitismo senza partiti e alla sottrazione ai cittadini del potere di decidere il governo, finiremo con l’allungare l’agonia del berlusconismo e l’autunno italiano”. E specifica: “Il nostro Paese merita di più. Merita di più dei dossier e dei veleni. Di più della politica ridotta a interesse di un leader. Di più delle alleanze con il diavolo”.

Vero, gli italiani meritano di più, molto di più: non hanno bisogno di un premier monopolista, ma però non hanno nemmeno bisogno di una sinistra rosè, annacquata e incapace come quella di Romano Prodi.

NO OTIl punto è che in Italia non c’è un solo politico pulito in grado di governare con i mezzi della lealtà costituzionale, della legge, della giustizia. E’ per questo che il berlusconismo continua a rimanere in piedi: in un paese dove la democrazia è stata ridotta a meno d’una chimera, la “legge del selvaggio west” consente a chi come Berlusconi di vincere.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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