Strega e Lupa forse un po’ mamma

La Stregaccia Cinzia

Strega e Lupa

forse un po’ mamma

di Iannozzi giuseppe

a Cinzia (Dog)
con tanto tanto affetto.
Cinzia la Stregaccia
In tutti questi anni è stata per me un po’
come una mamma adottiva, dico sul serio;
mi ha confortato, schiaffeggiato anche all’occasione.
Però non hai mai dimenticato d’essermi amica sincera.

Lupa

Lo so che passo
da un estremo
all’altro senza posa;
che i miei passi
non sono mai
silenziosi; molte cose
le ho fatte
senza pensarci su
scalando il K2
con la lingua,
molte altre invece
finite distrutte
subito sotto il peso
dell’impazienza;
e sempre
ho predicato bene
e razzolato male
Ho pagato i miei debiti
leggendo nei fondi di caffè,
e a più d’uno
gli ho sparato in fronte
senza un perché
Non ho colpa
d’esser un randagio;
m’hanno abbottonato
la camicia che non ero
ancora bambino;
il tempo però m’ha fatto
largo il petto
e i bottoni son saltati
e le giugulari dei carcerieri
hanno straripato fuori
l’infezione del sangue

Senza meta, senza scopo,
vago e talvolta godo
allargando le fauci
al cerchio biondo della luna
Come Omero,
con gli occhi gonfi di cecità,
ho provato a fecondare
le donne con la mia verità;
e se qui o altrove un figlio
è scampato al massacro ordinato
mentr’io prendevo la strada per l’Egitto,
non so dire

Ma tu che sei pietosa Lupa
divisa fra Romolo e Remo
e i tuoi cuccioli; tu che ami
senza distinzioni e non come me,
forse potrai ancor oggi
darmi un riparo per un minuto o due

Persa

Mi sono sempre sentita così,
fuori posto,
la testa affogata nei sogni
e l’anima non so
Continuavano a ripetere
che sarebbe passato
Non gli ho mai creduto

Non gli ho creduto
Ero diversa, ero persa
Avevano ragione a tenermi
lontana
a colpi di fionda,
come si fa coi lupi
che sanno la rabbia,
la fame per istinto

Mi sono sempre sentita così,
costretta a lasciare le mie impronte,
in silenzio,
in punta di piedi ma in agguato,
sempre da sola,
una lupa con solo il fiato fra i denti

Un disastro completo
ovunque andassi
perché mi sentivo così
Avevano ragione a segnarmi
con una lettera scarlatta per dirmi strega,
illudendosi di consegnarmi alla gogna
Tutti quelli che hanno
puntato l’indice contro
affamati solo d’aver un’altra vittima
hanno avuto giusta sorte,
morte per soffocamento
fra i Tredici dell’Ultima Cena

Adesso mi chiedo se ne sia valsa la pena
vivere così a lungo fuori dal puzzle
Posso dire che…
che mi sono sentita sempre così,
fuori posto
con il blues nelle scarpe,
con un tacco sì e uno no

Avevano ragione a non darsi,
a non farsi carico del mio blues
perché mi sono sempre sentita così
Così persa nel blues
Nel blues
Nel blues

Mamma

Con l’estate
mi hai abbandonato
manco fossi
una pezza da piedi

Avvelenato
nel silenzio
che hai fatto
d’attorno,
sprofondo
nel sale delle lacrime
che mi hai lasciato
in nome di quel dì
che a cuor leggero
mi dicesti
“ti voglio bene”

Potevo mai immaginare
che al pari di tante altre
avresti per sempre eclissato
i tuoi occhi
per mai più incontrare
il mio sguardo bambino!

Non importa
se Morte verrà presto
e di me lascerà
a te che vivi la tua vita
soltanto l’immagine ingiallita
d’una fotografia dimenticata
in fondo a un cassetto
E’ in ogni caso
la meglio sepoltura
che potessi desiderare,
mamma

Solo un buffone, Amica Mia

E così mi abbandoni
Fai bene
Sono solo il Buffone di Corte
che si finge Re in Eterno
con il cerone in faccia,
ma gli occhi di lacrime e di sonno,
e la bocca mortificata nel rossetto

Saprò seppellirmi
nelle risate tirate alle spalle,
negli insulti che per strada
di sicuro non mancheranno
insieme a pugni e sgambetti
Berrò l’acqua delle pozzanghere,
e pregherò d’affogare

Per il momento rimango
sotto il sole…
Giusto un buffone,
giusto un fallito, Amica Mia

Lolite e Chupa Chups

Hanno fatto fuori l’infermiera
Una supposta è bastata
Le scarpe nuove un male Giuda
Stare in piedi dalla mattina
alla sera non aiuta la guida, il mio cane
Chupa Chups, Lolite a tempo di Jazz
Che mondo fantastico, manca soltanto
Armstrong
Potrei schizzare fino alla Luna

Sto ancora cercando di capire
dove ho inciampato
Il postino mi ha morso la terza gamba,
ma nessuna lettera per me
Peccato, avrei voluto davvero
fare qualcosa di buono, come donare il sangue!
Mi ha poi preso con un gancio
mentre ero distratto, e tutto è
precipitato e non so perché
Mi sono svegliato in coma
in un fottuto ospedale,
legato al letto come un animale

Sto cercando di venirne fuori
Gli ho dato il mio nome, Ivan Denisovič
per l’assicurazione e le malattie prese
da bambino
Ho ancora il naso che perde
e di sotto non va meglio
Sto cercando di capire
chi mi ha fatto lo scherzetto stamani,
le stringhe legate strette strette,
la destra alla sinistra e queste siringhe
Perdo l’orientamento nel tempo
Certi viaggi, certi cori gospel!

Potrei schizzare fino alla Luna
se solo non avessi…
Lasciamo perdere, non sono mai stato bravo
nei lavori di scavo

Mi raccomando, non farti
tutte le mie canne, passa prima da mammà
Rassicurala, non ci sta con la testa
però le voglio un bene da morire

Tu non mi vuoi bene

Tu non mi vuoi bene
Non più
Non so bene perché
Sarà per via del Partito dell’Amore
che è partito per la tangente e anche tu
E’ così strano
il mondo quando credi d’averlo in pugno

E’ così strano
questo sole che picchia la testa
I matti escono fuori,
sputano contro il cielo la saliva
che non hanno,
gridando che la fine è vicina
Le streghe solcano gli spazi
in cerca di UFO e marziani,
fanno però sempre ritorno a casa
con un pugno di nebbia e la scopa
che meriterebbe un’aggiustata

Tu non mi vuoi bene
Non lo so perché
Ma ricordo che un giorno
fui il tuo figlio adottivo,
diavolo simpatico quanto basta
Oggi è tutto cambiato
Le cavallette hanno invaso i campi,
i gelatai hanno chiuso bottega
e anche i pagliacci si sciolgono
sotto il peso della crisi delle borse
Per New York, Milano, Tokyo
non piove sul bagnato,
e anche noi qui sotto al Colosseo
ce la passiamo proprio di merda
con quaranta gradi all’ombra e in tasca
sì e no l’ombra di cinquanta centesimi d’Euro

E’ così strano
quando vieni abbandonato
Fa male perdere chi ami,
scoprirti solo come un cane sull’autostrada
E’ facile fare il passo, andare sotto i vacanzieri
e rendere l’anima a Dio con il collare e tutto il resto
E’ così strano, strano
esser stati amati e subito abbandonati al primo caldo

Un giorno mi volesti bene
e una cuccia c’era anche per me nel tuo giardino
Adesso è tutto diverso, non c’è più l’erba verde
ma solo saggina in quantità, bruciata perlopiù
Non importa, domani non sarò più
e finalmente pioggia dai tuoi occhi cadrà

Se la mia faccia

Se la mia faccia
trovi non ti piaccia;
se fra occhi
e labbra sol riesci
a vedere ispidi peli
e nel mezzo un nasone,
non vai al di là
di questa mia maschera
da buffone; le lacrime
che dagli occhi spremo,
per felicità o quotidiano dolore,
son per te sentori
di niuno valore?

Ti sganasci
un po’ per scherzo
un po’ no
senza garbo alcuno;
fumo mi sputi contro
sugli occhi miei sì neri
e profondi
perché più non veda
la risata tua diabolica
Ciò nonostante tua natura
t’impone d’esser strega
pallida pallida
e non quella femme fatale
che t’immagini
interrogando la sfinge
sovra rossetti e fard

Quel fiore

Quel fiore dalla terra venuto su
a forza di disperate lacrime,
dal grembo mi vien strappato
e non era ancor al massimo
suo splendore né prossimo
a sfiorire; tutto oggi mi levano
credendo di far il mio bene,
ma è la vita mia che portano via

In punta di piedi

Quando ti dissi che avresti dovuto
sopportarmi ubriaco e barbuto,
sporco e orso, imbronciato e capriccioso,
non stavo scherzando
Te ne sarai ben resa conto
adesso che mi vedi qui col solito vestito addosso
sotto il tuo pergolato a elemosinare un goccio di rum
che addormenti le mie orecchie e il poco cervello
che bene o male nella testa nel suo spazio ci sta

Quando ti assicurai
che non ti saresti liberata delle mie noie,
delle mie piccole gioie urlate e subito gettate a mare,
non ti stavo prendendo per i fondelli;
sono ancora quel bambino con la fionda
pronto a tutto purché sia un’avventura di pirati,
di principesse da salvare, di streghe e diavoli
che non ne vogliono sapere di scomparire
sotto l’impeto del mio fraseggio confuso
Ho mille anime morte di scorta
Gogol’ che dà alle fiamme il suo capolavoro
mi fa paura e mi affascina, perciò non credere
di potermi comprare o vendere; mi puoi però adulare
dicendomi dandy, non senza avermi prima offerto
un altro giro di pazzia, un brandy e un altro ancora

Quando venni da te in punta di piedi per non svegliarti
mi riconoscesti subito: non son di certo un fringuello
che se passa hai già il rimpianto che ti rode il cuore
di non averlo veduto; ti sono rovinato addosso alle rose,
un baccano del diavolo, mille spine a salassarmi
e tu a scoparmi in testa con la tua grossa ramazza
Dio mio, un male cane così, te lo assicuro
non l’ho sentito mai! La tua scopa, brutta Strega,
fa un male cane, un male cane, ma senza non so
a chi altri potrei mai rompere l’anima…

Non darti pena

Per me non darti pena
Giovane ancor sono
Lo spirto mio invaso è
più di seme che di speme;
e se trovi sia io volgare,
ti dirò che il Leopardi,
sommo poeta
da me amato,
pure lui nei suoi sogni
mai consumati osò dire;
e allora non far di me
croce senza delizia,
Amica Mia

Sabbia e fantasmi

Ammetto di non capire
Non capisco la sabbia
Vedo però i fantasmi
che affogano nel gorgo
del tempo e la clessidra
che perde il suo tempo

Ammetto che ho fatto poco,
e poco ancora domani farò
per mia incompetenza
o perché lontano da psicanalisi
e strutturalismo, senza Dio sì
ma con l’anima sempre
al suo posto a tenere il ritmo
dentro al petto

Se domani alla sbarra
davanti ai giudici mi dirai vecchio,
non opporrò resistenza
Ma quando fuori ti giuro
ti strapperò dalla bocca la lingua
con l’indice e il pollice a mo’ di pinza,
e poi ai serpenti del deserto in pasto
E quello che avrò fatto sarà giusto,
né poco né troppo

Mamma Befana

Non mi picchiare, ti prego
Nessuno mi può prendere per il collo,
rovesciare la camicia e mettermi sotto
a lavare i piatti
Non è mica mia la colpa
se vai a cavallo d’una vecchia scopa
ed io sempre cinque assi nella mano

Non male, non male davvero per un ragazzo di strada
Non male, non male davvero per un ragazzo di strada
Oh yeah…

Se nei miei occhi hai visto quelli d’un figlio
non spezzarmi le ossa proprio adesso
che ho deciso di metter la testa a posto
Befana, lascia che ti dimostri
quanto sono cambiato
La domenica vado in chiesa e prego
Accendo candele per i morti
e per tutti quelli che presto
andranno a tenergli compagnia
Sono quel ragazzo sentimentale che veste in nero
e mangia solo una fetta di pane bianco tostato
Sono ancora quel bambino piangente
che raccogliesti dalla strada per darlo a Gesù
a forza di bacchettate sulle mani e calci in culo

Non mi picchiare, ti prego
Sono un uomo oramai, guardami bene!
Ti sembro il tipo che farebbe del male
senza una buona ragione?

Befana, non mi picchiare, Gesù santo!
Non sono cambiato, sono diventato un uomo,
un uomo in nero con il cappello e gli occhiali scuri
Non è mia la colpa, non è mia se ho cinque assi
e vinco ogni mano con l’aiuto del diavolo
Non è mia la colpa se la tua scopa è vecchia
e le cataratte non ti fanno vedere
quanto sono arrivato in alto

Non male, non male davvero per un ragazzo di strada
Non male, non male davvero per un ragazzo di strada
Oh yeah…

Non mi picchiare, ti prego
Befana, lascia che ti dimostri
quanto sono cambiato – puoi credermi sulla parola
Sono ancora quel bambino piangente
che raccogliesti dalla strada per darlo a Gesù
In nero sempre e così dannatamente sentimentale,
l’avresti mai detto, mamma Befana?

Non male, non male davvero per un ragazzo di strada
Non male, non male davvero per un ragazzo di strada
Oh yeah…

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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11 risposte a Strega e Lupa forse un po’ mamma

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    non mi avevi dedicato mai un post così lungo :))))))))))) mentre le rileggevo ricordavo anche i motivi per cui me le avevi scritte…bella “avventura di vita” la nostra :)))) alti ,bassi,liti, ma tanto affetto e rispetto e quell’esserci….anche se mai ci siamo conosciuti e neanche sentiti per tel. Bellissimo non credi? Eh si per me sei proprio come un figlio adottivo..:))
    Ti voglio un bene grande grande
    cinzia

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  2. vany ha detto:

    La gente prova di tutto: denaro,sesso, carriera,matrimonio, alcol,rock an roll e persino droghe, ma la maggior parte di noi vuole solamente una cosa…la felicità.
    E tu caro King lo sai fare con noi è una parte naturale di te ci permetti e trasmetti felicità.
    Te lo dico, te lo grido, te lo canto.
    King sei grande !!!:)
    Bacino vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Avevo pensato di metterlo nel periodo in cui eri via. 🙂 Ma non sarebbe stato bello. Te ne avevo accennato, ricordi? Ho preferito aspettare che tornassi. Queste sono le poesie che ti ho dedicate dal gennaio di questo anno a oggi, più o meno tutte, o escluso una soltanto che era un po’ troppo politica seppur ironica. 😉 Credo che nell’insieme queste poesie per Te descrivano bene il nostro rapporto, ma soprattutto te, ora Lupa ora Stregaccia alla prese con le mie bricchinate. 🙂

    Sicuramente avrai una voce gracchiante, da strega. 😀

    Se ci mettiamo al telefono ho netta la sensazione che potrebbe litigare per delle ore. AH AH AH Io farei un accenno politico, tu ribatteresti e così… ad infinitum. 😀

    Se non lo meriti tu un post, non so davvero chi altri. Ci sei stata sempre, sgridandomi e lodandomi, proprio come una vera amica. Perché il vero, be’, la vera Amica è colei che non ti riempie di lodi sperticate, ma che ti critica e che ti manda affanculo anche.

    Ti voglio un bene grande anch’io, mamma Orsa Strega adottiva 🙂

    beppaccio

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  4. vany ha detto:

    Non essere triste, c’è mio fratello in piscina oggi con la sua bimba, poi anche l’altro fratello ed un suo amico poi una mia amica ,c’è mio babbo che taglia l’erba sono giorni così, giorni di ferragosto, mia madre con i gelati e tante mosche noiose ci pizzicano la pelle..
    Un bacino king 🙂
    Vany

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  5. vany ha detto:

    1Bacio grande grande!!
    ♥ vany

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  6. Franca ha detto:

    ho letto da Cinzia , molto bella !!!!!!!!!!!!!!

    Buon fine settimana !

    franca

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  7. cinzia stregaccia ha detto:

    Buongiorno Beppaccio,mi sento un pò colpevole passo ma non leggo..spero tu mi perdoni è un momento che proprio non mi va di leggere ho comprato due settimane fa un libro che tratta del mio argomento preferito è lì..vicino al pc..lo guardo ma non riesco ad aprirlo..ho addosso un strana apatia..Oggi faccio una gitarella ad Orvieto..il primo giorno “di ferie” mah…un bacio grande grande
    cinzia

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Visto che le poesie per la Stregaccia ti son piaciute, ti lascio qui la sua immagine. 🙂 Devo farla diventare famosa a 'sta Stregaccia, così ho deciso.

    bacione e buon sabato

    beppe
     

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No, non ti perdono. 😀
    Come non ho perdonato Vany.

    Eccomi in che stato sono al momento, una istantanea del mio stato d’animo.

    Che ne pensi?
    Dici che mi rispecchia?
    Io direi di sì, al cento per cento. 😀

    Non capisco perché con l’estate gli italiani non leggono. Con l’inverno non leggono. In autunno neanche e in primavera poi manco a parlarne.
    Gli italiani non leggono. Hanno sempre la scusa pronta. Gli si appiccica addosso come il chewingum sotto alle suole delle scarpe. E’ un discorso che faccio in linea generale, non sul mio blog. Chi vuol leggere lo legge, chi no me la pagherà, questo è chiaro. 😀

    Dunque, a te ti scuso, perché SEMPRE, e lo sottolineo, hai letto il mio blog, anche le cavolate, per cui se una volta non tieni voglia, direi che è normale.
    E’ normale anche che non leggi il tuo libro, è un momento così. So bene che sei una gran lettrice, per cui non ti sentire rimproverata.

    Ho approfittato per dire degli italiani che non leggono.
    Se tutti leggessero almeno quanto te nell’arco dell’anno, tra libri e giornali, siano essi cartacei o in rete, ci sarebbero molti meno pregiudizi legati all’ignoranza.

    Dunque tu non meriti rimprovero alcuno.
    Goditi la vacanza. Ti auguro che tu possa distrarti e divertirti e rilassarti.
    Non ti preoccupare.

    Quando poi torni, faremo i conti. 😀

    un bacione, Stregaccia mia preferita ^__*

    beppaccio sempre

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  10. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Allora almeno queste sono state di tuo gradimento. 😉
    Per fortuna, perché qui rischio che tu, di questo passo, non mi legga più. 🙂

    Un bacione, Agnellina Vany

    orsetto di Vany

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  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Devo crederti che c’è tuo fratello in piscina?
    Devo crederti che c’è un amico di tuo fratello?
    Non è che fai il filo all’amico di tuo fratello, vero, Agnellina?

    Guarda che le mosche sono creature del diavolo. La loro incarnazione. 😀
    Io ti spio. 😉 Oltreché orsetto son diavoletto, lo sai. 😉

    Bacione, Agnellina Vany

    orsetto di VaNY

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