Pelù con i Litfiba contro papi-Berlusconi e la P3

Pelù con i Litfiba contro papi-Berlusconi e la P3

di Iannozzi Giuseppe

Piero Pelù e Ghigo Renzulli

“I Litfiba hanno offeso l’intelligenza dei giovani siciliani, almeno di quelli, e sono proprio tanti, che sanno ascoltare buona musica senza farsi fuorviare da squallidi messaggi populisti e demagogici”: sbraita così l’assessore alla cultura e alle politiche giovanili della Provincia di Palermo, Eusebio Dalì.

Piero Pelù, nel corso del concerto tenuto insieme ai Litfiba a Campofelice di Roccella (il 13 agosto 2010), nel palermitano, dal palco ha parlato chiaro e tondo. Pelù ha detto contro Berlusconi e i suoi più stretti collaboratori accusandoli di collusione con la mafia.

Pelù ha prima salutato il “popolo di Trinacria”, ha poi dato il benvenuto al “concerto per gli spiriti liberi, a chi crede che Dell’Utri ci ha rotto il cazzo, giusto per mettere in chiaro subito le cose”. Ed ancora: “Per chi è contro i mezzi di distrazione di massa, benvenuti nello stato libero di Litfiba”. Nel corso del concerto, sul palco è anche apparsa una finta bara con sù la scritta “Gelli”; Pelù ha dunque “commemorato la morte della P2”: “Partecipano al suo dolore la mafia siciliana, la ‘ndrangheta calabrese, la camorra napoletana, il vostro conterraneo Marcello Dell’Utri, e naturalmente papi-Silvio Berlusconi. La P2 è morta. Viva la P3!”.

Dalì tiene bordone a Berlusconi: “Renzulli e Pelù sono venuti in Sicilia a fare propaganda politica, con la tipica presunzione di chi crede di essere depositario di verità assolute e per questo poter inveire contro tutto e tutti, senza alcun freno inibitorio. L’essere acclamati ogni volta che si apre bocca non giustifica gli eccessi verbali violenti che creano odio e divisioni. A Campofelice di Roccella io c’ero e non mi sembrava di stare a un concerto, bensì a un processo di piazza sommario, a un pubblico linciaggio: è stato sconcertante assistere ai reiterati strali di Pelù, sconfortante vedere tanti giovani lasciarsi passivamente inglobare in una cultura dell’anti, senza senso e senza costrutto”. E arrivato a questo punto, Dalì lancia il suo anatema censorio: “Invito tutti i primi cittadini della Sicilia a non ospitare più artisti che hanno come unico scopo il pontificare, predicare e fare lotta politica”.

NO OT
Ce ne fossero di gruppi rock come i Litfiba. Il nostro belpaese massacrato da santi e mafiosi e camorristi, tutti dannatamente a piede libero, ha bisogno di gente in gamba, di artisti coerenti che sappiano fare del grande rock invitando anche il pubblico a riflettere sugli accadimenti della società e della politica. Proprio come i Litfiba di Piero Pelù e Ghigo Renzulli.

Lunga vita a lo “stato libero di Litfiba”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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