La donna-bambina, il lupo e l’orso

La donna-bambina, il lupo e l’orso

di Iannozzi Giuseppe

Non è difficile indovinare
chi è la bimba di questa favola
a lei dedicata

Di solito le favole, felici o no che siano, iniziano sempre con un bel “c’era una volta”. La nostra favola invece no, inizia con un più autentico e moderno “oggi c’è…”, dunque, miei piccoli Lettori, accomodatevi sui cuscini, cucite le boccucce, aprite bene le orecchie e ascoltate la storia che in questo preciso momento si sta scrivendo sul Libro Mastro delle Favole di tutti i Tempi.

* * *

Vany

C’è una bella bimba che vive in un paese circondato dal verde dei prati in fiore e dall’azzurro del cielo, dove sempre i passerotti cinguettano. Mangia di buon appetito quello che madre Natura le dà, perlopiù ciliegie, fragoline e more selvatiche, mirtilli, mele rosse, pesche e albicocche, ma anche verdurina fresca, pan di zucchero, cavolfiori, carciofini romani, lattuga; e di tanto in tanto uova fresche di gallina e pescetti d’acqua dolce. Beve acqua di sorgente, sempre fresca, mai imbottigliata: quando va al ruscello a riempire le secchie di legno, non dimentica di porgere la boccuccia rosea al bacio dell’acqua, che finisce col bagnarle il visetto causandole uno scoppio di risa adamantine.

Vany è il suo nome e tutti le vogliono un gran bene. Quando è sera, non dimentica mai di dire una preghierina a Gesù, per le persone e per gli animaletti del bosco, affinché sempre assicuri loro salute e felicità.

Di tanto in tanto il fratello, che è più grande di lei, va a trovarla nella sua casetta immersa in un giardino ricco di margherite, di rose bianche e rosse, e anche di papaveri alti alti quando è la stagione. Il fratello vuole molto bene alla sorellina, tiene però su un’aria di sufficienza che a Vany non garba; crede infatti di saper fare ogni cosa e non manca mai di rimproverarla per un nonnulla, soprattutto per i gattini e i cagnolini che tiene in casa e che lei tratta con amore uguale a quello che dona alle persone. Questa bellezza d’animo così francescana dà fastidio al fratello di Vany. Giovanni – è questo il suo nome – talvolta si arrabbia con la sorellina e la sgrida invitandola a buttar fuor di casa i suoi amici a quattro zampe. Vany non gli ubbidisce, ed allora lui s’incavola e fa un gran fracasso girando per casa come un diavolo della Tazmania. Per fortuna le visite di Giovanni non sono frequenti, per cui la fanciulla può godersi in tutta tranquillità il suo angolo di paradiso sognando a occhi aperti ora unicorni da catturare con placide carezze, ora folletti da inseguire e arcobaleni e pentole piene di tesori.

Vany decide di andare a prendere l’acqua, giacché è rimasta con poco meno d’una secchia piena, una quantità davvero insufficiente per far fronte alle necessità di lei e dei suoi amici a quattro zampe. E’ per lei l’occasione per rinfrescarsi nel torrente, per fare una passeggiata attraverso prati e macchie di bosco e incontrare così gli amici animali, gli scoiattoli, i cuccioli di volpe, ed ancora caprette selvatiche e meno bisbetici caprioli. E’ dunque molto felice, la gioia le imporpora le gote; di fatto è innamorata della vita e di tutte le cose belle che solo attendono d’esser scoperte.
Arrivata nei pressi del torrente, la bella bimba volge lo sguardo al cielo; è bello azzurro, solo qualche pecorella lattiginosa naviga placida, e il sole è alto e caldo, e gli uccellini svolazzano cinguettando. E’ una visione paradisiaca che gonfia il cuore della fanciulla di pura serenità.
Vany ama la bellezza, la semplicità e ogni volta che si guarda d’attorno e scopre che Dio è nel canto d’un usignolo o nel belato d’una capretta, lei lo ringrazia.
Arrivata presso la sorgente subito l’aria fresca la ubriaca. Colta da un sentore di selvaggia libertà, si leva gli zoccolini e fa volare via il vestito di cotone rimanendo con addosso le sole mutandine. Sicura di sé si getta in acqua e comincia a giocare spruzzandola dappertutto, immaginando di prender parte a un gran ballo in qualità di ospite in un castello fatato abitato da gentili dame e da più gentili cavalieri, non di rado assai buffi nell’abbigliamento.
Mentre gioca circondata dai pesciolini che nuotano fra le sue gambe facendole il solletico, Vany non si rende conto della minaccia incombente, non può difatti vedere l’ombra che d’attorno si sta facendo sempre più larga. All’improvviso il sole diventa pallido, come terrorizzato. Una voce rauca e metallica sbraita contro la donna-bambina che nell’acqua del torrente sta facendo il bagnetto. Sentendo la lingua aliena mordergli le orecchie, la giovane Vany impallidisce e il suo cuoricino perde un colpo. Ha paura. Non ha ancora visto in faccia chi la minaccia, ma la paura le è già entrata in circolo. In gola sente i singhiozzi soffocarla e gli occhioni un istante prima sereni già piangono disgrazia. Prima che abbia tempo di portarsi al riparo, la malvagia creatura è di fronte a lei che la interroga: “Tu chi sei? Come osi sporcare l’acqua del mio ruscello?”
Vany alza un pochetto lo sguardo sull’animale che la minaccia: è un lupo nero. Non un lupo normale. E’ gigantesco e si regge sulle zampe posteriori, in piedi. Ha orribili artigli affilati, occhi di fuoco e denti famelici sporchi di sangue. Nerissimo il lupo non può che essere una creatura del Diavolo. La povera donna-bambina non sa che dire. Balbetta. Subito si rende conto che non servirà a nulla cercare di discutere con quel mostro vomitato dall’Inferno: glielo legge negli occhi che è venuto da lei per papparsela. Non è una creatura di Dio, la giovane ne è certa. Purtroppo Vany ha capito bene: il lupo è un diavolo, forse addirittura Belzebù, in ogni caso un essere sanguinario che non si può convincere che l’amore è la sola forza per cui val la pena di vivere.
La giovane Vany è in un bagno di lacrime, ha capito che contro il lupo famelico niente può fare. Invano cerca di convincerlo che l’acqua del ruscello è di tutti; gli assicura poi che non può aver insozzato l’acqua perché lei è pulita e profumata, troppo giovane per accogliere malattie nella sua boccuccia o altrove; gli assicura, coprendosi come può con mani e braccia il petto nudo, che non farà mai più il bagnetto nel ruscello e che non ne berrà in futuro l’acqua. Non servono le parole, il lupo famelico già si lecca le zanne con la lingua. Il suoi occhi di fuoco incollano la preda al letto del ruscello. Vany non riesce a muoversi, terrorizzata è caduta battendo il sederino sul fondo del fiumiciattolo, rischiando di schiacciare pure due pesciolini. Piange come una fontanella, sicura ormai della triste fine che l’attende. Se almeno il suo fratellone fosse stato insieme a lei, lui l’avrebbe difesa, non avrebbe permesso ad alcuna creatura infernale di farle del male; tuttavia Giovanni è lontano e lei non è capace di difendersi. E poi che potrebbe mai una bimba tenera tenera come lei contro un lupaccio affamato? Forse troppo tardi ha scoperto che nel bel mondo creato da Dio il Male riesce comunque a penetrare e che sempre se la prende con le anime più indifese.
In cuor suo dice una preghierina per congedarsi dal mondo che tanto ha amato. Tremante e piangente aspetta che il lupaccio strazi le sue tenere carni fra le sue zanne. Sente il suo puzzo di zolfo farsi sempre più vicino. Sente le sue zampacce sollevarla senza sforzo. Sente sul suo bel faccino sbiancato dalla paura l’alito puzzolente del lupo nero.
Con gli occhi chiusi attende la fine.
D’improvviso cade con tutto il suo lieve peso nell’acqua del torrente. I pesciolini si raccolgono subito intorno a lei disegnando coi loro corpicini un anello. Vany non capisce, non subito. Ha aperto gli occhi, ma la vista è ancora annebbiata dalle lacrime e dalla paura. Le par di vedere che il lupaccio stia intrattenendo una furibonda lotta, però non saprebbe dire contro chi.

al mio orsetto preferito

Quando finalmente riesce a focalizzare, davanti alla sua vista si presenta una scena invero insolita: quello che pare un orso, o giù di lì, ha costretto fra le sue possenti zampe il lupo, costringendolo a urlare di dolore. La fanciulla non riesce a credere ai suoi occhi: sembra proprio un orso l’essere accorso in suo soccorso, eppure non è un orso, non del tutto comunque.

La fanciulla è spaventata, l’orso che ha messo kappaò il lupo cattivo adesso le si sta facendo incontro. Sul suo muso c’è un sorriso furbetto. Vany non capisce quali possano essere le sue intenzioni, ha paura e non ne ha. Un sentimento strano quello che prova. Fissa con in suoi occhioni neri di velluto la creatura orsina e decide che ha tutta l’aria d’essere un gran bastardo, nel senso buono però. In realtà la giovane è scombussolata, oltreché impaurita. Quello che pare un orso, un orso non è, non del tutto; e poi ha stampato sul muso un sorriso bastardo, che Vany non riesce a decifrare bene. Non riesce a capire se è buono; se è cattivo; se è allo stesso tempo buono e cattivo.
Non capisce quali siano le sue intenzioni. E’ spaventata, non come di fronte alle zanne del lupo diavolo, però…! Nel suo cuore, proprio in fondo, sente che non ha da temere: l’ha salvata, per cui non dev’essere un orso cattivo, sempreché si tratti d’un orso, l’aspetto difatti può trarre in inganno, questo Vany l’ha capito, da poco ma l’ha capito.

* * *

Miei piccoli Lettori, a questo punto io narratore dovrei chiudere il Libro Mastro delle Favole di tutti i Tempi e assicurarvi in maniera molto spicciola che altro non c’è da raccontare.
Il motivo?
La buona educazione ci raccomanda di non impicciarci delle storie d’amore per farne chiacchiere da portare in giro, sulla bocca della gente. Se una morale c’è nella favola che vi ho raccontato è che le apparenze possono trarre in inganno e che il Creato di Dio è sì bello, ma sempre sotto il vigile assedio del Male. Mentirei se ora vi dicessi che i diavoli non esistono e che ogni angolo della Terra è abitato solamente da fatine buone ed elfi.
Dovrei dunque chiudere il Libro Mastro e lasciarvi a meditare sulla storia che vi ho or ora raccontata. Tuttavia nei vostri occhietti, sì simili a quelli degli angioletti, leggo una punta di delusione, per cui vi porterò un accenno, uno soltanto, di come Vany fa amicizia con l’orso che un orso non è, non del tutto comunque.

* * *

La fanciulla, del tutto ripresasi dalla paura, vede finalmente il suo salvatore: è un uomo grande e grosso e barbuto, con una tuta di fustagno addosso e non poco sporco di fuliggine e fango. Sembra un orso, sì. Non ha l’aria cattiva, nonostante il sorriso furbetto che le rivolge tenendo un rametto di liquerizia in bocca. La fanciulla decide che bello non è, non uno di quei principi azzurri per cui la maggior parte delle donne farebbero follie starnazzando come galline. Vany tenta di raccogliergli la mano nella sua in segno di riconoscenza, ma si accorge che è impossibile: il giovanotto orsino ha mani grandi come palanche. E’ dunque il giovanotto a raccogliere la manina della fanciulla nella sua, con delicatezza, timoroso e impacciato.
Vany non sa ancora come si chiama il suo salvatore, sente però di volergli già un gran bene. Non è bello. Non è brutto. E’ un giovanottone? La piccola Vany ci pensa su un paio di secondi, poi gli rivolge uno sguardo severo e divertito: è un orso, sicuramente un orso buono, tanto buono e simpatico. Dopo aver così giudicato il suo salvatore, si accorge d’essere pressoché nuda con le sole mutandine addosso. In silenzio arrossisce. Arrossisce d’una bellezza da far invidia alle più belle rose del Creato intero.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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13 risposte a La donna-bambina, il lupo e l’orso

  1. vany ha detto:

    Nuotai, mi bagnai nel piacere fino a che entrambi cademmo addormentati nel piacere, come naturale conseguenza dell’aver soddisfatto i nostri desideri e placato le paure, non ci svegliammo che per rinnovare il piacere di esserci vicini.

    Un racconto molto bello e timidamente delicato.
    Grazie!!
    LeKkatina vany

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  2. vany ha detto:

    Da parte mia ero emozionata,confusa, fuori di me: quelli sensazioni così nuove mi sopraffacevano, i miei sensi riscaldati e allarmati erano un tumulto tale che fui privata di oni libertà di pensiero;lacrime di piacere sgorgavano dai miei occhi e in qualche modo placavano il fuoco dentro me. 🙂

    :)vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sai che non è stato mica facile scrivere una favola? 😀
    Io sempre così abituato a scrivere cose brutte, mai a lieto fine, ho dovuto fare uno sforzo immane per entrare nel tuo mondo. 😀
    Alla fine sono stato costretto a usare il piccone e il martello e anche le corde per superare il muro che da te mi separava.
    E per fortuna che ci sono riuscito, altrimenti a quest’ora il lupo cattivo t’avrebbe già pappata. 😉 Sono arrivato giusto in tempo per suonargliele di santa ragione.

    Se ti sbranava non me lo sarei mai perdonato. Avrei pianto per il resto dei miei giorni. Sì sì.

    Bisogna ora sol decidere che farne della pelliccia, io pensavo a un tappetino da mettere nella tua casetta, così d’inverno con il caminetto acceso sarà davvero bello giocare a biglie su di esso io e te, godendoci il calduccio, ridendo e divertendoci.

    Mi hai dato le leKKatine che sono sempre un piacere, ma vorrei un bacetto. Me lo daresti?

    Smaaackkkk

    orsetto di VaNY

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  4. cinzia stregaccia ha detto:

    e bravo beppaccio..niente male :))) bel regalo :))) mica l’ho capito il tuo comm da me.ah..leggere sms proprio no….
    notte sono appena tornata
    cinzia

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Solo niente male? O___o
    Se continuate con questo entusiasmo da erboristeria giuro che smetto di scrivere.

    Il commento da te lasciato non significa niente. Era solo per attirare l’attenzione. Non dar sempre per scontato che i miei commenti significhino qualcosa. In questo caso era per portarti un saluto alla mia maniera e per attirare l’attenzione. 🙂 Nient’altro.

    Bacione e bentornata a far danni ^___^

    beppaccio

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  6. vany ha detto:

    Fuochi di parole. Fantasia romantica e dolce, sconosciuta per il tuo scrivere. Suoni antichi e suoni nuovi che parlano una lingua insieme romantico fiabesca, amica di tutti,grandi e piccini. Ecco il mondo nuovo narrato dal nostro grande e straordinario Giuseppe Iannozzi in arte King lear.

    LeKkatine ♥ vany

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    🙂

    Orsetto di VaNY

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  8. vany ha detto:

    Bacini e leKkatine!
    ♥ vany

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Fa' la nanna, piccolina dolce. L'orsetto tuo viene a rimboccarti le lenzuola. ♥

    bacetti e leKKatine orsine, bella bimba

    orsetto di VaNY

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  10. cinzia stregaccia ha detto:

    bravo,micamale,bel regalo che vuoi di più?????????????? ufffffffffffffffffffffff anzi no…..oggi appena ho tempo ti scrivo una cosetta…vediamo se poi sei contento ahahaha Il video dei Liftiba NON MI PIACEEEEEEEEEEEE ahahahahgiorno beppaccio 🙂
    cinzia

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  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Che voglio di più?
    Almeno un gagliardetto, o una riflessione?
    Pensi che abbia disegnato bene l’animo delicato e angelicato di Vany?

    Mi scriverai una cosetta?
    Uhm, devo preoccuparmi? 😀

    I LITFIBA TI DEVONO PIACERE.
    TI DEVONO PIACERE.
    A MAX SCOMMETTO CHE PIACCIONO. Dimmi che è così.

    Bacione, Stregaccia

    beppaccio

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  12. cinzia stregaccia ha detto:

    a max i liftiba non piacciono…meno male cominciavo a pensare “foste gemelli” ahahah Tra un pò quella foto la odiooooooooooooooooooo grrrr Siamo nati per piangere??’ forse si…Hai ragione è come non ci fossi..ma in realtà ci sono..
    ti abbraccio forte,notte a te
    cinzia

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  13. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non gli piacciono i Litfiba?
    Accidenti. Uffa uffa uffa.
    Gemelli io e il tuo Max?
    Non è detta l’ultima parola. 🙂

    La foto la metto perché poi io controllo il tuo indice di notorietà per “stregaccia” su Google. ^___^ Ecco perché la metto. Più batto il chiodo della stregaccia, più Google ti dà notorietà come stregaccia. 😀

    Sono un diavolo. ^__^

    beppaccio

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