Vasco Rossi nasconde il suo yacht ed evade il fisco. Buono o cattivo?

Vasco Rossi nasconde il suo yacht
ed evade il fisco. Buono o cattivo?

a cura di Iannozzi Giuseppe

Vasco Rossi, buono o cattivo?
Per l’Agenzia delle Entrate Vasco Rossi è un cattivo. Il Blasco si avvarrebbe di società charter per nascondere al fisco il suo yacht. Il Blasco, che è proprietario di una davvero piccola barchetta di soli 24 metri, predica bene e razzola male, molto male, al pari di un qualsiasi parvenu. La società nel mirino dell’Agenzia delle Entrate sarebbe per oltre il 90% intestata al cantante, per una minima quota ad altri soci residenti in Svizzera, e sui quali, in ogni caso, sarebbero in corso ulteriori accertamenti.
Tania Sachs, portavoce di Vasco Rossi, ha subito dichiarato: “Sono normali controlli di routine, Vasco non è incappato in niente. Si tratta semplicemente di normali controlli che vengono effettuati e che non hanno evidenziato irregolarità. Non abbiamo nulla da temere, la barca è intestata ad una società italiana trasparente”.

La barchetta di Vasco Rossi si chiama Jamaica e Jamaica No Problem è invece il nome della società di comodo che ne sarebbe fittiziamente proprietaria. Che grande fantasia!

lo yacht di Vasco Rossi

Nel mirino del Fisco sono finite “false” società di charter nautico (noleggio di imbarcazioni in alcuni casi con personale di bordo). L’operazione ha portato all’individuazione di diversi casi anomali, in particolare in Liguria, Campania e Friuli Venezia Giulia. Si parla di numerosi casi di società che, sotto le mentite spoglie di “Noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale”, coprivano invece il mero utilizzo personale delle imbarcazioni di lusso (in media natanti di più di 20 metri e di valore superiore a 1,5 milioni di euro) da parte dei titolari. In particolare le società unipersonali, o con pochi soci riconducibili allo stesso ambito familiare, con minimo capitale sociale (10mila euro) hanno un’unica imbarcazione in leasing, che non viene assolutamente immessa sul mercato, viene invece data al diretto titolare affinché lui e soltanto lui possa goderne. Si è di fronte a società di comodo il cui unico scopo è di occultare il carattere elusivo dell’operazione e poter quindi abusare della forma giuridica societaria di noleggio. Dichiarando che si svolge attività di noleggio anziché dichiarare di essere il proprietario della imbarcazione, di fatto si evade il fisco e si ricevono inoltre diversi vantaggi di natura fiscale, economica e finanziaria: separazione del proprio patrimonio da quello della società, con il beneficio della responsabilità limitata; mancato esborso dell’Iva sui costi riconducibili all’acquisizione dell’imbarcazione in leasing; mancata applicazione delle accise sul gasolio (circa il 50% del prezzo del gasolio), che comporta anche un risparmio in materia di Iva; detrazione dell’Iva e delle spese sostenute per mantenere la barca e il suo equipaggio.

In pratica chi è proprietario di un natante di oltre 20 metri dichiara che viene utilizzato per essere noleggiato; di fatto così non è, l’imbarcazione viene utilizzata dal suo reale proprietario, che però non sborsa un solo Euro e che grazie alla società di comodo ottiene di mantenersi l’imbarcazione a spese dello Stato, ovvero di tutti quegli italiani che pagano le tasse e che nella loro miseria fischiettano “Si può spegnere ogni tanto il pensiero/ smettere almeno di crederci per davvero… buoni o cattivi/ non è la fine/ prima c’è il giusto o sbagliato/ da sopportare”.

NO OTSe verrà accertato che Vasco Rossi si è servito di una società di comodo per non pagare le tasse sull’imbarcazione e per giunta di trarne vantaggi fiscali non da poco, finirà un’altra volta a tarallucci e vino come è già accaduto con un altro grande evasore italiano, Valentino Rossi, che alla fine ha finito con il pagare allo Stato italiano una cifra irrisoria rispetto all’ammontare totale dovuto? Se verrà accertato che Vasco Rossi ha utilizzato con fine proditorio una società di comodo al fine di occultare il suo yacht, state pur certi che non sborserà un solo Euro; e che sulla questione ci farà scrivere sù due o tre parole dall’amico Gaetano Curreri, perché lui ci possa poi aggiungere un paio di note, farne un singolo e venderlo a caro prezzo al popolo boccalone del Blasco.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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