Non un rivoluzionario non un poeta

Non un rivoluzionario non un poeta

di Iannozzi Giuseppe

non un poeta non un rivoluzionario

Sai, io non sono poeta
Però certe cose le sento anch’io
Quando il vento soffia forte e la notte arrossisce di sangue
Sai, io sono ignorante
Però certe cose le capisco anch’io
Quando le bandiere si spezzano
sotto l’incoscienza di troppe grida di rivolta
Sai, io non mi intendo di politica
Ma capisco quando c’è confusione
E la confusione mi fa paura
Come il tuo sorriso nella notte
Lo stesso che ho imparato ad usare

Non un rivoluzionario non un poeta

Ti ho amata per il tuo corpo
Mai per la tua bellezza
Non sei mai stata una bambola gonfiabile
Ma un corpo è un corpo
E quello l’ho amato e ancor l’amo

Ma lo spirito di questa confusione che tu vuoi tuo
Ma lo spirito di queste grida a cui ti accompagni
Ma queste ore che sembrano eterne
Queste processioni di Global e No Global,
cosa significano?
E’ segno che qualcosa sta cambiando
Ma niente cambia mai
Allora perché farci male con queste e altre simili sciocchezze?
Fuori c’è un giardino in fiore
che aspetta solo d’esser impollinato
Gli angeli suonano le loro arpe nonostante tutto
E il tuo corpo caldo è quel che mi interessa
Tutto il resto è rabbia senza passione

No, amore, non è un momento di crisi
E’ la Crisi Generale che domina il Mercato
E io ne sono fuori
Non prendo più posizioni
Non prendo più droghe di Partito
Guardo con occhi ciechi
e vedo sempre e solo te
L’ossessione prima e ultima,
quella che è importante nella vita d’un uomo

Perché ci siamo fatti del male?
…partecipando alla vita degli altri?
Perché continuiamo a farcene?
…dividendo i nostri corpi?
C’è già abbastanza dolore a questo mondo
Perché ci sia bisogno anche della nostra stupidità in Piazza
Non c’è davvero bisogno
che i nostri corpi sfilino insieme alla Confusione di fuori
C’è sempre un modo per capire
C’è sempre un modo per scomparire
C’è sempre un modo di essere egoisti
E c’è un modo per esserlo ancor di più,
quindi restiamo insieme
Non abbiamo niente di nuovo da dire
Perché mai dovremmo stancarci
dietro gli ideali della Confusione?

Lascia ad altri il tristo compito di sporcarsi le mani
Tirati fuori pulita
Fai l’indifferente per una volta, è l’unico modo che conosco
E’ l’unico modo che conosco per mettere la parola fine
E non dover consumare me stesso con un altro sorriso uguale al tuo

Non c’è niente che valga la pena di difendere
Tutto marcisce
Amore, ti prego, torna indietro
Lascia il tuo corpo a casa
Lascia che ti faccia l’amore
La mente e lo spirito
[se la cosa ti fa eccitare]
lasciali correre insieme alle fantasie della Confusione
Però resta con me con tutta la dolcezza del tuo corpo
Con tutto il corpo
Solo questo conta
Quando più non conta niente

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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