Contro Gianfranco Fini squadrismo e mezzi dittatoriali

Contro Gianfranco Fini squadrismo e mezzi dittatoriali

di Iannozzi Giuseppe

Caliendo non è stato sfiduciato, nonostante la bagarre.
Oggi Umberto Bossi avanza l’ipotesi di andare al voto: “E’ molto difficile andare avanti così”.
Il parlamento non riesce a lavorare. Non può lavorare.
Senza l’appoggio incondizionato dei finiani il Pdl è incapace or come ora di dettar legge.
Per il ministro delle Riforme le urne sono la soluzione, crede difatti che Pdl e Lega Nord non incontreranno difficoltà: “Se si vota noi e il Pdl insieme spazziamo via tutti. Se sta con noi, Berlusconi vince”.

Bossi è ottimista. Troppo.
Sarà pur vero che ci sono tanti italioti che votano la destra illiberale di Berlusconi per mera convenienza. Sarà pure vero che ci sono due milioni di razzisti raccolti sotto la bandiera verde del Carroccio; ma è più vero che sono molti gli italiani che hanno perso la fiducia, nelle istituzioni tutte. Non è più possibile credere alle parole dei politicanti, siano essi di destra, siano essi di sinistra o di centro. Or come ora il panorama più probabile sarebbe quello dell’astensionismo. La sinistra non vincerebbe. Il centro non vincerebbe. E la destra berlusconiana non avrebbe ancora i numeri per governare. Si configurerebbe una situazione uguale, se non peggiore, a quella che oggi condiziona il Parlamento.

Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, parla di squadrismo in riferimento alle inchieste partite dai giornali controllati da Berlusconi contro Gianfranco Fini: “Non mi piace lo squadrismo intimidatorio nei confronti del Presidente della Camera. Se uno è un delinquente, lo è sempre. Una persona non è delinquente se fa una scelta oppure santa se ne fa un’altra”. Ed ancora: “L’evocazione così superficiale di elezioni anticipate sarebbe una fuga dalla responsabilità del tutto incongrua”.

Ma Berlusconi invoca le urne, illudendosi di raccogliere un plebiscito popolare. La conferma arriva da Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del consiglio: “Nel momento in cui è avvenuto il distacco da parte di una componente della maggioranza, il premier ha avvertito tutti, ‘state pronti’ per possibili elezioni”.

Casini avverte: “Berlusconi oggi ha due strade davanti. Se vede l’impossibilità di governare fa bene ad andare al quirinale a dimettersi. L’altra strada, che secondo noi è più seria, è confrontarsi con le novità emerse ieri. Non è nato un nuovo polo o il grande centro, ma si è data voce ad un’esigenza che nel paese sta montando giorno dopo giorno. Un’area di responsabilità nazionale che nasce non per sfasciare ma per ricucire il paese”.
Casini torna anche sulla necessità di un governo di responsabilità nazionale: “E’ indispensabile per risolvere le difficoltà degli italiani”. Rivolgendosi poi al Pd: “E’ stato rapido a capirne l’urgenza, dalla maggioranza siamo ancora agli anatemi e alle scomuniche”.

NO OTBerlusconi si scaglia contro i giornali che non sono (ancora) controllati dal suo narcisistico monopolio: “Se qualcuno pensa a cose diverse, reagiremo, trasformandoci tutti in canali di comunicazione e spiegando alla gente le cose fatte dal governo e i nostri principi. Il comportamento dei grandi giornali che hanno dimostrato di esserci avversari è uno scandalo dentro lo scandalo”.

Scandaloso è soltanto che un businessman sia riuscito ad arrivare a ricoprire la carica di premier in un paese apparentemente democratico qual è l’Italia.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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