Bambine Cattive (Karin Lanzer, RomanticaVany, Cinzia, Chatterly)

bambine cattive

di Iannozzi Giuseppe

Bambina n. 1

Capelli di Grano che parla con le piante
di tanto in tanto ci si fa anche due risate
Da quando il giardiniere le ha dato le spalle
a tarda sera non s’affaccia più alla finestra
per le stelle

Ogni giorno le pare uguale al precedente
Sul pullman dimentica di timbrare il biglietto,
ascolta però volentieri le chiacchiere di tutti
in attesa di scendere ammanettata
alla prossima fermata!

Ha provato a buttar giù un sorso d’alcol
di primo mattino per anestetizzare i pensieri,
ma le veniva soltanto di profetizzare la fine
con gola sprofondata in un’ottava di troppo;
quel groppo poco sopra al cuore non fiaccava
la sua presa e così Capelli di Grano piangeva

Capelli di Grano l’han veduta non ubriaca
non allegra seduta sola soletta su una panchina
del giardino municipale a dar consigli alle piante,
a inventar per loro strane storie di santi e Marie
Chi di là passa non dimentichi di buttar un occhio
dentro, c’è una bambina che come ieri piange

Che come ieri piange…

Bambina n. 2

Ricordi quando sull’altalena volavi,
non c’erano mai problemi
Schiere di angeli raccoglievano
le tue risate, le intrecciavano poi
per farne dono alla tristezza di Dio
Sembra così lontano quel tempo,
così lontano e tu non ridi più
e tu non hai lacrime da buttar giù,
rimani con la testa fra le mani
sognando sulle note di Chet Baker
un sorriso che non verrà

Le corse a piedi nudi sulla spiaggia
sempre in gara con le onde alte
non all’oggi appartengono, né a quel
film muto bello impossibile eppur
tante volte pensato

Ricordi quando sull’altalena volavi alta
e c’era una mano amica che ti prendeva,
bambina?

Ricordi quando volavi alta alta
e incontravi il primo fiocco di neve bianco
che dal cielo veniva giù in segno
di ringraziamento d’esser così sempre tu

Bambina n. 3

Che senso ha vivere all’incrocio
in croce in attesa dei colori
d’un semaforo per illudersi felici
non so, sospetto però sia un po’
come bearsi d’una poesia francese
sorseggiata piano in un vuoto caffè

Se è davvero questo che vuoi
bambina, temo tu abbia pescato
la carta sbagliata dal mazzo
Non sono mai stato un asso in niente
ma anch’io una cosa l’ho imparata,
non stare mai con una bella donna
che aspetta venga fuori
la carta vincente

Bambina n. 4

Tutti i dispetti
Tutte le disperate attese
Tutto
Sogni bruciati
Giorni ad aspettare
Inganni benedetti
Preghiere di silenzio
Smanie di suicidio
Tutto svanito
Non un miracolo
Non un’eterna dannazione
E nemmeno inutile spargimento
di sangue

Solamente
tutto sparito
E tu sei ancora bambina

Bambina n. 5

E così mi abbandoni
Fai bene
Sono solo il buffone di corte
che si finge re
con il cerone in faccia,
gli occhi di lacrime e sonno,
la bocca mortificata nel rossetto

Saprò seppellirmi
nelle risate tirate alle spalle,
negli insulti che per strada
di sicuro non mancheranno
insieme a pugni e sgambetti
Berrò l’acqua delle pozzanghere
pregando d’affogare

Sotto il sole
per il momento rimango
e gli occhi pieni d’un bel niente
Giusto un buffone fallito, bambina

Bambina n. 6

Devo dirtelo
col cuore
che mi sale in gola
Ho provato,
Dio soltanto lo sa
quanto e quanto
ho provato
a dirti la verità
con la mia lingua
faccia a faccia;
ma sempre la Luna
alta in cielo
pria che potessi io
aprir bocca
m’abbacinava
con lama d’argento

Ho provato
a costo di farmi danno
arrivando quasi
sotto alle tue regali gonne
Ma tosto infernal foco
prendeva a dilaniare
l’alma mia povera assai
né forte abbastanza
per resistere
e portar a compimento
l’impresa ch’eppure
avevo tanto a cuore

Fossi tu stata
creatura maligna
dagli Dèi rinnegata,
non avrei avuto problema
a penetrare
col paletto di frassino
il petto bello, odoroso
di latte buono,
ma ingannevole
e di certo mortale
a quell’uomo
che avesse tentato
di trarne piacere

Verità è
che ogni sembianza in te
è divina e di più,
anche se io posso soltanto
immaginare
dal profondo della mia cecità

In tutta sincerità
– che Dio mi fulmini
subito adesso se mento! –
in te, dolce Valeria
mai ho scorto malvagità
o altro segno
per minimo che fosse
di disillusa castità;
una Madonna sempre
ho visto
e nella luce divina
ho perso la vista
istante dopo istante,
ma mai e poi mai lo spirto

Con questa poesia
imperfetta
al cospetto della Bellezza
che tu Valeria sei
conosci ora il sentimento
che tante volte ho provato
a portar sulle tue labbra

Ora al tuo divin cospetto,
io meno d’un mendico
e maledetto di sicuro,
prego perché tu Valeria
abbia la bontà infinita
d’accettar il mio omaggio

Mamma cattiva!

Con l’estate
mi hai abbandonato
manco fossi
una pezza da piedi

Avvelenato
nel silenzio
che hai fatto
d’attorno
sprofondo
nel sale delle lacrime
che mi hai lasciato
in nome di quel dì
che a cuor leggero
mi dicesti
”ti voglio bene”

Potevo mai immaginare
che al pari di tante altre
avresti per sempre eclissato
i tuoi occhi
per mai più incontrare
il mio sguardo bambino!

Non importa
se Morte verrà presto
e di me lascerà
a te che vivi la tua vita
soltanto l’immagine ingiallita
d’una fotografia dimenticata
in fondo a un cassetto
E’ in ogni caso
la meglio sepoltura
che potessi desiderare,
mamma

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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4 risposte a Bambine Cattive (Karin Lanzer, RomanticaVany, Cinzia, Chatterly)

  1. vany ha detto:

    La parola chiave della poesia si può identificare con “ragazze”. L’amore intreccia le vite, le unisce, le rende indispensabili l’una per l’altra e rompe la solitudine a cui altrimenti l’uomo sarebbe condannato. Inoltre l’amore non ha tempo né età, perché sono infiniti i modi e,le possibilità di amare, non esiste solo l’amore di una coppia ma infiniti altri :” tipo orsetto e ragazze”:)
    Leggerti mi solleva per poi farmi incurvare verso terra.

    Sei Folle folle, banderuolo banderuolo, le tue poesia sono vive,vitali,e vivaci .

    Mercì Beaucoup.

    LeKKatine ♥vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ah, dunque quando mi guardi non vedi un uomo! Quando ci specchiamo tu non vedi una coppi di innamorati, ma soltato una bella ragazza, tu, e un orsetto un po’ buffo un po’ stupido un po’ troppo orso, e sì, anche un po’ troppo brutto. 😦

    Non l’hai ancora capito che tu sei l’unica, ma proprio l’unica per me?
    Se son banderuolo è per poesia, ma il mio cuore appartiene a te e se tu lo spremi con le tue manine io sento un gran male. Che non si può dire tanto è forte.

    Sì, sono un orsetto bruttino ma ho un cuore. Non te ne eri accorta, Ciccina?

    Non voglio una leKKatina.
    Voglio un bacio, un bacio vero. Non un bacino. Un bacetto.
    Voglio un bacio vero, con la lingua.

    orsetto (forse) di VaNY

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  3. vany ha detto:

    Io non credo più nel tuo Amore.
    Questo grande sentimento .
    Credevo fosse eterno.
    Un tempo lo credevo.
    A dire e a ridire:l’Amore.
    A giocare e scherzare con L’Amore.
    L’amore è’ un gioco per sognatori.
    E’ un errore di valutazione.
    E’ la fantasia romantica di una ragazza.
    Tu sei un mercenario d’amore. e
    come te chissà quanti ce n’è…
    La verità resta, l’amore è fievole,
    Il tuo amor per me è morto
    Un tempo credevo alle favole.
    Oggi cosa mi rimane?
    Solo miseri passi nella sabbia,
    e parole parole nell’acqua.

    bye
    Vany

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Dolore più grande
    non avresti potuto
    gittar sull’insipido
    stupido mio Fato

    Se come dici
    oggi l’amor per te
    non è coraggio
    né duraturo sentimento,
    perché mai le vene
    non s’astengono
    dal versar nel mio core
    veleno?

    Se respiro
    respiro gas
    che tosto il corpo cangia
    in maledetto tosco,
    incapace però
    di porre fine
    alla sofferenza

    Cogl’occhi rivolti al cielo
    tra pollini e papaveri giaccio;
    i polsi tagliati nutrimento
    versano in gran copia;
    eppur, per Dio, non muoio

    Non muoio

    Conosci forse tu
    condanna più grande
    di questa che per te
    io qui soffro?

    orsetto distrutto

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