Il demone del fumo

Il demone del fumo

di Iannozzi Giuseppe

Ho iniziato a fumare perché gli amici fumavano e se non si aveva una Camel fra le labbra non si poteva esser uomini. Stupidaggini. Ma a quindici anni ci credi con tutto il cuore. Con tutti i polmoni. Con tutta la tua stupida e irripetibile giovinezza.

Ho fumato per parecchi anni, non troppo, non un fumatore incallito. Dieci sigarette al giorno me le facevo tutte. Il gioco di sentirsi grandi diventando adulto si era trasformato in vizio. Fumavo per piacere, amavo soprattutto le sigarette particolari, il buon tabacco, come le Davidoff magnum. Costavano già allora un occhio della testa. Oggi non so, ma immagino che costino sempre due occhi della testa!

Ho smesso.

Quando scrivevo nella mia destra la penna, nell’altra la sigaretta. Se usavo la tastiera, il portacenere sempre accanto. Impossibile scrivere senza la sigaretta.
Si dice, non so però quanto sia vero, che da quando Francesco Guccini ha smesso di fumare non riesce più a scrivere canzoni. Riesce benissimo nella narrativa, ma canzoni niente più.
C’è del vero?
Per me sì, perché è accaduto anche a me che sono un fiume in piena. Mi mancava la compagna schiavista accanto, la sigaretta. Poco importava che la fumassi o che rimanesse nel portacenere a consumarsi. Senza di essa io abituato a scrivere fiumi di parole, a malapena buttavo giù un fiumiciattolo.
Devo dire che è durata per un paio di mesi la sensazione di esser stato abbandonato. Di vivere un lutto, perché (re)esistere senza la compagna sigaretta era per me un lutto da metabolizzare.
Per fortuna non amo portare i lutti a vita. E tutto è tornato uguale, di nuovo capace di soffocare gli altri in una pletora di pensieri parole versi racconti.

Perché ho smesso?

Non c’è una ragione vera e propria. O forse sì!
Ho smesso perché ero stanco di dover uscire di casa alle due di notte alla ricerca di un distributore di sigarette funzionante. Se poi buttava male, ero costretto a farmi mezza città in piena notte per arrivare a un tabacchi aperto 24 ore su 24. Arrivavo al mattino con le sigarette, gli occhi gonfi di sonno e chiamato al dovere di andare comunque a lavoro.

Per questo ho smesso. Ero un condannato, prigioniero, limitato, handicappato. Ero un uomo con una palla di ferro legata al piede.
Resomi conto che non ero più libero, che avevo perso la libertà, ho detto addio alle sigarette.
Sono cinque anni che non tocco una sigaretta.

NO OTQuando avevo il vizio di non essere libero, schiavo del fumo, sì, potevo dar di matto. Uno che esce alle due di notte alla ricerca di un tabacchi aperto per una sigaretta non è tanto sano. Si dice: “Caro/a, scendo a prendere le sigarette e torno subito”. Mica vero che uno torna subito. C’è gente che si è persa per sempre nelle strade della notte per il demone del fumo.

N.B.: Questo breve racconto l’ho lasciato su Letteratitudine dell’amico Massimo Maugeri. Chi volesse seguire la discussione in corso, può farlo qui, Smettere di fumare con P.G. Wodehouse.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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8 risposte a Il demone del fumo

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    mah..io fumo,non poco.. e lo sai ma in certe cose sono strana..non accendo mai una sigaretta in macchina quando sono andata in messico mi son fatta le mie 11 ore di aereo senza alcun trauma e senza nascondermi in bagno come alcuni hanno fatto…rimasta incinta ho smesso dalla mattina alla sera..mai uscita alle due di nottea cercare un tabaccaio ma se vuoi farmi un dispetto enorme è portarmi a cena fuori in un ristorante senza sala fumatori..quando esco il mio amaro e le mie due sigarette alla fine del pasto sono sacri :)))
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In macchina io fumavo. Raramente, ma fumavo.
    Ma se rimanevo senza sigarette alle 2 di notte e sentivo il vizio pungermi, non c’era santo, dovevo trovare un tabacchi aperto. O diventavo una bestia insonne. 🙂

    Anche io ero strano.
    Dopo i pasti sì, fumavo anch’io. E anche con ogni caffè.

    Mi sono tolto il vizio perché non amavo essere schiavo. La libertà prima d’ogn’altra cosa.

    beppaccio

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  3. Franca ha detto:

    io sto’ fumando anche ora 🙂

    non riesco a smettere 😦

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  4. vany ha detto:

    Io dico che è una bella cosa non fumare, o lo si fa con moderazione o diventa un vizio.
    Io non fumo, ho provato a fumare tante volte per darmi un contegno da femme fatal ,ma nulla tosse subito e nessun piacere.
    Meglio così, così risparmio i miei polmoni.
    Ti auguro una bella serata…..io non ti lazzio.

    LeKKatine ♥ vany

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vedi, io ti do ragione. Qualche anno fa ti avrei detto che è bello fumare. Oggi no.
    Il mio solo rimpianto è di non aver smesso prima.

    Fumare con moderazione non è possibile: fumi una sigaretta e finisci con il fumarne venti al giorno. I fumatori non conoscono la moderazione. 🙂

    I furbi sul serio non fumano.
    Io ci ho messo un po’ di tempo per capirlo.
    Non fumare, non serve a niente.

    SmAAAccckkk

    orsetto di VaNY

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Per me fuma pure. Però bene non ti fa e lo sai.
    Io non ho mai impedito a nessuno di farsi del male… cioè di fumare.
    Sono per la libertà.

    Fuma fuma fuma…

    Un giorno forse capirai come ho capito io. Io te lo auguro.

    beppaccio

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  7. Mr.Loto ha detto:

    Dici bene quando associ il vizio del fumo all’essere schiavo, è proprio così ….. viva la libertà!

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La libertà bisogna guadagnarsela. Molti non hanno ancora imparato che bene più grande al mondo non c’è.

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