Melissa P. ha strappato i pantaloni a Lara Cardella e non si è fatta più vedere. Dacia Maraini invece se la fa con Silvia Avallone

Melissa Panarello ha strappato i pantaloni
a Lara Cardella e non si è fatta più vedere
Dacia Maraini invece se la fa con Silvia Avallone

di Iannozzi Giuseppe

Melissa P.Un tavolino che traballa non è difficile da fare in casa, basta spezzargli una gamba e con un po’ di Acciaio torna come nuovo.

Per l’Acciaio della Avallone più che di dannunzianesimo spicciolo, io parlerei di effetti splatterosi in stile manga, di serie B però. Acciaio è un coacervo di tutti gli stereotipi buonisti e nichilisti dell’Italia, null’altro che questo. In un certo senso Silvia Avallone rappresenta l’Italia, la decadenza imperante che in essa c’è.

La propaganda può far molto. Si tenga poi conto che l’immagine della giovane Avallone, che brutta non è, ha fatto tutto il resto. C’è stata poi la sponsorizzazione sfegatata di Dacia Maraini – che è del gruppo Rcs. E di parecchi altri della scuderia Rcs, perché altrimenti la Sgarbi o chi per essa li avrebbe defenestrati.

Si può portare al successo “commerciale” qualsiasi bullshit, a patto d’aver dietro le spalle una organizzazione forte che può permettersi di ordinare a critici e scrittori di “spingere”.

L’editor della Avallone era chiaramente un novellino, non è altrimenti spiegabile il motivo per cui non si è accorto neanche alla lontana degli anacronismi spaventosi che ci sono nel libro e che sono due pugni nello stesso occhio. Probabilmente un amico della Avallone, un innominabile dottorino fresco fresco di laurea.

A dirla tutta, Federico Moccia vale mille volte di più: perlomeno è onesto nella sua scrittura che è narrativa d’amore senza nessuna altra ambizione. La Avallone invece, la propaganda l’ha detta geniale, la nuova Maraini. Balle per tutti i gusti. Gli italioti, sempre più ignoranti, hanno subito abboccato di fronte al bel faccino di Silvia e alle raccomandazioni sperticate della S.p.A. Maraini & Compagnetti di merendine.

Tuttavia, al pari di tante meteorine, anche la Avallone è destinata a un presto oblio: da Lara Cardella a Melissa P. (Melissa Panarello), ragazzine che hanno giustificato la loro esistenza per il tempo di una moda, dopodichè su di loro il giusto e meritato oblio totale. Della Cardella, nel 2009, la Mondadori ha riproposto Volevo i pantaloni con in appendice una intervista (inedita). Ci hanno provato in Mondadori, forse pensando che la Cardella sarebbe stata accolta di nuovo sull’onda dell’emozione che si andava formando intorno alla Avallone. Ma la Cardella non è più una lolita e gli italioti stanno dietro solamente alle “ragazzine faccia d’angelo”, possibilmente minorenni e che non esitano a chiamare i loro maschietti allupati “papi”. Ecco perché tentare di riportare la Cardella sul mercato è stato un fallimento. L’ultima pubblicazione della Cardella risale al 2000, per il gruppo Rcs. Ma in realtà il silenzio su di lei si è acceso subito dopo la prima pubblicazione, che è la sola che ha funzionato a livello commerciale. Per il poco che è uscito dopo, soltanto flop. Melissa P. sono anni che va dicendo che starebbe scrivendo il nuovo romanzo. Anch’essa è bell’e finita. Le mode sono fatte per non durare e per non lasciare alcun segno nella Storia. Al limite queste cose se le ricorda un critico con memoria d’elefante come me.

NO OTLa morale è che Melissa P. ha strappato con la forza i pantaloni a Lara Cardella e non si è fatta più vedere se non per una marketta o due in tv. Dacia Maraini invece se la fa con l’ancor giovane Silvia Avallone nel tentativo di sopravvivere a sé stessa.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a Melissa P. ha strappato i pantaloni a Lara Cardella e non si è fatta più vedere. Dacia Maraini invece se la fa con Silvia Avallone

  1. Ilaria ha detto:

    E’ sempre un piacere leggere le tue recensioni. Di solito (quando leggo le recensioni dei libri, fatte da altri) mi annoio alla decima riga, se non prima.
    Le tue, saran “cattive”, ma trasportano.

    Ciao Beppe…

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Questo mi fa piacere saper che non annoio nessuno, o comunque pochi.
    Recensire è un’arte, che più che il tempo passa più si dimentica. Una critica, nel bene e nel male, deve stuzzicare l’intelligenza di chi la legge. Io la penso così.

    Sono “cattivo” soltanto quando il libro è brutto. Ahinoi moltissima critica è prostituita alle logiche di mercato, perché l’editoria è soprattutto un business.

    Quanti libri hai letto che non valevano neanche il prezzo di copertina perché consigliati da critici un po’ così e così? Immagino tanti. Io cerco solo di dire le cose come stanno, senza fronzoli: o è bello o è brutto. Non ci sono vie di mezzo.

    beppe

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  3. Ilaria ha detto:

    Ma io sono una pessima lettrice (quindi un’assai mediocre scrittrice)
    se un libro non me gusta, anche se l’ho acquistato, lo abbandono…

    😉

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Daniel Pennac infatti dice, tra le altre cose, che se un libro fa addormentare il lettore, il lettore ha il diritto di abbandonarlo a sé. Mi par più che giusto. 😉

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  5. francocordiale ha detto:

    Meglio un commento “cattivo” che uno ipocrita. Il guaio è che oggi si illudono masse di giovani che il successo sia lì, dietro l’angolo, basta ottenere le “spinte giuste”.
    Scrittori, veline, top model, bulli intronati al “grande fratello”…i giovani imparano sempre più a puntare sugli artifici , gli “accomodamenti”, le ruffianerie, l’esibizione di sè. Ma il vero successo, quello meritato e che non sarà dimenticato, deriva dal talento vero e dall’impegno costante, dalla fede profonda e sincera in quel che si è scelto.
    Chiedete a molti scrittori veri le enormi difficoltà che hanno dovuto superare per uscire alla luce, editorialmente parlando! Se potessero rispondere Verga, Svevo, Tomasi di Lampedusa… E come dimenticare le educative “Illusioni perdute” di Flaubert? Sarà che ai loro tempi, i mass-media non esistevano ancora. Per fortuna…

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    I giovani arrivano al successo subito, in molti casi; ma altrettanto facilmente vengono dimenticati. Perché non hanno del vero talento. Perché sono dei prodotti editoriali. O delle majors discografiche. Non è così raro aver a che fare oggi con una ragazzina che vende milioni di copie per essere domani stesso dimenticata dal mercato editoriale che l’ha lanciata.

    Non è che ieri critici e giornali non esistessero. C’erano eccome se c’erano; e molti erano non dissimili da quelli odierni. C’è però da dire che la diffusione della carta stampata, dei giornali, non era così “devastante” come oggi, per cui uno scrittore, foss’anche solo un pennivendolo come Dumas padre, un po’ di talento doveva avercelo. Oggi invece il talento non è richiesto: l’importante per l’editore è che la ragazzina (o il ragazzino) di turno abbia una immagine e che possa far strappare i capelli ai giovani. Isterismo di massa, partendo da Lara Cardella fino a Melissa P, arrivando a Paolo Giordano e Silvia Avallone. Poi se ci si mette anche l’editore che comanda ai suoi autori in catalogo di far pubblicità, allora il gioco è fatto: il momentaneo successo della Avallone è questo e null’altro. Lasciamoglielo godere finché dura. Se mai scriverà un secondo libro non avrà successo, poco ma sicuro.

    La stessa cosa vale per scrittorini come Tiziano Scarpa, a cui è andato uno Strega. Mai vista e letta una edizione peggiore del premio Strega. In ogni caso, come volevasi dimostrare, Scarpa è tornato nell’anonimato, il suo ultimo romanzetto non se lo filo uno che fosse uno.

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