Saviano lo sborrone attacca la Lega su Vanity Fair. E dimentica i suoi tanti tantissimi debiti

Saviano lo sborrone attacca la Lega su Vanity Fair
E dimentica i suoi tanti tantissimi debiti

di Iannozzi Giuseppe

Lo scrittorino Roberto Saviano si domanda: “Dov’era la Lega quando la ‘ndrangheta si infiltrava in Lombardia?”. E la Lega gli risponde per le rime, attraverso il viceministro Roberto Castelli: “Saviano la smetta, perché gli antimafia a pagamento sono sempre meno credibili”.

Saviano, il solito sborrone, fa parlare ancora una volta di sé, non per i suoi meriti letterari, ma soltanto per le sue uscite. Oramai ridotto a personaggio del mondo dell’intrattenimento, su Vanity Fair, Saviano spara: “La Lega ci ha sempre detto che certe cose al Nord non esistono, ma l’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia racconta una realtà diversa. Dov’era la Lega quando questo succedeva negli ultimi dieci anni laddove ha governato? E perché adesso non risponde?”.

Ma non è poi questo il punto cruciale. E’ un altro. Questo: “(Gomorra – ndr) E’ un libro che non rinnego, lo riscriverei, ma sarei falso se le dicessi che lo amo. Perché mi ha tolto tutto: io volevo solo diventare uno scrittore. A centomila copie ero felicissimo, mi pubblicano importanti case editrici straniere e mia madre dice che in quei giorni sembrava che volassi, ma io non mi ricordo niente. Volevo comprare con mio fratello una moto, lo sognavamo da tempo. Poi arrivano la scorta, le minacce. Io volevo essere quello di prima. Mi è scoppiato tutto in mano”. Quello che parla non è un eroe, è un ragazzo che si è visto strappare da sotto il culo la moto. Saviano aveva solo da non andare in giro per le strade di Napoli, in casa dei Casalesi, a gridare come un ossesso che lui li sfidava. Se l’è cercata proprio con il lumicino, altrimenti i Casalesi non se lo sarebbero filato manco di striscio. Saviano però gli ha pestato i piedi, è andato a far lo sbruffone a casa loro tranne poi trincerarsi dietro la scorta – che paghiamo noi onesti cittadini – ed è così che è venuto sù il fenomeno Saviano. Se non avesse fatto lo sborrone, Saviano non avrebbe venduto, non sarebbe mai diventato un personaggio dell’establishment. A far incazzare è che oggi si lamenta facendo la parte della vittima.

I leghisti rispondono a Saviano, per voce di Castelli: “Rispondo subito. Saviano è accecato e reso sordo dal suo inopinato successo e dai soldi che gli sono arrivati in giovane età. Unica sua scusante rispetto alle sciocchezze che dice sulla Lega è che, quando noi combattevamo contro la sciagurata legge del confino obbligatorio che tanti guai ha portato al nord, aveva ancora i calzoni corti. Se Saviano nulla sa della storia della Lombardia vada a rileggersi la storia della battaglia che la Lega fece a Lecco a iniziare dal ’93 contro i clan della ‘ndrangheta. Atti amministrativi precisi, fatti concreti. Non ci siamo limitati a scrivere quattro cose e a partecipare a quattro conferenze. Né siamo diventati ricchi per questo. Abbiamo corso solo rischi. Infine un invito: vediamo che continua a fare pubblicità al suo libro. La smetta, perché gli antimafia a pagamento sono sempre meno credibili”.

La Lega Nord non ha torto, proprio per niente. Saviano non ha mai combattuto in prima linea la camorra, la mafia o qualsiasi altro canchero italiano. Si è limitato a scrivere un mezzo romanzetto. “Gomorra”, e la parte che denuncia la camorra, non è frutto del sacco di Saviano: Roberto ha preso a piene mani da altri testi le informazioni e le ha messe insieme. E gravissimo, Saviano non ha mai fornito una bibliografia esaustiva delle fonti da lui adoperate. Non cita mai a chi deve la fortuna di “Gomorra”.

NO OTSi leva un coro di protesta da parte della sinistra, cioè da quel poco che è rimasto della sinistra italiana. Saviano ha ottenuto quello che desiderava: attenzione su di sé, perché, diciamoci la verità, Roberto non vende più un’acca, i suoi lavori successivi a “Gomorra” fanno la muffa nelle librerie.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a Saviano lo sborrone attacca la Lega su Vanity Fair. E dimentica i suoi tanti tantissimi debiti

  1. joe ha detto:

    e che ti devo dì, beviti un altro po d’acqua del tuo dio Po…

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Bevitela tu che non guardi alla verità.
    Qui è da evidenziare che:

    Saviano si fa pubblicità perché non vende manco una copia dopo Gomorra; e di Gomorra non ha mai dato una bibliografia esaustiva; in pratica ha rubato da altri autori e non li ha nemmeno citati, perché forte di essere sotto scorta con Mondadori al suo fianco; e allora promuove ancora “Gomorra” e fa la vittima ogni volta che apre becco. Molto bravo Saviano. Molto molto. A far soldi per sé. Ma la pacchia gli è finita. Non ha più un cazzetto da dire, tranne fare il buffone per giornali e televisioni.

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  3. Gustavo ha detto:

    Mi sono appena cancellato dal gruppo su facebook “Nessuno Tocchi Saviano”.

    Perchè?

    Perchè appare evidente che il saviano usi la sua notorietà contro l’unico movimento politico che ha reso possibile il più grande contrasto alle mafie che questo paese abbia mai vissuto.

    Al contrario di tanti altri partiti politici, che il contrasto alle mafie lo preferiscono parlato in tv e scritto sui giornali, la Lega Nord lo ha incarnato e lo ha portato al governo del paese come mai nessuno, in tutta la storia di questo paese.

    Dalle parole che leggo nelle interviste rilasciate dal Saviano in questi giorni, appare quasi che le infiltrazioni mafiose provenienti dal sud del paese siano state agevolate al nord, ignorate, sottostimate, quasi accettate.

    Invece la realtà ci dice che sono state represse e contrastate con una grande azione giudiziaria e investigativa che ha tarpato le ali al tentativo mafioso di agire liberamente nel nord, quel nord che non ha mai amato le mafie, non le mai condivise, non le ha mai difese.

    Quel che dice Saviano contro la Lega è ingiusto e tradisce una posizione politica, un pregiudizio politico.

    In passato ho stimato saviano che ha fatto semplicemente il suo dovere di cittadino e di cronista nel pubblicare le infamie mafiose, un dovere che risonosco non essere comune nel sud del paese, ed è questo,forse, il motivo del successo mediatico e giornalistico del mito di Saviano e dei suoi scritti di denuncia.

    Ho dovuto ricredermi oggi, dopo che vedo la sua azione diretta ingiustamente contro chi le mafie le ha contrastate veramente e, forse, per la prima volta (visti i risultati mai ottenuti in precedenza, da nessun governo), dal governo del paese.

    Questa posizione di Saviano è ingiusta e pregiudizievole.

    Non è giusto prendersela propio con il movimento politico che ha garantito legalità e sicurezza più di chiunque altro in questo paese.

    Ed ancora più ingiusto è il suo alludere che qui al nord, sinora la Lega abbia dormito e non abbia contrastato adeguatamente le mafie.

    Ma si accorge il Saviano dell’assurdità di quel che dice?

    E si rende conto il Saviano che con queste accuse offusca e getta ombre terribili e temibili sull’operato dell’autorità giudiziaria e degli investigatori di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza?

    Cosa vorrebbe dire il Saviano, che magistratura e forze dell’ordine abbiano anche loro sottostimato le infiltrazioni mafiose provenienti dal sud e dirette a infestare anche il nord del paese?

    Nessuno di loro ha dormito, caro Saviano, mentre le mafie del sud tentavano di estendere i loro tentacoli nel nord.

    Ed i risultati si vedono.

    Le ultime operazioni narrano di investigazioni, intercettazioni, pedinamenti, installazione di telecamere e di un duro lavoro da parte di tutti gli operatori della giustizia e delle forze dell’ordine nel nord come nel sud del paese, al fine di impedire alle mafie di penetrare nel tessuto sociale, nella politica, negli affari, nei grandi appalti, a cominciare da quello dell’Expo di Milano.

    Nessuno nel nord ha dormito nel contrasto alle mafie, men che meno, magistratura e forze dell’ordine.

    Compresa quella “Lega della gente” che il Saviano dimostra di odiare così profondamente, quella Lega che ha più volte dichiarato dagli scranni del governo che il livello di vigilanza delle istituzioni sulle infiltrazioni delle mafie del sud nel nord sarebbe stato massimo e che il governo assicurava (per la prima volta nella storia d’Italia) misure preventive per impedire che le mafie mettessero le mani sui grandi appalti dell’Expo.

    E la risposta dello stato, del governo, della magistratura e degli investigatori tutti, c’è stata, eccome se c’è stata.

    Una risposta alle mafie che profuma di legalità, che odora di maggiore sicurezza nella vita dei cittadini.

    Ma evidentemente, il nuovo ruolo politico assunto dal Saviano offusca la sua visione e lo rende attore di una brutta pagina della sua vita, una pagina che non lo vede a sostegno di chi, nel proprio duro lavoro quotidiano, nel proprio impegno politico, nelle proprie funzioni pubbliche, dimostra che le mafie le combatte con i fatti, e non con le parole.

    Fatti, non parole ci vogliono in politica come nella vita di tutti i giorni.

    Quei fatti che Saviano oggi pretende di non vedere.

    Quei fatti che oggi danno torto a Saviano e alla sua visione distorta del nord.

    Quei fatti che oggi riportano alla ribalta l’ottimo lavoro congiunto fra forze dell’ordine e magistratura nel contrasto alle mafie nel nord.

    Il nord ha risposto, la gente del nord ha risposto, le isitituzioni hanno risposto, le autorità hanno risposto, la politica ha risposto:

    subito.

    Al nord, nessuno rende la vita facile alle mafie.

    Riveda la sua posizione, signor Roberto Saviano:

    è ingiusta.

    E ricordi che il contrasto alle mafie esisteva prima di saviano, esisterà dopo saviano, esisterà senza saviano ed esisterà anche nonostante saviano.

    Poichè lo stato esiste ben oltre un saviano.

    Gustavo Gesualdo

    alias

    Il Cittadino X

    http://www.ilcittadinox.com/blog/roberto-saviano-il-nord-il-sud-e-il-contrasto-alle-mafie.html

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