Il tramonto del berlusconismo tra liti e scandali indicibili

Il tramonto del berlusconismo
tra liti e scandali indicibili

a cura di Iannozzi Giuseppe

Non gli rimane che minacciare. Questa l’ultima carta del premier Berlusconi, mentre il Pdl affonda minuto dopo minuto davanti ai suoi occhi.

“Il clima giacobino e giustizialista nel quale alcuni stanno cercando di far ripiombare il nostro Paese non è certo d’aiuto. Ma ancora una volta metterò tutto il mio impegno personale, assieme a quello del Governo e della coalizione da me guidati e legittimati costantemente dal sostegno dei cittadini, per impedire ritorni ad un passato che gli italiani non vogliono più”: così Berlusconi in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

Italo Bocchino non esclude la partecipazione dei deputati Pdl finiani alla mozione per le dimissioni di Nicola Cosentino. Il presidente di Generazione Italia: “Non vogliamo esprimerci, forse è opportuno che su questo si riuniscano il gruppo del Pdl alla Camera e i vertici del partito per decidere”.

Sandro Bondi, braccio destro del premier, annaspa, cerca di tenere unito il Pdl giudicando “nefasto il ruolo di Bocchino nel dibattito interno al nostro movimento politico”. E’ oramai chiaro che il partito dell’amore è stato fondato sull’odio, odio che in queste ore sta venendo fuori, una emorragia che non si arresta. Il vicepresidente dei deputati Pdl si domanda “come si fa a considerare nefasto l’atteggiamento di chi chiede trasparenza e pulizia morale e difendere autori di episodi imbarazzanti per il Pdl?”.

La riforma sulle intercettazioni, che il Pdl vuole per tutelare sé stesso e soltanto sé stesso, ha generato una tempesta di rimproveri e di disubbidienza. L’ONU bacchetta l’Italia invitando il governo a ritirare subito l’emendamento oppure di cambiarlo in maniera radicale, perché così com’è imbavaglia la libertà di informazione e il sistema giudiziario.
In commissione Giustizia alla Camera si chiude oggi 13 luglio il termine per il deposito degli emendamenti. I centristi scelgono di votare per la mozione che chiederà le dimissioni del sottosegretario Pdl all’Economia; Michele Vietti evidenzia che “l’incompatibilità è evidente”.

“Sembra di essere alla fine di un impero, tutto crolla. I sottosegretari Cosentino e Caliendo devono dimettersi o non esiteremo ad adottare tutte le iniziative parlamentari”, dice Dario Franceschini. E Antonio Di Pietro annuncia la presentazione della mozione perché “non si può tirare il sasso e nascondere la mano, è il momento in cui ciascuno deve assumere le proprie responsabilità”.

Franco Frattini, ministro degli Esteri: “Ho confermato in molte occasioni la mia preferenza per il coordinatore unico dopo un periodo di esperienza del cosiddetto triumvirato”. Frattini si dice anche disponibile “a lavorare per il rafforzamento del Pdl, anche con iniziative culturali che hanno un valore importante, riconosciuto anche ieri dal premier” sottolineando che “il compito di rappresentare l’Italia nel mondo è assorbente ed esclusivo, si può fare una cosa sola alla volta”.

Questa volta è la fine. E se anche così non fosse, il Pdl, o quello che ne rimarrà, non sarà mai più lo stesso. Il berlusconismo ha in ogni caso i giorni contati.

NO OT

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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