Palamara, presidente dell’Anm, è preoccupato e non lo nasconde. Lite senza fine tra finiani e Pdl

Palamara, presidente dell’Anm, è preoccupato
e non lo nasconde. Lite senza fine tra finiani e Pdl

di Iannozzi Giuseppe

Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale dei magistrati, in merito agli sviluppi dell’inchiesta della procura di Roma che vede indagati Denis Verdini e Flavio Carboni, che avrebbero esercitato pressioni al fine di favorire la nomina di determinati magistrati in ruoli chiave così da (poter) condizionare i giudici della Consulta nel voto sul lodo Alfano, non nega di essere molto preoccupato: “Sono vicende che al di là del merito danno un quadro di inquinamento preoccupante e quindi non può che preoccuparci e riproporre in modo forte il tema della questione morale all’interno della magistratura”.

Siamo (stati) vicini al colpo di stato?
O per chissà quale miracolo è stato sventato giusto per il rotto della cuffia?

Palamara a margine di un convegno del Csm ha sottolineato: “Il tema della questione morale va di pari passo con quello della scelta dei dirigenti che deve essere ancorata come non mai al merito e svincolata da logiche di appartenenza. Su questi argomenti l’Anm vuole chiarezza e nettezza di posizioni. La magistratura che noi vogliamo non può permettersi di avere al suo interno situazioni di opacità anche quando queste riguardano le nomine di importanti uffici direttivi”.

La ricetta di Palamara è tanto semplice quanto severa: “Per intervenire bisogna attivare i meccanismo preposti. Ora c’è un’indagine in corso, bisognerà vedere e valutare il coinvolgimento delle persone e gli organi competenti dovranno accertare con tempestività e rigore quanto è accaduto. Il ruolo dell’Anm deve essere chiaro e netto di presa di distanza da queste situazioni per affermare il modello di un magistrato ispirato ad integrità ed indipendenza e su questa strada non arretreremo di un millimetro perchè ci giochiamo il futuro della magistratura”.

I finiani che chiedono le dimissioni di Verdini, per voce di Filippo Rossi – direttore di Ffwebmagazine, periodico online della fondazione Farefuturo -, fanno sapere quanto segue: “Il giustizialismo non c’entra nulla. E nemmeno lo strapotere dei magistrati. E’ solo voglia di normalità. Voglia di giustizia. Forse è un sogno un po’ demodè, forse è troppo ingenuo, ma gran parte degli italiani ha il desiderio represso di poter essere finalmente orgogliosa della propria classe dirigente. Utopia?. L’onorabilità, la presentabilità di una classe politica è data anche e soprattutto dalla capacità di esprimere sicurezza, di dare il buon esempio. Esistono una serie di comportamenti, di amicizie, di atteggiamenti che non possono non essere messi sotto osservazione, che non possono non generare giudizi negativi”.

Il ministro Sandro Bondi scoppia di rabbia dopo le dichiarazione del vicecapogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino. Il coordinatore del Pdl Bondi insieme a  Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, parlano di “dichiarazioni di una gravità inaudita” su Verdini: “Le dichiarazioni dell’On. Bocchino di essere a conoscenza dei verbali di intercettazioni riguardanti indagini giudiziarie in corso, che secondo lui saranno pubblicate a breve sui mezzi di comunicazione, secondo il mal costume in voga nel nostro Paese, sono di una gravità inaudita”. Parrebbe infatti, stando a quanto dichiarato dall’On. Bocchino, che Denis Verdini “sarà costretto a dimettersi quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini”. Bondi e Cicchitto parlano come una persona sola: “A questo punto l’On. Bocchino ha l’obbligo di riferire come sia giunto in possesso di tali verbali, in che modo e attraverso quali canali. Questa vicenda dimostra a quale livello di degrado e di spregiudicatezza giungano alcuni esponenti politici. Inoltre rivela, se fosse confermata, l’intreccio perverso non solo tra una parte della magistratura e il mondo dell’informazione, ma anche tra ambienti giudiziari e esponenti politici, che utilizzano notizie coperte da segreto istruttorio come strumento di lotta politica”.

L’On Bocchino in una nota ufficiale: “Gli amici Bondi e Cicchitto possono star tranquilli che non c’è alcun complotto in giro, né misteri. Quando ho parlato di atti che a mio giudizio porranno un problema di opportunità politica a Berlusconi sul caso Verdini, mi riferivo semplicemente all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Carboni e soci, documento in possesso di tutte le redazioni dei giornali. A pagina 50 si parla di un’informativa dei carabinieri di duemila pagine con allegate altre 4000 pagine di atti e documenti, gran parte intercettazioni. Sempre a pagina 50 c’è scritto che il pm allo stato ha formalizzato richieste solo per il reato associativo e non per i delitti-fine quali corruzione, abuso d’ufficio e altro, chiarendo a pagina quattro di aver utilizzato soltanto le telefonate con parlamentari necessarie a sostenere la misura nei confronti degli altri indagati. Tutto chiaro e limpido pertanto, senza alcun mistero”.

Si sta andando verso il tramonto del partito dell’amore?
In ogni caso oramai gli scandali all’interno del Pdl non si contano più: tutto il marcio sta venendo a galla, con lentezza, ma sta venendo…

NO OT

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in dichiarazioni, Iannozzi Giuseppe, notizie italia, politica, politici e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.