Ali Hassoun ritrae San Giorgio con la kefiah. I cattolici più fondamentalisti insorgono

Ali Hassoun ritrae San Giorgio con la kefiah
I cattolici più fondamentalisti insorgono

a cura di Iannozzi Giuseppe

Ali Hassoun è di origine libanese. E’ un artista.
Quest’anno ha firmato il Palio di Siena.
San Giorgio ha la kefiah addosso.

E’ la prima volta che la Madonna di Provenzano viene dipinta da un pittore non cristiano.
Ali Hassoun è musulmano.
Sulla corona indossata dalla Vergine, una mezaluna islamica e una stella di Davide.
E’ montata sù la polemica a poche ore dalla gara.
Il perché è quello solito, l’arroganza del cattolicesimo e dei suoi fondamentalisti.

L’autore spiega che la sua opera “è a favore del dialogo tra le culture e cerca un terreno comune a tutti”, e ci tiene a sottolineare che “la croce svetta su tutti gli altri simboli ed è giusto che sia così perché rappresenta la tradizione del Paese. La mezzaluna e la stella di David sono simboli che affiancano la Madonna aiutando, simbolicamente, i cristiani a trovare le radici della loro fede”.

L’arcivescovo Antonio Buoncristiani invece non la pensa così. Il suo portavoce ha già diffuso in fretta e furia una durissima nota dove si legge: “L’opera di Hassoun è permeata da un profondo afflato religioso, che si richiama a diverse tradizioni, ma problematico è l’inserimento sulla corona della Vergine della Mezzaluna, simbolo dell’Islam, e della stella di David, effigie dell’Ebraismo… ciò che è essenziale nella realizzazione del Palio è che sia rispettata l’iconografia tradizionale, a garanzia della possibilità per i fedeli di riconoscere la Madonna nell’immagine dipinta. Per questo sarebbe opportuno che l’Arcidiocesi fosse stata resa partecipe del confronto con l’artista… l’opera, a un rapido sguardo, richiama con immediatezza l’effigie della Madonna di Provenzano e il guerriero sottostante può essere facilmente identificato con San Giorgio che uccide il drago-satana, riallacciandosi al ruolo di Maria quale personaggio chiave nella vittoria sul male”.

Luciano Silighini Guaragnani, leader nazionale della Giovine Italia, minaccia: “verremo a Siena per protestare contro questo palio blasfemo”.

Roberto Martinelli, il rettore del Magistrato del Palio, supremo organo di governo delle contrade, parla invece di “polemiche ingiuste”: “Il Palio di Hassoun è bello, raffigura la vera Madonna di Provenzano, quella in terracotta conservata nella basilica. E’ un dipinto che non dimentica niente, né le radici laiche, né religiose, né popolari di questa festa”. Giovanni Mazzini, storico ed autore di un saggio sull’esercito ghibellino di Siena alla battaglia vinta a Montaperti contro la guelfa Firenze, spiega: “Dopo aver letto il mio lavoro, Hassoun mi ha cercato per selezionare meglio il dettaglio storico della presenza di saraceni nell’esercito di Siena contro le truppe guelfe di Firenze, visto che ricorre il 750esimo anniversario e che il Palio lo ricorda”.

Gli unici a trovare pecche nell’Opera di Ali Hassoun sono alcuni fondamentalisti cattolici.

Informazioni su Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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8 risposte a Ali Hassoun ritrae San Giorgio con la kefiah. I cattolici più fondamentalisti insorgono

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    sai quanti cavalli sono morti durante le corse e quanti sono stati abbattuti subito dopo facendo credere che invece sarebbero stati curati??? Io DETESTO il palio Ma andassero a quel paese loro gli stendardi e tutto il resto.
    cinzia

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Tutti. Non lo ignoro.

      Sai quanti cavalli nel corso di 8.000 anni circa di storia umana sono morti in guerra insieme agli uomini che ce li hanno condotti?
      Non lo so.

      No, io non detesto il palio. Semplicemente dovrebbe essere più sensibile nei confronti degli animali impegnati, ovvero quando feriti curarli e non abbatterli come invece si fa.

      beppe

  2. cinzia stregaccia ha detto:

    comunque..se ovunque cominciassimo a raffigurare i simboli di tutte le religioni insieme sarebbe un bel passo avanti per evitare che in nome di un dio inesistente, qualunque esso sia, si facciano tante cose orribili nel mondo.
    e ora che l’argomento di questo post mi ha fatto venire i nervi vado a farmi un caffè! Vuoi? ;)
    cinzia

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Amare le icone di per sé dovrebbe essere peccato, almeno stando alla Chiesa Cattolica.
      In questa Opera Alì ha solo raffiguarato alcuni simboli religiosi delle due confessioni, cattolica e musulmana, in un perfetto sodalizio, che però il clero cattolico non digerisce.

      Decisamente questa storia ha fatto innervosire di brutto anche me. Sin tanto che il clero ragionerà secondo parametri assolutistici non ci sarà mai fratellanza fra i popoli.

      beppe

  3. Miguel Martinez ha detto:

    Dopo aver cercato di censurare la Madonna, Luciano Silighini Garagnani sta cercando di censurare i blog che si sono permessi di citarlo.

    Qui in breve la storia, qui il post su Luciano Silighini Garagnani censurato da Splinder.

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Se sono su splinder i blog, allora temo che ci si possa fare poco o niente, tranne forse costituire un fronte unito di blogger che denuncino tutti insieme il malcostume della censura. Io stesso sono andato via da splinder per i continui atti di censura operati nei miei confronti. E’ una piattaforma, putroppo, che non è più libera in enessun senso. Ne so ben qualcosa.

      Su altre piattaforme, non italiane e non collegate in alcun modo a gruppi editoriali italiani o a forze politiche, si puo’ ancora parlare. Ecco perché da splinder sono approdato a wordpress, per evitare la censura sistematica e non dover ricorrere a vie legali – che non si sa mai poi come vanno a finire.

      beppe

  4. Miguel Martinez ha detto:

    Ti ringrazio. Infatti, ho tolto subito il post su Splinder, visto che non ci sono molte alternative; ma mi sembra giusto avvisare di quello che è successo.

    Sia appunto per far capire i limiti di Splinder, sia per far capire qualcosa della mentalità di Luciano Silighini Garagnani :-)

    La vera notizia infatti è che non è andato nemmeno lui a protestare a Siena…

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