Roberto Maroni s’infuria: “Non sono Hitler”. Chi è però disposto a credergli sulla parola?

Roberto Maroni s’infuria: “Non sono Hitler”
Chi è però disposto a credergli sulla parola?

di Iannozzi Giuseppe

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, scatta infuriato: “Non sono Hitler”. E senza pensarci su due volte sgancia le sue bombe sul Vaticano e sull’Unione Europea. E per completare l’opera si dice prontissimo ad applicare la legge sulla sicurezza, che guarda caso è stata pubblicata il 25/07/2009 sulla Gazzetta ufficiale.

Durante un convegno organizzato dai circoli Nuova Italia, Roberto Maroni si produce in copiose lamentele perché “non sono la reincarnazione di Hitler che approva le leggi razziali, anzi ci rido sopra. L’Italia è all’avanguardia in materia di integrazione. Siamo il Paese che nell’Unione europea, che da questo punto di vista ha le performance migliori, anche se alcuni mezzi di informazione sostengono il contrario”.
Da bravo ragazzo qual è cerca persino di spiegare il reato di clandestinità: “Non ci interessa il carcere per i clandestini, ma l’espulsione obbligatoria. Abbiamo finalmente affrontato con serietà questo grande tema e siamo pronti ad applicare le norme”. E dopo questa spiegazione elementare efficace e diretta, la bomba sulla Santa Sede: “La legislazione del Vaticano prevede il carcere per gli immigrati clandestini. Noi che siamo più buoni di loro abbiamo previsto solo una multa”. E non si dimentica di attaccare l’Unione Europea con le famose – e rinomate – bombe intelligenti: “Invece di criticare i Paesi dell’Ue applichino i principi di solidarietà per l’accoglienza stabiliti proprio dalla stessa Unione. Le norme stabiliscono che un rifugiato deve essere trattenuto nel Paese dove ottiene lo status di rifugiato. E’ chiaro che in Italia dall’Africa ne sbarcano molto di più di quanti non ne arrivino a Berlino in aereo. Io ho chiesto di applicare il modello della solidarietà tra i diversi Paesi nell’accoglienza. Almeno dell’assistenza dovuta ai rifugiati talvolta per tutta la vita, deve essere l’Unione europea a farsi carico. La risposta dei paesi europei è stata no, grazie; vengono in Italia e ve li tenete voi”.


Il presidente del Tribunale vaticano, Giuseppe Dalla Torre, non si lascia intimidire dal ministro dell’Interno e dalla sua “boutade”, e replica secco: “Oltretevere non ci sono norme specifiche sull’immigrazione. Ci sono norme sull’accesso e sul soggiorno contenute nella legge sulla cittadinanza ed è chiaro che in questo caso ci sono alcune fattispecie in cui è prevista una sanzione che può essere pecuniaria o di limitazione della libertà personale. Ma in via del tutto teorica, perché di fatto nessuno, che io ricordi, è mai stato imprigionato per un tale reato”. E anche il portavoce della Santa Sede, Padre Lombardi parla di “battuta”: “non mi consta che ci siano in Vaticano prigioni piene di clandestini”.

Allora se Roberto Maroni non è la reincarnazione di Hitler, come mai la Santa Sede lo smentisce in maniera sì tanto efficace?
Un miracolo forse?
O forse è più giusto dire che Maroni le spara così, come gli vengono, senza starci a pensare su né una né due volte?

– Maroni in una foto d’epoca; fonte internet –

NO OT

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in Iannozzi Giuseppe, politica, politici, satira e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Roberto Maroni s’infuria: “Non sono Hitler”. Chi è però disposto a credergli sulla parola?

  1. vany ha detto:

    E’ probabile tutto , che il Ministro Maroni le spari così come gli vengono, oppure che ci abbia pensato seriamente.Certo è che tutta la immigrazione è un problema.
    Ieri pomeriggio due ragazzini arabi hanno picchiato un ragazzo italiano 14enne.
    Non si capisce che dispetto abbia fatto loro ma si capisce che erano loro nel torto.
    La mamma non li ha denunciati, li ha solo separati. Noi abbiamo visto e ti assicuro non è stato bello.
    E’ diventato tutto complicato da quando i paesini sono affollati delle loro presenze,
    tutti i paesani la sera non escono gli immigrati si il paese è tutto loro.
    Non è giusto.

    Bonsoir mon cher
    ♥ vany

    "Mi piace"

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    L’integrazione sociale non è cosa che possa accadere da un momento all’altro.
    Ci vorranno anni e anni, sempreché l’integrazione avvenga, altrimenti si verrno a creare dei veri e propri ghetti. La sola minaccia che vedo all’orizzonte è l’intolleranza, quella degli italiani e quella degli stranieri: siamo tutti uguali, figli di Dio per chi ci crede, ma tutti uguali e tutti abbiamo gli stessi diritti. Non vedo perché ci si debba far la guerra fra di noi.

    Io spero che il sogno di Martin Luther King si avveri. Che un giorno o l’altro si avveri.

    ♥♥♥ orsetto di VaNY

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.