Caravaggio sfrenato e violento puttaniere. Lo rivela il critico d’arte Andrew Graham-Dixon

Caravaggio sfrenato e violento puttaniere
Lo rivela il critico d’arte Andrew Graham-Dixon

di Iannozzi Giuseppe

Pare che Caravaggio non fosse quel che si dice uno stinco di santo. Caravaggio fu anche un pappone e un puttaniere. Lo rivela un libro, A life Sacre and Profane di Andrew Graham-Dixon. Il libro uscirà nelle librerie inglesi il prossimo 1 luglio e promette sin d’ora di accendere gli animi dei critici, degli artisti e anche dei semplici estimatori dell’artista.

Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, era in realtà un uomo violento, libidinoso e senza scrupoli, capace di spingere la propria mano fino al delitto più efferato.

Andrew Graham-Dixon, noto critico d’arte, non ha dubbi.
A sostegno delle nuove rivelazioni sull’uomo Caravaggio, Graham-Dixon cita importanti documenti scoperti solo di recente negli archivi romani. Caravaggio avrebbe anche avuto una relazione clandestina con una certa Lavinia Giugoli, moglie del lenone Tommasoni. Al Telegraph – che ha recensito il libro in anteprima – Graham-Dixon spiega che “c’era un’antica ostilità tra i due e Tommasoni volle che ad assistere al duello ci fossero anche suo fratello e suo cognato. Ciò dimostra che si trattava di una lite d’onore”. Dalla relazione fra Caravaggio e Lavinia nacque una bambina, che la donna diede in adozione prima di trasferirsi a Firenze. Caravaggio nel frattempo, dopo la morte di Tommasoni, era fuggito da Roma.

A Roma Caravaggio era un ben noto lenone, la cui fama non era inferiore a quella di lui artista. Caravaggio era sempre in competizione con un altro protettore,  proprio con il Tommasoni. Gli attriti fra Caravaggio e Tommasoni esplosero quando il primo sottrasse al secondo Fillide Melandroni, prostituta molto nota Roma e che in seguito Caravaggio elesse sua musa per farla comparire in parecchi suoi quadri a sfondo religioso e non. Inoltre Caravaggio frequentava osterie di quart’ordine, che erano ritrovo di molti omosessuali del tempo.

L’autore Andrew Graham-Dixon, parlando al Telegraph: “Spero con questo libro di riuscire a dimostrare il vero carattere di Caravaggio. Non è un uomo irrazionale, come spesso ci è stato suggerito. Il pittore era solo un uomo violento che viveva in un’epoca violenta e la cui tragica storia è stata certamente una delle più straordinarie mai vissute da un’artista”. Tuttavia non tutti saranno contenti di queste rivelazioni, questo lo possiamo dire sin da ora con un certo grado di sicurezza.

NO OT

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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7 risposte a Caravaggio sfrenato e violento puttaniere. Lo rivela il critico d’arte Andrew Graham-Dixon

  1. wildestwoman ha detto:

    Caravaggio puttaniere e violento..dove sarebbe la novità? Me lo rende umano, me lo rende vitale e passionale, me lo rende profondamente vero

    va bene così…

    gli inglesi si tufferanno sulle torbide vicende della sua vita, visto che devono cercare qualche sollazzo, immersi nella loro verde umidità
    noi sorridiamo e…tiriamo avanti

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  2. vany ha detto:

    Infatti non era uno stinco di santo, forse uno che andava dalle escort del suo tempo, ma un pappone anche se tutto è possibile io spero di no.

    LeKKatina ♥ vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Parrebbe proprio di sì. Il critico d’arte ha dei documenti che proverebbero in maniera inconfutabile che Caravaggio fu anche un pappone, molto noto a Roma, nel suo tempo. Fillide Melandroni era sotto la protezione di Tommasoni. Gliela strappò con la forza e ne fece la sua musa, la modella che utilizzò poi per tanti suoi quadri, anche a carattere religioso. Pappone e assassino non sminuiscono comunque l’artista Caravaggio: la sua mano, con la spada o con il pennello, era unica. Non era uno di stinco di santo, ma le sue Opere sono inimitabili. Puoi tu dire forse il contrario? Per me resta un GENIO.

    Questa è Arte.
    Era un poco di buono, e vabbe’. Nessuno è perfetto. Considera poi che il tempo del Caravaggio è il 1600.

    ♥♥♥ leKKatine in gran quantità ♥♥♥

    orsetto di VaNY

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Per me l’Arte di Caravaggio non cambia di una virgola. Lo trovo geniale, unico.
    L’uomo Caravaggio era un poco di buono? E vabbe’, i tempi erano quel che erano.
    Certo adesso molti criticheranno l’uomo per dire male dell’artista, ma io spero davvero di no; spero che si consideri Caravaggio prima di tutto per la sua arte; e che se si deve fare la concione all’uomo la si faccia all’uomo solamente e non anche all’artista.

    Io che amo Caravaggio, non mi scandalizzo affatto. Caravaggio è Caravaggio, passionale e geniale soprattutto.

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  5. wildestwoman ha detto:

    Anche a me piace perchè è un genio, sì e perchè ha messo puttane a posare come madonne: non è un grande amore per la Donna?

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  6. agatino ha detto:

    Ma vi rendete conto …che il Merisi doveva essere cosi..puttaniere, assassino, (per me era un duello regolare!) ..al contrario non avremmo avuto un grande genio che tutto il mondo ammira e che tanti pittori dell’epoca hanno cercato di imparare il suo stile.. fare muse o sante delle prostitute ha avuto un grandissimo carattere e corraggio cosa che prima di lui nessuno aveva osato ..sfidando tutto il potente clero di allora..Grande Merisi..grazie di essere stato!

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono d’accordo.
    Ha fregato tutti, trasformando delle prostitute in madonne. Che poi chi meglio di loro possono dare anima e corpo al divino? Non me ce la vedo una beghina incarnare una Maria. Quello che intendo dire è che il divino, nell’arte, deve essere di sensualità; lui l’aveva capito e sapeva che la sensualità la poteva solo trovare nelle donne di strade, non di certo nelle cortigiane. Il clero per lungo tempo ha fatto suoi l’opera del Caravaggio, rubandola al popolo: non sapeva, non sospettava che dietro le madonne del Caravaggio ci fossero delle donnine allegre. Adesso il clero ostenta indifferenza, fa finta di niente, ma si rode e come si rode, non per il fatto che sia scandalizzato – d’altro canto sarebbe impossibile per un clero come quello che abbiamo marcio fino al midollo che ammazza attraverso le antenne di Radio Vaticana e che ricicla i preti pedofili per destinarli ad altre parrocchie -, piuttosto perché la sua immagine pubblicizzata per essere senza macchia si è sgretolata. Caravaggio rimane ancora una volta unico, anticipando i tempi, mostrando al mondo la sporcizia attraverso la sublimazione del bello, del divino che è nella umiltà e nell’essere uomini e donne di strada.

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