Massimiliano Barbieri, collaboratore di Vasco Rossi in manette per droga

Massimiliano Barbieri, collaboratore
di Vasco Rossi
in manette per droga

a cura di Iannozzi Giuseppe

Massimiliano “Macho” Barbieri, uno dei più intimi collaboratori di Vasco Rossi, è stato arrestato oggi, 15 giugno 2010, al Portosolo di Sanremo con 30 grammi di cocaina purissima e un bilancino di precisione. Cocaina e bilancino erano nascosti all’interno di uno dei fari posteriori di un suv Tuareg Volkswagen. L’operazione antidroga è scattata nelle vicinanze dello yacht Jamaica, appartenente al rocker di Zocca ed ormeggiato proprio a Portosole. Su indicazione di una fonte confidenziale, che aveva annunciato l’arrivo, in giornata, della partita di droga destinata a rifornire una barca. Le forze dell’ordine hanno visto arrivare un grosso Suv. Il conducente ha parcheggiato la vistosa auto, l’ha poi chiusa e si stava allontanando, quando un carabiniere lo ha avvicinato chiedendogli di ispezionare il bagagliaio.

Un momento di perplessità, dopodiché Massimiliano Barbieri ha acconsentito, ostentando fin troppa sicurezza. A quel punto, le forze dell’ordine hanno deciso di portare la vettura in caserma per un più approfondito controllo e, smontata la calotta di uno dei fari posteriori, sono saltati fuori i 30 grammi di cocaina e il bilancino ancora sporco di droga. L’uomo ha dichiarato che la droga era per sé e a quel punto sono scattate le manette.

Vasco Rossi è “completamente estraneo a questa vicenda, stupito e dispiaciuto”, annuncia a gran voce l’ufficio stampa del cantante a proposito dell’arresto per cocaina del collaboratore Massimiliano “Macho” Barbieri nei pressi dello yacht Jamaica, ormeggiato a Portosole di Sanremo. “Vasco non si è accorto di nulla, dormiva nello yacht, l’ha saputo stamattina a cose accadute”, ha dichiarato Tania Sachs. “Chi invece ha visto quanto accadeva nei pressi dell’imbarcazione è stato ‘Roccia’, ossia Danilo D’Alessandro, che segue la sicurezza di Vasco, che ribadiamo, non c’entra proprio nulla con questa storia”. Il bodyguard Danilo D’Alessandro, nel giugno del 2008, era stato arrestato per possesso di droga.

L’arresto di Danilo “Roccia” D’Alessandro nel 2008: Danilo “Roccia” D’Alessandro bodyguard dell’entourage di Vasco Rossi, un poliziotto in servizio a Roma, tre albanesi e due marocchini sono stati arrestati dalla Procura di Bologna, su ordinanza del Gip Michele Guernelli, per reati legati al traffico di cocaina. Dimentichiamoci però il Blasco, difatti sembra che lui questa volta sia proprio pulito, più pulito d’un fustino di detersivo Dash, e teniamo invece l’occhio puntato su Danilo D’Alessandro, milanese, 45 anni, cognato del rocker. Danilo D’Alessandro è stato preso di peso a Venezia, dove si trovava per seguire Vasco Rossi, reduce dal concerto di sabato sera all’Heineken Jammin’ Festival.

Per il momento il bodyguard è agli arresti domiciliari a Bologna: a suo carico l’accusa di detenzione ai fini di cessione a terzi di alcune dosi di cocaina. La Squadra Mobile di Bologna l’ha incastrato grazie all’intercettazione di alcune telefonate: nelle conversazioni gli indagati nominavano un certo “Roccia”, soprannome di D’Alessandro. Tutte le ordinanze di custodia cautelare, chieste dai Pm Valter Giovannini e Lorenzo Gestri, sono state eseguite durante la mattina del 25 giugno 2008. Nell’abitazione di un albanese, sono stati trovati la bellezza di 500 grammi di cocaina. La perquisizione della casa del bodyguard invece non ha portato a nulla di fatto. La casa parrebbe pulita. I Pm Gestri e Giovannini, che “mantengono uno stretto riserbo sulle indagini e non nascondono un certo fastidio per la fuga di notizie”, ci tengono a precisare che “il signor Vasco Rossi risulta completamente estraneo alle indagini e tale circostanza è stata evidenziata anche nell’ordinanza del Gip”.

A carico di D’Alessandro ci sarebbe l’acquisto, in sette, otto occasioni, di un totale di 25 grammi di cocaina, una quantità piuttosto modesta se messa a confronto con il mezzo chilo dell’albanese. In manette anche un poliziotto in servizio a Roma: a suo carico i Pm ipotizzano la detenzione in concorso di sostanze stupefacenti insieme ad altri, ma anche il reato di corruzione. L’agente, arrestato dai colleghi di Bologna, avrebbe ricevuto un compenso in denaro, qualche migliaio di euro, per attivarsi affinché venissero rilasciati permessi di soggiorno ad albanesi irregolari. Passaggio di denaro che sarebbe avvenuto proprio a Bologna. Una brutta storia, una storia purtroppo tipicamente italiana.

Per gli inquirenti, Vasco Rossi è totalmente estraneo ai fatti. Tuttavia dovrà essere ascoltato presto in Procura. Vasco ha espresso la sua solidarietà nei confronti dell’amico bodyguard: “Purtroppo frequentando ogni giorno tanta gente diversa può succedere di tutto, anche di venire in contatto con persone che potrebbero essere indagate per un qualsiasi motivo. Lasciamo ora che la giustizia faccia il suo corso, dal canto mio ho piena fiducia che presto verrà chiarito ogni eventuale malinteso”.

Danilo D’Alessandro, bodyguard e cognato di Vasco Rossi, Ilii Xihani, albanese di 35 anni con precedenti specifici per traffico di droga, la sorella Valbona fermata mentre cercava di nascondere la cocaina nascosta in una scatola di cartone, Kristian Rexhepi di 26 anni, El Manai Amin tunisino di 30 anni, e il poliziotto, Carmelo Cagnolo, 36 anni, in servizio presso l’ufficio cerimoniale di Roma, sono tutti indagati e alcuni di loro già dietro le sbarre. Chissà se nei confronti di questi signori varrà quanto stabilito dal tanto criticato decreto sicurezza passato proprio nella giornata di ieri al Senato.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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