Zaia Va’ con Giuseppe Verdi. I finiani parlano di un Carroccio innocuo

Zaia Va’ con Giuseppe Verdi

I finiani parlano di un Carroccio innocuo

di Iannozzi Giuseppe

ZaiaBen triste, ben povera una Italia che litiga sull’inno da suonare. Da non suonare.
Il governatore del Veneto Luca Zaia ha fatto suonare il Và pensiero di Verdi al posto di Fratelli d’Italia di Mameli. L’episodio è confermato da La Tribuna: “All’inaugurazione di una nuova scuola primaria di Fanzolo di Vedelago (Treviso), l’inno di Mameli avrebbe dovuto essere cantato da un coro al taglio del nastro, ma, una ventina di minuti prima della cerimonia, il portavoce del governatore avrebbe chiesto di sostituire l’Inno con il Và Pensiero“. Il cambio di programma ha fatto inalberare la direttrice dell’ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo, che si sarebbe riservata di denunciare l’accaduto all’assessore regionale Elena Donazzan.

Tuttavia il governatore leghista Luca Zaia nega e in una nota dà la sua versione dei fatti: “L’Inno di Mameli è stato regolarmente cantato dal coro al momento del taglio del nastro; credo che queste precisazioni siano utili per chiudere definitivamente una polemica che non aveva e non ha ragion d’essere”. L’Ansa, forte di tre testimoni, conferma che il governatore leghista ha fatto suonare Verdi al posto di Mameli e dà pieno credito alla versione dei fatti riportata da La Tribuna. Stando a quanto riferito dal giornale, sarebbe stato invertito il programma ufficiale che prevedeva l’inno di Mameli al taglio del nastro e successivamente, a fine cerimonia, il Và Pensiero. Una testimone ha riferito che “due persone dello staff del presidente avrebbero fatto presente agli amministratori e agli organizzatori che Zaia non avrebbe gradito l’inno nazionale nel clou dell’evento”. Il giornalista de La Tribuna conferma “di aver sentito cantare solo il Và Pensiero“; una seconda testimone riferisce che l’inno di Mameli è stato eseguito dopo l’aria verdiana, quando le autorità erano già nella scuola per una visita, preceduti dal sindaco di Vedelago. Il direttore del coro, La Polifonica di Salvarosa, chiamato dall’amministrazione di Vedelago per la manifestazione, conferma punto per punto il resoconto delle testimoni.

“Zaia ha fatto sostituire Mameli con il Và pensiero? Non mi sembra possibile, anche perché il Và pensiero è ancora più patriottico dell’inno di Mameli, e dunque sarebbe contraddittorio per un leghista. Comunque, se fosse vero, sarebbe grave, perché non spetta a un governatore far sostituire l’inno italiano”, così il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Il periodico online della Fondazione Farefuturo (di Gianfranco Fini): “Ci toccherebbe ripetere sempre le stesse cose, ricordare i principi fondamentali della nostra Repubblica, qualche nozione di diritto internazionale, un po’ di solidarietà e carità cristiana. E poi perché non conviene prestarsi al gioco. Ma soprattutto perché mentre la Lega si occupa di rassicurare il suo elettorato a suon di proclami, noi vorremmo tifare la nostra Nazionale in santa pace, dato che la loro ha già giocato. L’ultima di queste sparate (trita e ritrita) arriva da Zaia: niente Fratelli d’Italia, meglio il Và pensiero. E la penultima, qualche giorno fa, arrivava dal Piemonte governato dal giovane Cota: assumiamo professori e supplenti che siano solo ‘del territorio’. Qualche reazione, qualche sussulto, un po’ di indignazione, le solite repliche puntute leghiste e, per ora, basta. Ma tra lezioni di dialetto, esami di cultura locale, graduatorie regionali (che a dire il vero sono state proposte anche, più o meno velatamente, da alcuni esponenti del Pdl), inni mancanti e tricolori usati per altri fini, queste nuove «sparate» pare di averle sentite già mille volte. E hanno buone probabilità di fare la stessa fine. Nel nulla. Insomma, la parabola delle boutade leghiste è ormai abbastanza chiara. Effetto annuncio (solitamente quando ci sono elezioni in vista o trattative politiche ‘romane’), dibattiti infuocati sui media e poi il silenzio. Alle volte al silenzio si affianca il fallimento della proposta. Insomma, l’abbiamo capito: perché preoccuparsi? Oltretutto, sarà il caldo, sarà la voglia di vacanze, sarà che sono più di tre lustri che sognano la Secessione, ma i leghisti non hanno più lo smalto di una volta. Le loro ‘sparate’ sono un po’ più stanche, un po’ più appannate, ma soprattutto molto più prevedibili. E anche, non ce ne vogliano gli amici del Carroccio, molto più innocue”.

Che leghisti e finiani si facciano pure la guerra fra di loro. Le loro urla sono l’inno più rappresentativo per questo paese al collasso.

NO OT

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in Iannozzi Giuseppe, politica, politici, querelle, riflessioni e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Zaia Va’ con Giuseppe Verdi. I finiani parlano di un Carroccio innocuo

  1. romanticavany ha detto:

    La semplicità e la genuinità non è più nelle cose come il tempo che erano bambini i nostri genitori , la gente ora non è più impegnata a lavorare ma a inventarsi, ed allora tutto va in confusione, in quasi tutto non c’è più stile e nessuna regola.

    Buongiorno…. ♥ vany

    "Mi piace"

  2. romanticavany ha detto:


    La semplicità e la genuinità non è più nelle cose come il tempo che erano bambini i nostri genitori , la gente ora non è più impegnata a lavorare ma a inventarsi, ed allora tutto va in confusione, in quasi tutto non c’è più stile e nessuna regola.

    Buongiorno…. ♥ vany

    "Mi piace"

  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In Italia abbiamo così tanti problemi seri che enumerarli tutti non è nemmeno possibili; e questi politicanti litigano sull’inno, se meglio Mameli o Verdi. Mi viene veramente il voltastomaco: c’è gente che muore di fame e le prime pagine dei giornali sono occupate da Fini e Zaia per un inno a cui non interessa a nessuno, eccetto ai fascisti incalliti e nemmeno ché quelli si cantano ahinoi faccetta nera. Questa è l’Italia, una Italia persa nei Mondiali di calcio e nelle fesserie. 😦

    Buongiorno, biscottino di miele 🙂 ♥

    beppe orsetto

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.