Per piacere a Iannozzi satira di Valter Binaghi

Per piacere a Iannozzi

di Valter Binaghi

fonte originale: NI

Iannozzi GiuseppeDove sei stato, figlio dagli occhi tristi? Dove sei stato mio prediletto?

Sei il mio agente letterario, e di solito mi tratti come un cottimista: adesso perchè mi parli a citazioni di Bob Dylan?

E’ che ti vedo strano, autore. Hai una faccia che non mi piace. Uno ti guarda e pensa che presto una dura pioggia cadrà.

Certo che si. Ne ho strapieni i coglioni. Qui bisogna cambiare tutto. Un nuovo piglio nei muscoli, un’altra samba sulla tastiera, ritmo, colore, stile! Qualcosa che faccia gridare al miracolo!

Ma così, all’improvviso? Non me l’aspettavo. Vedi tu. Hai un paio di onesti romanzetti in giro, tra il genere e il costume, prima o poi vedrai che qualcuno se ne accorge. Il secondo è andato meglio del primo…

Non è per quel tipo di lettore, quello che cerca nei romanzi una storia. Non mi basta più. C’è n’è un nuovo tipo, più scafato, più maligno, è lui che voglio. Di romanzi ha imburrato fette su fette e ha sposato una cugina di Lyotard, esige il post-moderno, la fabula che ruota su se stessa e si deride mentre si racconta, l’autore accoppiato al critico letterario che flirta col sociologo, l’ironia sopraffina, ai limiti dell’onanismo.

Ricorda un po’ Siti. Onanismo è Piperno.

Beh, certo… è difficile far meglio di loro. Allora potrei provare il percorso inverso: tuffarmi a capofitto nell’evento storico, farmi comparsa o protagonista prima che interprete, sentire il fruscio dei soldi sporchi e il fischiare delle pallottole, riemergere con un pugno di fogli insanguinati, da gettare nei salotti.

L’ha fatto Saviano. E adesso vive con la scorta.

Vedo. Resta l’ecce homo. L’io denudato, il corpo mio letteralmente esposto, scrittura come bava di un puledro lanciato al galoppo. Nell’epoca che svela l’insulsa vanità del verbo e la corruzione del sentire, nessun messaggio, ma pura esibizione d’agonia, testimone assoluto, metafora di nulla.

Vuoi imitare Arminio. Non so se gli piacerà. Certo, non può nemmeno prendersela. Non si può levare niente a niente.

Imitare mai. Piuttosto me ne vado all’inferno!

A intervistare il diavolo?

Perchè no? E’ un personaggio altamente improbabile, ma universalmente frequentato. Meglio di Gianni Minà con Maradona.

E come faresti, se è lecito?

Ho letto alcune cosette interessanti sul Palo Mayombe, in un romanzo di Danilo Arona.
E poi ci sono le buone vecchie panzane cattoliche. Satanismo, e tutto il resto.

Mi fa un po’ senso, in verità. E poi mi chiedo il perchè di questo estremismo, questa consumazione febbrile di stili, di possibilità, fino a raschiare il barile, alla feccia…
Ma perchè lo fai?

Come perchè? Per piacere a lui.

Quel lettore arcigno.. il post-moderno, l’incontentabile… ?

Per piacere a Iannozzi.

(Nella foto: il ricercatissimo Giuseppe Iannozzi)

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a Per piacere a Iannozzi satira di Valter Binaghi

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    NB: Gli accenti sbagliati su i “perché” sono tutti di Valter Binaghi, che scrive perchè. Il testo qui riprodotto è nella sua versione originale, errori di ortografia inclusi.

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  2. romanticavany ha detto:

    Direi simpatico Binaghi, ed anche tu sempre lo sei.

    LeKkatina ♥ vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Più o meno. Ma questo pezzullo è vecchio di tre anni e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta.
    Non è comunque che ieri fosse simpatico. Oggi lo è ancor meno.

    Voglio un’altra leKKatina, solo per me, Agnellino. ♥♥♥

    orsetto di VaNY

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